“Quando a Bari i parcheggi erano divisi per clan”: i ricordi di Emiliano sulla Puglia di 15 anni fa

0
207

 È un Emiliano commosso quello che sale sul palco allestito in piazza sant’Oronzo, a Lecce.

Sono le ultime battute di una campagna elettorale dura e anomala per il governatore uscente e gli altri candidati, tra distanziamenti, mascherine, abbracci appena accennati, l’incubo contagi.

Per Emiliano c’è poi la spiacevole novità di due candidati dichiarati impresentabili per l’Antimafia.

Ma il ministro Boccia, intervistato dai giornalisti, spiega che “non c’è nessun problema” e “nessuna tegola”, argomentando che nessun candidato presidente può vagliare i curriculum di tutti i candidati – i due in questione, Silvana Albani e Vincenzo Gelardi, sono già stati invitati a sospendere la campagna elettorale – e che i competitor “non possono dare lezioni di moralità”.

Emiliano – con accanto i sindaci di Lecce, Salvemini, Brindisi, Rossi, e Taranto, Melucci, il presidente della Provincia Minerva – ricorda le battaglie sulla legalità e contro la mafia, evoca pure il nome del suo predecessore Nichi Vendola, quando questi era impegnato nella Commissione Antimafia, e parla di com’era diversa la Puglia solo quindici anni fa, quando nella sua Bari “i parcheggi erano divisi per clan” e “non c’era un imprenditore che non fosse sottoposto a estorsione”. Niente caschi in testa, parcheggi in tripla fila. “I turisti li fotografavi quando li vedevi”, sottolinea “e nella mia città li assaltavamo quando si imbarcavano per la Grecia”.

Una storia che sembra lontanissima. E che si interrompe – è ancora la narrazione del presidente, in vena di ricordi e sentimenti – quando “abbiamo capito tutti insieme che non si poteva andare avanti così. In altre terre c’è ancora una rassegnazione che noi non abbiamo mai mostrato”.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.