Praesepe, esposizione d’arte contemporanea

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Praesepe, esposizione d’arte contemporanea a cura di Massimiliano Cesari con le installazioni di Vincenzo Congedo, Marco Mariano, Pantaleo Musarò.

Martedì 22 dicembre 2015, alle ore 19:00, sarà inaugurata presso Palazzo Di Lorenzo a Galatina “Praesepe”, mostra d’arte contemporanea a cura di Massimiliano Cesari con le installazioni di Vincenzo Congedo, Marco Mariano e Pantaleo Musarò.
Praesepe, visitabile fino al 22 gennaio 2016, è un progetto espositivo concepito con l’intento di indagare il tema della Natività a partire dalla sua origine etimologica: la scelta del sostantivo (dal latino praesepium o praesepe “mangiatoia, recinto”) ha suggerito una riflessione che non si fermasse solo all’essenza spirituale, e quindi più tradizionale, dello “scenario” della nascita di Cristo, ma che si proiettasse sino all’attualità, costituendo un parallelismo con i fatti di cronaca che segnano costantemente la storia contemporanea.
Il presepe come rappresentazione, infatti, si è generato entro coordinate spaziali ben definite, quelle del “recinto”, poi divenute scenografiche con l’aggiunta dei diversi personaggi, è nato come siepe che cinge una mangiatoia, che chiude e delimita un luogo fisico. Ma il principio stesso che in quello specifico spazio sia nato realmente il Figlio di Dio, accolto dai più umili e visitato persino dai potenti della terra, mentre la natura ammirava beata, ha reso una rappresentazione di delimitazione il simbolo stesso dell’accoglienza, dell’amore, della fratellanza e della condivisione.
Con che spirito quest’anno sarà allestito il presepe in un’Europa divisa dalla gestione di migliaia di profughi, dove hanno fallito i grandi modelli di integrazione sociale, in cui il dibattito politico rialza i confini territoriali e culturali, in cui la solidarietà è un valore vacuamente propugnato?
Le installazioni realizzate per l’esposizione, cercano di dare alcune letture, proponendo l’idea di un “presepe moderno” con i suoi limiti e le sue contraddizioni, con i suoi valori riconvertiti e suoi grandi dilemmi ma con la speranza che il messaggio universale non si perda mai.
Vincenzo Congedo con l’opera “Presepe 1”, attingendo alla natura ed ai fortuiti ritrovamenti, attraverso l’utilizzo di un pezzo di tronco su cui ha incollato articoli di giornale, immagini fotografiche e colombe di carta, ha espresso l’inevitabile ricerca di una difficile pacificazione del conflitto epocale dell’emigrazione.
Marco Mariano ha sovrapposto alla tradizionale composizione iconografica del presepe una lettura allegorica e sarcastica della società contemporanea. L’artista con la propria installazione, “Presepe 2”, fatta di personaggi stilizzati ed evocativi, sottolinea l’ambizione sfrenata e l’arroganza, l’invidia e l’irrazionalità che la crisi valoriale della nostra società provoca.
Pantaleo Musarò con “Presepe 3”, invece, ridisegna una nuova geografia, presentando delle superfici specchianti, sagomate come le nazioni che si affacciano sul bacino del Mediterraneo: su di esse sono poggiate barchette di creta, tragico ricordo di chi è morto cercando una vita migliore in un’Europa che unisce e divide allo stesso tempo.
Il Praesepe nella tradizione cristiana è la metafora di valori che potremmo definire basilari: la nascita, la maternità, l’idea di famiglia come nucleo solido, la pari dignità di ogni uomo e la generosità, la pacifica convivenza fra popoli diversi e le loro culture, la bontà della natura che ci custodisce, per comprendere che la chiusura non esiste e che le delimitazioni sono quelle che pone l’uomo arbitrariamente.
L’esposizione sarà seguita dalla pubblicazione di un catalogo con i testi critici di Massimiliano Cesari e Chiara Romano.
Chiara Romano

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