PRIMO MAGGIO- GN LECCE

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CONTRO LA SVENDITA DELLE NOSTRE IMPRESE. DIFENDIAMO IL LAVORO E IL PRODOTTO ITALIANO.

 

I paesi europei, e l’Italia è nostro malgrado uno dei “migliori” esempi in tale senso, sono ormai privi di sovranità e potere decisionale. Lobbies e poteri forti internazionali dettano l’agenda politica sui temi più importanti, tra cui il lavoro. È così per il nord dello Stivale, motore trainante dell’economia tricolore, lo è ancor di più per il nostro Sud, tristemente dimenticato e sempre più abbandonato a se stesso e in difficoltà.

I dati I.S.T.A.T. del 2017 hanno rilevato che il tasso di disoccupazione medio del Mezzogiorno è del 19,4 % e che per il nostro Salento si raggiungono punte del 22,5%. Numeri che seguono i tristi record del 2016 quando in Puglia la crescita della povertà toccò il 7,5%, seconda solo alla Sicilia.

Quasi una famiglia su due è a rischio e la natura di quel 22,5% è prettamente giovanile. La povertà, causata dall’assenza di lavoro, ha portato ad una catastrofica diminuzione delle nascite e il combinato disposto di questo problema, con l’esodo dei nostri giovani al Nord o -peggio- all’estero, fa del Sud -e in particolar modo del Salento- una terra senza prospettive.

È come ci fosse ormai rassegnazione nel tacco d’Italia: in particolare gli studenti hanno smesso di credere in questo Paese. È quindi giunto il momento di dire basta!

“Dobbiamo smettere di essere succubi delle banche e dell’alta finanza- spiega Donato Carbone, Presidente Provinciale di Gioventù Nazionale Lecce- dobbiamo smettere di parlare male senza lottare. È ormai necessario e non più procrastinabile creare soluzioni valide e reali per cambiare veramente le cose nel Mezzogiorno. Gettare le basi di una politica economica lungimirante che guardi al futuro dei prossimi 10/15 anni. Non servono interventi palliativi, servono una visione ed un cambiamento culturale radicale. Gli incentivi fiscali devono mirare a facilitare le assunzioni, le imprese devono essere tutelate per poter competere a livello europeo, e devono poterlo fare qui, in Italia, al Sud, salvaguardando ed esaltando in primis i prodotti italiani.”

“In questo primo Maggio -conclude Carbone- battiamoci per la nostra terra e per il lavoro degli italiani.”

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