PROVA GENERALE DI RIPARTENZA

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Il teatro oltre le frontiere. Il Museo Sigismondo Castromediano  di Lecce riapre dopo il lockdown

 

PER PRIMO, AMORE – lettere di eroine sull’amore di Koreja terzo appuntamento nell’ambito del Progetto NeTT, capofila TPP

Lunedì 25 maggio alle ore 11.00 il Museo Castromediano riapre dopo il lockdown con lo speciale LIVE del Teatro Pubblico Pugliese che vede al centro l’esito finale del progetto NETT: PER PRIMO, AMORE – lettere di eroine sull’amore il progetto di Koreja, curato da Salvatore Tramacere, terza fase nell’ambito di CASA D’ALTRI percorso esperienziale site specific per far rivivere i beni culturali attraverso la RETE STABILE DI COLLABORAZIONE fra aziende e realtà culturali del territorio costituitasi lo scorso ottobre grazie a NeTT, acronimo di Network of theatres for the valorization of cultural and natural heritage to develop a sustainable tourism” finanziato dal Programma di Cooperazione Transfrontaliero V-A Interreg Greece-Italy 2014-2020 che vede Capofila il Teatro Pubblico Pugliese e partner la Fondazione lirico-sinfonica Teatro Petruzzelli e Teatri di Bari e i partner greci del Teatro Regionale e Municipale di Corfù, il Teatro Regionale e Municipale di Patrasso, la Camera di Commercio di Acaia.

PROVA GENERALE DI RIPARTENZA il nome scelto per la giornata di Lecce.

L’appuntamento sarà fruibile in diretta streaming su #TPPLive pagina Facebook del Teatro Pubblico Pugliese www.facebook.com/teatropubblicopugliese con lo speciale “IL TEATRO OLTRE LE FRONTIERE”.

Ospiti della puntata con Ileana Sapone e Maddalena Tulanti saranno l’assessore all’Industria Culturale e Turismo della Regione Puglia,  Loredana Capone; il direttore del Polo Biblio-museale di Lecce, Luigi De Luca; il direttore del Teatro Koreja Salvatore Tramacere e il manager del Teatro Regionale e Municipale di Corfù, Damianos Cheirdaris.

Comunità e resilienza sono i segni distintivi di questo appuntamento nato all’insegna della cooperazione tra istituzioni e realtà private tra le due sponde del Mediterraneo, nell’ambito di un confronto serrato che dall’antico approda al contemporaneo attraverso un dialogo tra linguaggi e forme artistiche: dall’archeologia al teatro alla sperimentazione multimediale.

“Immaginando e progettando le politiche culturali del presente e del prossimo futuro – spiega – Loredana Capone, assessore all’industria turistica e culturale, Regione Puglia –non possiamo fare a meno di proseguire il percorso, ancora una volta coinvolgendo istituzioni, operatori e realtà come Koreja che hanno dimostrato quanto la progettualità sia una pratica imprescindibile per il lavoro culturale. Ritorniamo negli spazi del Museo Castromediano con un progetto che unisce passato e presente, archeologia e arti performative, in un unico flusso che non è solo artistico, ma di speranza. Per noi “L’antico è contemporaneo”, perciò anche l’impegno sui social e le dirette in streaming, come per questo nuovo progetto, sono le benvenute per proseguire il nostro impegno nella comunità. Una comunità che ha fatto della cultura un vero e proprio credo per l’economia e il turismo di questa terra”

“Riprendiamo l’attività in un mondo profondamente mutato per quanto riguarda le abitudini culturali e le relazioni interpersonali. Una realtà nuova alla quale anche la gestione dei luoghi delle istituzioni culturali dovrà adeguarsi. Perciò partiamo con una prova generale che recupera l’abitudine del Castromediano di dialogare con le altre arti ed in particolare con il teatro e nello stesso tempo sperimenta la necessità di pensare l’attività culturale con riferimento all’universo digitale. Insieme al Teatro Koreja proponiamo un progetto con quattro attrici che dialogano con alcuni dei miti femminili raffigurati sui vasi a figure rosse della collezione archeologica del museo – suggerisce Luigi De Luca, direttore del Polo biblio-museale di Lecce

“L’importanza di essere presenti in un momento estremamente delicato come quello che stiamo vivendo, rappresenta una scelta coraggiosa – racconta Salvatore Tramaceredirettore del Teatro Koreja. Forse l’unica che un teatro come Koreja potesse fare. E, ancor più, acquista senso all’interno di un progetto transfrontaliero, che vede il Museo Castromediano riaprire al pubblico. Il teatro, i musei, non esistono che dal vivo ma la tecnologia è stata una grande amica in questi giorni. Le forme di contaminazione fra teatro e tecnologia si sono intensificate e moltiplicate. In questo contesto viviamo la creazione artistica come una cruciale esperienza politica e di pensiero: l’arte e dunque il teatro, sono al tempo stesso processo e potenziamento di significato, che la tecnologia metterà al servizio degli spettatori” 

PER PRIMO, AMORE – lettere di eroine sull’amoreè un lavoro ricco di desiderio, passione e dolcezza. Un viaggio nel tempo verso la tragedia antica e il mito, che sono attuali e sono vita e nutrimento per una visione nuova della contemporaneità.

La presentazione site-specific, pensata appositamente per “vivere” gli spazi del museo attraverso il teatro, è liberamente ispirata alle Eroidi, raccolta di epistole composte dal poeta latino Ovidio tra il 25 ed il 16 a.C. circa: un epistolario immaginario tra eroine note e meno note e i loro mariti, fidanzati o amanti. Mai nella storia un uomo, prima di Ovidio, aveva scritto dal punto di vista di una donna, esplorando la psicologia femminile. Lettere poetiche, straordinariamente moderne e originali. Donne innamorate, abbandonate o tradite. Da questo corpus di scritti prende vita il lavoro del Teatro Koreja: quattro eroine, Arianna (Emanuela Pisicchio), Fillide (Giorgia Cocozza) Enone (Andjelka Vulic) e Medea (Maria Rosaria Ponzetta) dialogheranno con le parole del mito negli spazi del Museo Castromediano di Lecce, recentemente ristrutturato.

Il Castromediano diventerà protagonista del lavoro modificando le relazioni tra i personaggi e i reperti, selezionati da Annalucia Tempesta, archeologa del museo: un lavoro in cui l’amore diventa protagonista di un’opera tutta al femminile. Le eroine vivificheranno gli spazi in un’ideale raffronto senza tempo tra amore e arte.Un viaggio nel mito classico, un ideale dialogo amoroso in una forma contemporanea grazie alla diretta streaming #TPPlive.

Quattro vasi, tra i più significativi delle collezioni del Museo Castromediano, sono stati scelti per rappresentare l’immaginario femminile nel Salento di 2500 anni fa. I reperti saranno allestiti in vetrine singole, distanziate tra loro, in modo da permettere alle attrici di rispettare le distanze di sicurezza nel corso della presentazione.

In tutte le civiltà del mondo antico, l’universo maschile e quello femminile percorrono strade parallele, destinate ad ambiti diversi: da una parte il fragore della guerra, i sussurri dell’intrigo, le trattative per denaro e potere, le voci dei poeti, oratori, scrittori; dall’altra la quiete dello spazio domestico, il mutismo dell’obbedienza, il monotono rumore di fusi e telai, il silenzio dell’ignoranza.

Ecco i quattro vasi della collezione del Castromediano: 

Pentesilea, l’esasperazione delle differenze di genere

Cratere apulo a figure rosse del Pittore di Hoppin con la raffigurazione di un combattimento tra Teseo e le Amazzoni. Da Rudiae. 370-350 a.C.

Briseide, la schiava preferita

Anfora a figure rosse del Pittore della Danzatrice di Berlino, con scena di saluto al guerriero.

Da Rudiae. 410-400 a.C. ca.

Arianna, storia di ingegno, audacia e fortuna

Cratere a figure rosse del Pittore di Creusa, con Arianna, Teseo e Dioniso.

Da Rudiae. 380-360 a.C.

Erifile, saggezza e corruzione al femminile

Pelike a figure rosse del Pittore di Chicago, con Polinice che dona ad Erifile la collana di Armonia.

Da Rudiae. 460 a.C.

INFO MUSEO CASTROMEDIANO:

Il Polo biblio-museale di Lecce coglie l’occasione per comunicare che il Museo Castromediano sarà visitabile (dal 26 maggio) dal martedì alla domenica dalle 10 alle 18; la Biblioteca Bernardini (Convitto Palmieri) sarà accessibile dalle 8 alle 13.30 dal lunedì al venerdì (fino al 3 giugno). Per info e dettagli sulle modalità di fruizione e prestito bibliotecario, verificare sulle pagine social della biblioteca.

Al terzo piano del museo sarà inoltre possibile visitare la mostra “9 x 100 = ‘900 – 9 ITINERARI PER 100 ARCHITETTURE DEL ‘900 IN BASILICATA E PUGLIA”, che vuole focalizzare l’attenzione sulle architetture più significative realizzate nelle due regioni nel corso del XX secolo: un’iniziativa che costituisce il risultato di una schedatura del patrimonio architettonico regionale del Novecento da parte di Do.co.mo.mo Italia.

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