Omicido Tringali

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Omicidio Tringali : Giarracca condannato all’ergastolo.

19 febbraio 2015 – La sentenza ieri nella tarda mattinata. La Corte d’Assise di Siracusa ha condannato all’ergastolo Francesco Giarracca (immagine a sinistra), 61 anni, per l’omicidio dell’ex socio, Giancarlo Tringali, avvenuto nella notte tra il 24 e 25 marzo del 2012 all’interno di una stanza del residente dello Sport a Priolo. Il collegio giudicante, presiduto da Maria Concetta Rita Spanto, ha accolto in pieno la tesi del Pubblico Ministero Antonio Nicastro che nella requisitoria aveva chiesto il carcere a vita per l’imputato.
L’imputato è stato condannato anche all’isolamento diurno per la durata di tre mesi, la sottoposizione alla libertà vigilata per un periodo non inferiore a 3 anni dopo l’esecuzione della pena, l’interdizione perpetua dai pubblici uffici e la decadenza dalla potestà genitoriale. La Corte d’Assise ha, inoltre, condannato Giarracca al risarcimento dei danni, da liquidarsi in separata sede a favore delle parti civili costituite, l’ex moglie con i due figli, i fratelli Tringali, patrocinati dall’avvocato Fiorella Intrepido, al pagamento di una provvisionale di 15mila euro per ciascuna delle parti civili. A nulla è valsa l’arringa difensiva del legale Salvatore Terrone che ha cercato di smontare la tesi e gli indizi raccolti a carico del suo cliente, chiedendone l’assoluzione.
La Corte d’Assise ha ritenuto attendibile la ricostruzione dell’accusa che nell’udienza dello scorso dicembre, ha ripercorso indietro nel tempo i fatti avvenuti nella stanza del residence e nei giorni a seguire. Giarracca è in cella dal 18 dicembre 2012, si è sempre dichiarato innocente. Le indagini in un primo momento furono indirizzate alla pista passionale, poi nell’ambito degli affari , per concentrarsi sul disciolto rapporto dei due ex amici e soci in alcune società. Il contrasto tra i due , secondo quanto ricostruito dall’accusa, raggiunge l’apice nel luglio del 2011, quando Giarracca, esasperato, confidandosi con un ispettore in servizio al Commissariato di Priolo Gargallo, affermò che l’unica soluzione che gli era rimasta era quella di “sparargli un colpo in testa”, riferendosi all’ex socio. “Una sorta di profezia” secondo il pubblico ministero.
Alla base del delitto gli interessi a seguito dello scioglimento del rapporto d’affari. Giarracca rimaneva debitore nei confronti dell’ex socio per quasi 300 mila euro, in cambio della cessione delle quote delle imprese Ecosplendor ed Ekos srl. Il debito contratto da Giarracca costringeva quest’ultimo a continui sforzi economici, sempre più impegnativi, per fronteggiare le richieste pressanti della vittima. Il PM ha ripercorso le ultime settimane, una serie di circostante apprese a seguito delle complesse indagini che seguirono il grave fatto di sangue che ha scosso la città di Augusta. “Il 14 marzo 2012 dieci giorni prima del delitto, Giancarlo Tringali (nell’immagine a destra) viene a sapere che il comune di Augusta esegue un bonifico di circa 50 mila euro alla ditta Ecosplendor.Il Giarracca invece di versare il denaro all’ex socio, svuota il conto corrente della ditta, dividendo il denaro in più conti personali.
Tringali – come appreso durante le indagini – si arrabbiò moltissimo, porta all’incasso uno degli assegni che il socio gli aveva dato a garanzia del debito. Il Giarracca è costretto a coprire l’importo per non farsi protestare l’assegno , circostanza che avrebbe significato la rovina commerciale per l’imprenditore”. Questo episodio secondo l’accusa è l’apice dei dissapori tra i due che gettano il Giarracca nella disperazione. Poi l’accusa nella requisitoria, illustra quello che probabilmente è avvenuto nella stanza 105 quella notte di marzo, tra sabato e domenica.
“Esistevano nel residence solo due chiavi amministratore che aprivano tutte le camere, erano entrambe nella disponibilità di Tringali e Giarracca. – spiega Nicastro – L’assassino quando ha commesso il delitto ha fatto in modo di chiudere con più mandate per evitare che il personale delle pulizie pulisse la camera. per prendere tempo. L’assassino sa che il residence era vuoto, la squadra di basket nel fine settimana era impegnata in trasferta. Lunedì i tempi stringono, il cattivo odore già iniziava a farsi sentire, martedì 27, alle 10.30 Giarracca con la sua chiave accompagna il personale delle pulizie, il corpo senza vita è scoperto.
L’assassino – afferma il PM nella requisitoria – conosce bene le dinamiche del residence, le camere libere e occupate. Chi poteva conoscere così a fondo la situazione se non il Giarracca? Tutte le volte che è stato interrogato non ha mai negato i contrasti, riferisce anche delle pressioni dell’ex socio e amico”. Quali sono gli indizi che hanno convinto l’accusa a indicare Giarracca come esecutore? “IL 23 si reca a Catania – secondo l’accusa – esegue un prelievo di 800 euro dal suo conto personale. Probabilmente per acquistare un’arma. Domenica 25 si reca da Augusta a Siracusa e riferisce la necessità di prelevare del contante con il bancomat, ma si accorge che arrivato alla stazione del capoluogo non aveva il bancomat”.
Il depistaggio : Domenica la polizia municipale di Siracusa trova la Bmw X6 del Tringali parcheggiata in divieto di sosta nell’area riservata ai taxi nel piazzale della stazione di Siracusa. “L’analisi delle registrazioni delle telecamere di video sorveglianza della zona – afferma il PM – spiegano l’arcano e mostrano l’arrivo della Bmw della vittima che arriva, seguita dall’auto del Giarracca, il “mister x” alla guida scende e prende posto sull’autovettura dell’imputato. Lo dicono le telecamere. Perché l’autovettura del Tringali è stata spostata a Siracusa? Sempre per prendere tempo.”
“Ci sono tutti gli elementi – aveva affermato il PM durante la requisitoria – gli indizi per contestare l’omicidio aggravato in concorso, i contrasti con l’ex socio, il movente, la disponibilità delle chiavi delle camere del residence, le immagini che Giarracca accompagna chi ha portato l’auto della vittima a Siracusa. Abbiamo tanta roba – conclude l’accusa – gravi indizi, la disperazione di un uomo che doveva affrontare una situazione finanziaria complessa. Per tali motivi chiediamo che l’imputato sia condannato alla pena dell’ergastolo”.

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