Rassegna ARTE/MEDIA

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INCONTRO CON I REGISTI CARLO LUGLIO E DIEGO OLIVARES

12 marzo 2018 – ore 18 e 20.30 Cinelab “G. Bertolucci” via Vecchia Frigole, 36 – Lecce

Nell’ambito del ciclo di incontri e proiezioni “ARTE/MEDIA” a cura dei docenti Floriana Conte e Luca Bandirali, il Centro di Ricerca Interdipartimentale in Digital Humanities di Unisalento presenta un focus su Napoli nel cinema contemporaneo, vista attraverso lo sguardo di due registi, Carlo Luglio e Diego Olivares. Il 12 marzo al Cinelab “G. Bertolucci” (via Vecchia Frigole, 36) a Lecce verranno proiettati a partire dalle ore 18 i film “Magma” (2015) e “Ciao mamma – L’altra faccia di Gomorra” (2014) di Carlo Luglio e alle 20.30 “Veleno” (2017) di Diego Olivares. All’incontro con i registi parteciperanno il prof. Fabio Pollice, direttore del Dipartimento di Storia, Società e Studi sull’Uomo dell’Università del Salento e il critico cinematografico Luigi Abiusi, selezionatore presso la Settimana Internazionale della Critica alla Mostra di Venezia.

Obiettivo dell’incontro è far conoscere una cinematografia indipendente di qualità che si applica al racconto dei luoghi in una prospettiva di sperimentazione e ricerca.

Il ciclo ARTE/MEDIA è supportato e finanziato dalla Fondazione Apulia Film Commission.

 I FILM

Magma (Carlo Luglio, 2015, 65’) Il racconto di un viaggio straordinario attraverso radici e tradizioni di Somma Vesuviana. La festa delle lucerne, la processione del Cristo Morto, la festa della montagna, la devozione alla Madonna di Castello, le leggende, i canti, il bicchiere di vino fatto con l’uva catalanesca, il brindisi finale. I protagonisti hanno la musica dentro, la pelle bruciata dal sole, le mani callose, la schiena dritta, lo sguardo perso nei ricordi.

Ciao mamma – L’altra faccia di Gomorra (Carlo Luglio, 2014, 28’) Il trasloco imminente della famiglia della giovane protagonista Maria per allontanarsi dal degrado delle Vele di Scampia e raggiungere una nuova abitazione della vicina Melito, diventa il pretesto per la ragazzina per ribellarsi a questo sradicamento che vive con dolore e fantasia. Inizia, infatti, un viaggio iniziatico attraverso le geometrie architettoniche fatiscenti della Vela che la porteranno, dopo non poche delusioni e insieme a due sue coetanei, a scoprire un “tesoro” del tutto particolare.

Se per l’amichetto credulone, la vela viene fatta immaginare da Maria e dall’amica Mimì, come una nave abitata da strani pirati, ed il loro compito diventa la ricerca di un fantomatico tesoro sul tetto, per la stessa protagonista il “viaggio” avrà tutta un’altra rivelazione che pure lo spettatore scoprirà alla fine del film. Il diritto alla casa, le radici e l’identità negata sono il frutto di questo percorso alla ricerca della terra Madre che prima o poi tutti abbandoniamo.

Veleno (Diego Olivares, 2017, 103’) In un piccolo centro del casertano, una famiglia di agricoltori vive il dramma di un territorio violato, contaminato dai veleni che criminali senza scrupoli hanno disseminato in buona parte di quella provincia, attraverso il dolore per la malattia di Cosimo, il capofamiglia, e i molteplici conflitti che il suo male scatena. Una lotta brutale, tra la morte che incombe e un feroce e disperato istinto di sopravvivenza che anima i suoi più stretti familiari e un intero paese, costretto a fare i conti con la paura di un potere mafioso che corrompe e distrugge, producendo, come effetto ulteriore, la capillare disgregazione di una comunità. Laddove spesso, perfino all’interno di uno stesso nucleo familiare, convivono carnefici e vittime, chi si è compromesso con i clan, magari cedendo terreni o semplicemente fingendo di non vedere e non sapere e chi, della devastazione di quei territori, ha finito per subire le dirette e quasi sempre mortali conseguenze. Il calvario del protagonista come sintesi, dunque, delle piccole e grandi contraddizioni di una terra di fatto abbandonato a se stessa, dove lo stato sembra aver definitivamente abdicato alle sue funzioni, dove l’unico potere riconoscibile e riconosciuto è rimasto solo quello criminale, dove la natura, rabbiosamente si ribella allo scempio subito.

I REGISTI

Carlo Luglio. Dopo aver conseguito la Laurea in Storia del Cinema al DAMS di Bologna, ha realizzato due film (Capo Nord e Sotto la stessa luna) e una serie di documentari. Nel 2007 fonda, con Gaetano Di Vaio, Figli del Bronx Produzioni con la quale ha prodotto i docufilm Radici con protagonista Enzo Gragnaniello, Magma sui contadini delle tammurriate vesuviane e il cortometraggio Ciao mamma per il progetto “L’altra faccia di Gomorra”. Insegna Teoria e Metodo dei Mass Media e Storia del Cinema nelle accademie di belle Arti di Brera a Milano e di Napoli.

Diego Olivares. (1965) è regista, sceneggiatore e dialoghista napoletano. Dopo aver realizzato alcuni cortometraggi si dedica al documentario sulla dismissione dell’ospedale psichiatrico Frullone di Napoli, Gli ultimi giorni del Frullone –Cronache da un manicomio nel 2000. Risale al 2003 il suo primo lungometraggio I cinghiali di Portici. Nel 2014 ha diretto il corto Canemalato, prodotto da Figli del Bronx per Sky Cinema. Il suo ultimo lungometraggio Veleno è stato presentato alla Settimana Internazionale della Critica a Venezia 2017.

I RELATORI

Fabio Pollice. Professore ordinario di Geografia Economico-Sociale presso l’Università del Salento; ha insegnato nelle Università di Napoli “Federico II” e di Roma “La Sapienza”. Dal marzo 2016 è Direttore del Dipartimento di Storia, Società e Studi sull’Uomo dell’Università del Salento, dopo essere stato per un triennio Coordinatore del Dottorato di Ricerca in Human and Social Sciences attivato dalla medesima Università. È altresì membro del Consiglio Direttivo della Società Geografica Italiana (SGI) e Coordinatore nazionale dei fiduciari regionali; componente del Comitato Scientifico del Centro Universitario Europeo per i Beni Culturali (CUEBC), dell’EURISPES e della Fondazione “La Notte della Taranta”. Dirige inoltre la Scuola di Placetelling nata dalla collaborazione tra il CUEBC, la SGI e l’Università del Salento. Si occupa di temi di geografia applicata con particolare riguardo per i temi legati allo sviluppo territoriale e ai rapporti locale-globale con approfondimenti sul rapporto tra turismo e cultura e al ruolo della cultura nei processi di sviluppo locale. È autore di oltre un centinaio di pubblicazioni scientifiche di livello nazionale e internazionale.

Luigi Abiusi. E’ scrittore, critico letterario e cinematografico (collabora con le riviste “Critica letteraria”, “Filmcritica”, “Filmparlato.com”, “Duels.it”, “Alias”, con l’Enciclopedia del Cinema Treccani); è selezionatore per la Settimana Internazionale della Critica del Festival di Venezia; si occupa di letteratura italiana e letterature comparate presso l’Università di Bari; come poeta ha pubblicato i volumi Non un segno (nel 2002) e Dei comprimari riflessi (nel 2008) e ha diretto la collana di poesia “Toblack”; tra gli ultimi saggi pubblicati, i volumi Per gli occhi magnetici. Campana Pasolini Erice Tarantino, 2011; Tempo di Campana. Divenire della poesia tra Nietzsche e Deleuze , 2008; e, a sua cura, Il film in cui nuoto è una febbre. Registi fuori dagli schemi, 2012. È autore di racconti pubblicati su riviste e antologie.

Il Centro Interdipartimentale di Ricerca DH – Università del Salento

Il Centro di ricerca interdipartimentale sulle Digital Humanities, diretto dal prof. Fabio Ciracì, ha come obiettivo lo studio delle scienze dell’informazione, delle tecnologie digitali e di rete, sia come strumento di ricerca in settori disciplinari specifici, sia come oggetto di studio, ovvero come fattore dinamico e trasformativo dell’individuo e della società.

Estendendosi a settori disciplinari diversi, il Centro intende programmare e coordinare, attraverso competenze professionali differenti e da prospettive metodologiche e disciplinari diverse, progetti coordinati e condivisi, relativi ai fenomeni che hanno per oggetto le scienze dell’informazione, le tecnologie informatiche, oppure che ricorrano agli strumenti digitali e alla rete sul versante applicativo.

Tale proposito poggia sulla convinzione che le DH sono un’area di studi complessa e interdisciplinare, ancora tutta da definire e da indagare, che necessita di un approccio multilaterale ma che in ogni caso appartiene alla storia delle idee.

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