QUESTURA DI LECCE

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FERMATO PER UN CONTROLLO DALLA POLZIIA. DENUNCIATO PER POSSESSO DI OGGETTI ATTI ALLO SCASSO

 Nella serata di ieri in  Piazza Mazzini, durante un servizio di controllo del territorio, una volante notava la presenza di un soggetto appiedato e con un cappuccio del giubbino che ne occultava in gran parte il viso. Alla vista della Polizia l’uomo si voltava di spalle e si dirigeva in via Lamarmora, il movimento veniva notato dagli operatori che procedevano immediatamente al suo controllo.

Una volta tolto il cappuccio del giubbino e visto in volto, il fermato veniva riconosciuto perché già oggetto di attenzione da parte degli operatori di volante in ordine alla commissione di reati contro il patrimonio ed in materia di stupefacenti.

Il fermato, un marocchino del’78 veniva perquisito e trovato in possesso di cinque arnesi atti allo scasso tra cui due forbici, una forbice modificata comunemente utilizzata per aprire le serrature, una chiave inglese e un cacciavite di grosse dimensioni.

Al termine degli accertamenti il fermato veniva denunciato in stato di libertà per possesso di oggetti atti allo scasso e la sua posizione amministrativa, seppur regolare sul territorio nazionale è stata posta al vaglio della Divisione Immigrazione.

PROCEDENDO NELLA ATTIVITA, LA POLIZIA HA CONTROLLATO UN APPARTAMENTO ALLA RICERCA DI UNO STRANIERO DENUNCIADONE UN ALTRO PER CONTRAFFAZIONE.

Nel pomeriggio di ieri, personale della Divisione Immigrazione ha effettuato una serie di controlli su cittadini stranieri residenti in questa provincia, nell’ambito di tali controlli effettuati in zona centro, gli operatori citofonavano al campanello di un’abitazione dove risultava censito un cittadino senegalese dell’83, ma non ricevevano immediata risposta, tuttavia, dall’esterno dell’appartamento si udiva distintamente il rumore prodotto dal funzionamento di una macchina per cucire. Dopo l’ennesimo tentativo di farsi aprire la porta, il rumore cessava ed uno straniero K.D. apriva la porta.

La persona identificata riferiva che il suo connazionale, quello cercato dal personale della Divisione Immigrazione da alcuni mesi si era  assentato  per un viaggio in Senegal.

Gli agenti, notato che durante le fasi del controllo il senegalese assumeva un atteggiamento elusivo e preoccupato, frapponendosi con il corpo sulla porta di separazione tra la stanza di ingresso ed un tinello, con il chiaro intento di impedire la vista, decidevano di estendere il controllo nei vari locali dell’abitazione, al fine di verificare cosa cercasse di nascondere, nonché, accertare la effettiva presenza di altre persone in casa.

Nella terza stanza successiva all’ingresso, vi era una macchina da cucire ed un borsello al quale si stava applicando il marchio tondo di una nota marca di abbigliamento “NAPAPIJRI”. Su di un tavolo adiacente vi erano altre etichette della stessa fattezza della prima, altre etichette di forma rettangolare in tessuto ed altre in metallo di note marche di abbigliamento, tra cui Colmar, Just Glamour, Elgin.

Sullo stesso tavolo vi erano altresì delle borse, modello da donna e da uomo,  alcune delle quali già provviste di marchi.

Stante quanto constatato, considerata la flagranza del reato, tenuto conto altresì che nella predetta abitazione poteva essere occultata altra merce e/o marchi di probabile provenienza illecita, si riteneva opportuno procedere ad una perquisizione con ausilio di personale delle Volanti. A seguito della perquisizione,  su di una sedia, all’interno della stessa stanza,  si rinveniva un giubbotto da uomo di colore nero tipo bomber con affissa un’etichetta “NAPAPIJRI” ed altro materiale utile al confezionamento ed all’applicazione delle etichette, ed in vari sacchi di plastica alcuni borselli da uomo e borse da donna con etichette già applicate. Occultata sotto un tavolo si rinveniva un’altra macchina.

Alla luce di quanto riscontrato il K.D. veniva indagato in stato di libertà per contraffazione di merce.

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