PESCA

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NECESSARIE RIFORME STRUTTURALI PER DARE REDDITIVITÀ AL COMPARTO

Il deputato L’Abbate (M5S), intervenuto alla Tavola rotonda sul comparto della pesca, ha ribadito i concetti della risoluzione 5 Stelle già presentata a Montecitorio: non solo gestione del rischio e strumenti finanziari ma rilancio competitivo dell’intero settore

La gestione del rischio è una questione fondamentale per tutto il settore primario, dove gli operatori sono esposti a rischi economici e ambientali sempre maggiori per effetto dei cambiamenti climatici e della crescente volatilità dei prezzi. Questo vale particolarmente nel settore pesca e acquacoltura (pur con delle differenziazioni tra i due comparti) ed è pertanto indispensabile poter disporre di strumenti idonei ad affrontare tali rischi. Se ne è parlato questa mattina, 12 luglio, a Montecitorio in una tavola rotonda organizzata dalla deputata molisana Laura Venittelli (responsabile pesca PD) dal titolo “Strumenti finanziari e di gestione del rischio per il sistema nazionale della pesca e dell’acquacoltura”.

I fondi di mutualizzazione per i pescatori e le assicurazioni per gli acquacoltori sono indispensabili e vanno attuati immediatamente rispetto a quanto consentito dal FEAMP (ovvero il Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca, in quanto questa è una materia armonizzata tra i diversi Stati membri dell’Ue) – ha dichiarato il deputato pugliese Giuseppe L’Abbate, capogruppo M5S in Commissione Agricoltura alla Camera che ha preso parte alla tavola rotonda – Tuttavia, il comparto necessita di interventi strutturali al fine di accrescere la competitività e il rendimento economico delle attività di pesca; pertanto è indispensabile stimolare l’innovazione e finanziarla. Seppur le difficoltà del settore siano innegabili, infatti, le motivazioni vanno cercate altrove rispetto alla sola considerazione dell’aumento del costo del carburante e ai cambiamenti climatici: dal giugno 2014 al giugno 2016 il prezzo industriale del gasolio è diminuito del 35%. Per superare questo stato di crisi reddituale consolidata, dunque – ha continuato L’Abbate (M5S) – non sono sufficienti interventi spot ma provvedimenti di riorganizzazione strutturale del comparto. Per questo, abbiamo presentato una risoluzione in Commissione Agricoltura per chiedere l’attuazione degli articoli 35 e 57 del FEAMP, relativi rispettivamente ai fondi di mutualizzazione per i pescatori e alle assicurazioni per gli acquacoltori nonché l’immediata attivazione di ogni utile iniziativa volta a promuovere l’accesso alle operazioni di microcredito alla garanzia pubblica da parte delle aziende del settore ittico e dell’acquacoltura, anche attraverso l’istituzione di un fondo operante senza la valutazione economico-finanziaria del soggetto beneficiario. Riteniamo che la strada degli investimenti strutturali sia quella risolutiva – ha concluso Giuseppe L’Abbate (M5S) – della crisi reddituale delle attività ittiche, legata ad aspetti di scarsa competitività delle imprese non in grado di rispondere adeguatamente ai mutamenti del mercato. In ciò, la politica può far molto ed è giunto il momento di farlo: dalla organizzazione dell’offerta, alla valorizzazione del prodotto sino alla diversificazione delle attività”.

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