Poli: per colpa delle rassicurazioni di Monosi, cittadini bidonati

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La senatrice Adriana Poli Bortone, ribadisce che è colpa di Monosi se i cittadini di Lecce sono stati bidonati.

E’ quanto ha dichiarato in conferenza stampa la Senatrice che è pronta ad un confronto dopo le primarie con chiunque vincerà la lotteria delle Primarie ed in caso affidarci anche ad un Istituto di sondaggi per valutare il più opportuno”.

Io non prediligo nessuno come invece  le locandine esposte nelle edicole mi attribuiscono per la preferenza per Messuti”.

Per la senatrice non c’è mai stata la volontà di rompere il centrodestra e ricorda le campagne elettorali del 2012 e del 2017. “Io sono stata cacciata dalla giunta del sindaco Perrone e nel 2012 l’ho appoggiato ugualmente, così come ho dato l’appoggio a Giliberti che non ha vinto non per colpa mia, basta andare a vedere nomi e cognomi di chi ha fatto il voto disgiunto. L’ho appoggiato e dispiaciuta dell’esito malgrado i servizi su via Brenta, ma malgrado il fango, sono stata poi assolta”.

La giunta Poli, ha approvato la lotta contro l’evasione applicandone la legge del 2004. La revisione degli immobili, a proposito di rivalutazione degli estimi, è stata effettuata da 60 tecnici con precisi requisiti e con la vittoria del bando da parte della società Soget. “Sento dire che l’amministrazione può agire per autotutela -continua la Poli- ma quale autotutela ed una delibera del 2011 evidenziava anche un credito della società aggiudicataria. La verità è che l’assessore dell’epoca, Monosi, disse di non pagare, i cittadini non fecero ricorso e sono rimastati bidonati“.
L’unica cosa da fare sarebbe ridurre le aliquote delle imposte locali per una sorta di perequazione fiscale .. altro che autotutela . Chi parla di autotutela non comprende che interverrebbe subito la Corte dei Conti” quindi occorrerebbe lavorare da subito e fare una nuova riqualificazione delle microzone”.

Il rebus per la Senatrice “rimane il Piano Urbanistico pronto e lasciato, fermo per dieci anni per poi farlo cambiare… altro che miei interessi…la normalità sarebbe stata far adeguare il mio Pug dall’università di Napoli, che aveva già studiato la città, mentre lo si affida a quella di Genova e si aspetta la scadenza elettorale per approvarlo”, riferimento alla giunta Perrone pur se la regione aveva evidenziato l’impossibilità dell’approvazione.

Poi “arriva Salvemini che preferisce mettere le biciclette e chiudere viale Marconi. Vanno bene le biciclette ma se funzionassero i mezzi pubblici e prima che lo dicano gli altri lo dico io: non hanno voluto farli funzionare per parlare di questi benedetti fili del filobus. Vorrei capire la logica del Pug ridisegnato da Genova. Con quale logica? Capire se terreni agricoli diventano ad un tratto edificabili e perché così come comprendere se dobbiamo tenere la caserma Pico chiusa od interrogare la Provincia. Quale città vogliamo?”. Per la Poli “occorre la cogestione e non la presa in giro della partecipazione dei cittadini visto che sono anni che è tutto bloccato”.

La palla passa a Fausto Giancane , già suo assessore, che esordisce con la difficoltà di intervenire dopo Adriana Poli e questa coglie l’occasione con una battuta sull’età : “voi pensavate che una 75 enne non potesse parlare e pensare eh!”.

Per l’ing. Giancane, il Piano regolatore approvato nell’89, “doveva esser ridisegnato come poi da noi fatto con il nostro Pug. Quamdo c’ero io gli oneri per l’urbanistica passarono da un milione all’ anno a ben 15 e questo ci fa comprendere quanto lavorammo per la città”. Il Pug si può redarre se si conosce la storia della città “purtroppo”, continua Giancane,” da quando siamo andati via nulla è stato fatto per poi mutarlo senza una visione. Oggi c’è un piano di cinque aree, con valutazioni fatte da tecnici, che evidenziano l’assenza di un vero studio di Lecce tanto che l’arch. Pellegrino, notoriamente non a noi vicino, dichiarò: creata una contrapposizione con il Piano territoriale provinciale quanto anche le periferie ridisegnate senza valutazioni sociali di integrazione tra le due 167. Così come la metropolitana di superficie ed i corridoi per le zone costiere” continua Giancane, “oggi completamente emarginate. Noi facemmo anche uno studio per un porto a San Cataldo con alle spalle una struttura che stimolasse la fruizione del porto e la ricezione turistica”. I fondamentali di un Pug per una città sono i servizi e questi devono essere studiati e non collocati senza criterio. Per Fausto Giancane “le isole dell’abitare vanno rappresentate all’interno della viabilità e qui manca tutto”. Completa bocciatura di Perrone e di Salvemini. Per la candidata sindaco Poli Bortone occorre disegnarne uno nuovo

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