Progetto di riqualificazione al fratello, Cariddi indagato per abuso d’ufficio

0
330

Progetto di riqualificazione al fratello, Cariddi indagato per abuso d’ufficio

Avrebbe favorito il fratello ingegnere per realizzare il progetto di riqualificazione del costone roccioso del lungomare di Otranto, quello compreso tra la chiesetta Madonna dell’Altomare e la zona Punta: è questa la tesi che ha condotto la Procura di Lecce a indagare il sindaco della città dei Martiri, Luciano Cariddi.

Il fascicolo è in mano al pm Paola Guglielmi: l’accusa è quella di aver violato l’articolo 97 della Costituzione che “impone il buon andamento e l’imparzialità dell’amministrazione” e l’articolo 78 del Decreto Legislativo 267/2000 sul “divieto di astensione nei casi di interesse di un prossimo congiunto”: in buona sostanza, Cariddi fino all’ottobre 2011 avrebbe partecipato e votato varie delibere di giunta avvantaggiando il fratello, l’ingegnere Pierpaolo, nell’approvazione del progetto che ha visto quest’ultimo coordinare l’intervento di riqualificazione del costone roccioso per costi complessivi di circa un milione e 800 mila euro.

La notifica di chiusura delle indagini arriva in un momento “caldo” per la comunità di Otranto, in cui si votano per le amministrative e, tra l’altro, il fratello del sindaco uscente è candidato, a sua volta, a prenderne il posto.

“Sono davvero sorpreso da questo avviso di garanzia – commenta il sindaco – relativo alla procedura amministrativa messa in atto per il progetto di consolidamento del costone Madonna dell’Altomare, il quale iter progettuale è iniziato con l’amministrazione del sindaco Francesco Bruni che mi ha preceduto”.

“Come in ogni opera pubblica – spiega – è l’ufficio tecnico comunale che per legge gestisce gli atti e ne ha totale competenza, per cui non comprendo l’addebito che mi si muove, avendo sempre seguito scrupolosamente il dettato normativo, ed essendosi l’ufficio preoccupato di individuare mediante selezione pubblica i progettisti”.

Per Cariddi, “qualche dubbio, inoltre, sorge sulla ricostruzione dei fatti eseguita dal gruppo N.O.E. di Lecce e alla tempistica della notifica di un avviso di garanzia che giunge proprio ora, in piena campagna elettorale, quando l’indagine risale al 2014”. “In ogni caso – conclude – sono tranquillo e fiducioso nel lavoro che proseguirà la Magistratura, certo che la verità emergerà non appena mi sarà data la possibilità di accedere al fascicolo e chiarire il nostro operato”.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.