Qualcuno ha visto il ministro Martina?

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Qualcuno nel Salento o nel resto della Puglia ha per caso avvistato il ministro dell’agricoltura?

 

Xylella fastidiosa
Sapete per caso se qualcuno lo abbia informato che dalle nostre parti è scoppiata una tragedia immane che rischia di spazzare via l’identità stessa della regione? E che, come avviene sempre a ogni latitudine del nostro paese, questo dramma non ha spinto all’unione delle forze ma sta scatenando la solita guerra civile? Bene, se qualcuno ha confidenza col ministro Martina glielo dica per favore, magari riusciamo a capire quanto sul serio il governo abbia compreso che cosa sta accadendo nel tacco d’Italia. Solo per fare un punto : in Puglia rischiano la vita (sì, la vita perché una pianta è vita) 60 milioni di ulivi, quanto la popolazione dell’intero paese. E sta accadendo che nessuno sappia come si fa a debellare questa peste di cui fino a più o meno due anni fa non conoscevamo nemmeno il nome: xylella fastidiosa. Ora sappiamo che è un batterio e sappiamo un bel po’ di altre cose , per esempio che può distruggere altre 309 specie di piante, ma non sappiamo la cosa principale, come debellarla. Per la verità non sappiamo bene nemmeno chi ci ha impestati. E naturalmente aspetteremo la magistratura per saperlo dato che è stata aperta un’indagine per un’ipotesi di reato che si chiama diffusione colposa di malattia delle piante. Invece è molto chiaro che il governo ha cominciato a interessarsene solo quando la Commissione europea ha preso in mano la situazione ordinando di fermare l’epidemia prima che salga al Nord e infetti altri paesi mediterranei abbattendo gli ulivi malati.Cioè più o meno l’altro giorno.

Lo scrittore Donato Carrisi si è chiesto se le cose sarebbero andate così se l’epidemia fosse scoppiata in Toscana, ma Carrisi è malizioso lo sappiamo, vorrebbe farci credere che il premier non ha simpatia per questo pezzo di paese che pur governa, come se si vergognasse di un figliolo brutto e storpio. No, non ci crederemo mai. Crediamo invece che la disattenzione ha provocato l’anarchia e questa la solita spaccatura fra chi ha fiducia nella scienza e chi la odia con tutte le sue forze. Contro chi vuole abbattere le piante malate e chi vuole che la natura faccia il suo corso immaginando che ce la faccia a prescindere dall’opera dell’uomo. Noi abbiamo tanta stima dell’opera della natura e siamo a fianco con determinazione di chi dedica la propria vita a difenderla; ma abbiamo imparato che la natura ha bisogno di molto più tempo dell’uomo per trasformare le cose, la sua opera si esprime il più delle volte in milioni di anni, lo abbiamo tutto questo tempo? Meglio quindi puntare sulla scienza e sperare che faccia il più presto possibile. Nel frattempo resta solo di impedire il contagio. Come quando si taglia una gamba in cancrena, si resta zoppi, ma si continua a vivere. Ma chi deve dirle queste cose? I giornali lo fanno. Il commissario Silletti lo fa. Ma serve la voce autorevole del governo. Ministro Martina, venga in Puglia.

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