Sticchi Damiani cittadino onorario di Minervino: il Lecce come identità, cultura e motore del Salento
di Davide Tommasi
Una serata dedicata a identità, giovani, turismo e sviluppo del territorio salentino
MINERVINO DI LECCE – Una serata destinata a entrare nella storia della comunità. Il Consiglio Comunale di Minervino di Lecce, riunitosi martedì 1 settembre 2026, ha conferito all’unanimità la cittadinanza onoraria all’avvocato e professore Saverio Sticchi Damiani, presidente dell’Unione Sportiva Lecce.
Un riconoscimento che va ben oltre il calcio e i risultati sportivi. La decisione dell’amministrazione comunale nasce infatti dalla volontà di premiare una figura considerata simbolo di legalità, sostenibilità, identità territoriale, solidarietà e promozione culturale del Salento.
La cittadinanza onoraria, come sottolineato nel corso della seduta, rappresenta il massimo riconoscimento con cui l’amministrazione intende valorizzare personalità distintesi per particolari meriti morali, professionali, sportivi e sociali.
«Non solo per il Lecce, ma per ciò che il Lecce rappresenta»
Il sindaco Antonio Marte ha evidenziato come il conferimento non sia legato esclusivamente ai risultati raggiunti dalla società calcistica, ma soprattutto a ciò che l’US Lecce è riuscita a rappresentare negli ultimi anni.
Sotto la presidenza Sticchi Damiani, il club ha consolidato la propria presenza ai massimi livelli del calcio italiano, raggiungendo una dimensione nazionale e internazionale e diventando, contemporaneamente, un potente strumento di promozione dell’immagine salentina.
«Il Lecce sono quei colori che accomunano un territorio», è stato il concetto ribadito durante la serata. Un’identità capace di superare i confini della città e di coinvolgere l’intera provincia, fino ai tanti salentini residenti in altre regioni italiane e all’estero.
Il riconoscimento di Minervino si inserisce dunque in una visione più ampia: lo sport come patrimonio collettivo e il calcio come veicolo di identità territoriale.
Il vicesindaco Guglielmo: «Un riconoscimento che parla alla comunità»
Nel corso della seduta, il vicesindaco Nicola Guglielmo ha posto l’accento sul valore istituzionale e umano della cittadinanza conferita a Sticchi Damiani.
«Questo riconoscimento – ha sottolineato Guglielmo – non vuole celebrare soltanto una grande esperienza sportiva, ma ciò che essa è riuscita a generare intorno a sé: appartenenza, entusiasmo, senso di comunità e capacità di rappresentare il nostro territorio».
Il vicesindaco ha evidenziato come il Lecce sia diventato negli anni un punto di riferimento per migliaia di famiglie e giovani salentini, riuscendo a trasformare i colori giallorossi in un elemento identitario condiviso.
«Quando una realtà sportiva riesce a parlare a generazioni diverse e a portare il nome del Salento fuori dai nostri confini, diventa patrimonio di tutti. È questo, a nostro avviso, uno degli elementi che rende particolarmente significativo il conferimento della cittadinanza onoraria».
Guglielmo ha inoltre richiamato l'importanza della collaborazione tra istituzioni, società sportive e associazioni.
«La crescita di una comunità passa dalla capacità di fare rete. Minervino vuole essere parte di questo percorso, costruendo occasioni di confronto e collaborazione che possano produrre ricadute concrete soprattutto per i nostri giovani».
Pezzulla: «Lo sport come strumento di crescita e di comunità»
Anche l’assessore Flavio Pezzulla ha sottolineato la dimensione sociale e culturale dello sport.
«Lo sport – ha spiegato – non è soltanto competizione e risultato. È educazione, disciplina, rispetto delle regole, capacità di sacrificarsi e di lavorare insieme. Per questo le società sportive possono svolgere un ruolo fondamentale nella crescita dei nostri ragazzi».
Pezzulla ha evidenziato in particolare il valore delle iniziative capaci di portare lo sport fuori dagli impianti e metterlo in relazione con scuole, famiglie, associazioni e realtà del terzo settore.
«Quando un ragazzo vede nello sport un modello positivo, trova non soltanto un’attività da praticare, ma anche un ambiente nel quale imparare valori che possono accompagnarlo per tutta la vita».
Da qui l'auspicio che il rapporto tra Minervino e l’US Lecce possa svilupparsi ulteriormente, attraverso iniziative rivolte ai più giovani, momenti formativi, tornei e occasioni di incontro.
«Sarebbe importante trasformare questo riconoscimento in un punto di partenza. Minervino ha una tradizione sportiva importante e vogliamo continuare a investire sui giovani, creando opportunità e mettendo in rete le energie del territorio».
Cursano: «Minervino ha una storia sportiva da valorizzare»
Particolare attenzione è stata dedicata anche alla realtà sportiva locale dal consigliere comunale Fredy Cursano, che ha ricordato la tradizione del territorio e i risultati raggiunti negli anni dalle formazioni minervinesi.
Cursano ha richiamato in particolare il percorso del calcio giovanile e quello della pallavolo femminile, arrivata fino alla Serie C, come testimonianza di una realtà che ha sempre avuto nello sport un importante strumento di aggregazione.
«Minervino ha dimostrato di avere entusiasmo, passione e competenze. Abbiamo una storia sportiva che merita di essere valorizzata e, soprattutto, abbiamo tanti ragazzi che hanno bisogno di spazi e strutture adeguate per poter coltivare le proprie passioni».
Da qui l’appello a considerare gli impianti sportivi come una vera priorità per il futuro della comunità.
«Non possiamo parlare di cultura dello sport se non siamo in grado di garantire ai nostri ragazzi strutture sicure, moderne e accessibili. Campi, palestre e impianti non sono semplicemente opere pubbliche: sono luoghi di formazione e di crescita».
Nel suo intervento Cursano ha inoltre lanciato una prospettiva di collaborazione con l’US Lecce.
«Sarebbe bello che questo rapporto potesse tradursi anche in iniziative concrete. Penso a tornei giovanili, giornate formative, attività con le scuole calcio e momenti di incontro tra i ragazzi di Minervino e il settore giovanile del Lecce. Sarebbe un modo per trasformare un riconoscimento simbolico in un’opportunità per il territorio».
L’omaggio del Consiglio: etica, inclusione e responsabilità sociale
Particolarmente significativo anche l’intervento del consigliere comunale con delega allo sport Rizzello, che ha ricordato la propria esperienza nel settore giovanile dell’US Lecce.
Nel suo intervento è stato sottolineato come il progetto societario non abbia mai guardato esclusivamente alla prima squadra e al risultato agonistico, ma abbia attribuito un ruolo centrale alla formazione dei giovani, al rispetto delle regole, alla disciplina e alla crescita umana.
Un modello che trova una delle sue espressioni più evidenti nelle attività sociali di Lecce Love, la componente dell’US Lecce dedicata alla solidarietà e al rapporto con il territorio.
Collaborazioni con realtà del terzo settore, iniziative con la Caritas e l’Arcidiocesi, attività nelle scuole, negli ospedali e negli istituti penitenziari sono state indicate come esempi di uno sport capace di uscire dallo stadio e diventare presidio permanente di inclusione e partecipazione.
Dal campo alla comunità: la sfida delle strutture sportive
La serata ha offerto anche l’occasione per guardare alla realtà di Minervino.
La tradizione sportiva del paese dimostra quanto sia forte il legame tra comunità e attività sportive. Ma proprio questa storia ha riportato al centro del dibattito una questione fondamentale: per costruire una vera cultura sportiva servono strutture adeguate.
Campi, palestre e impianti sicuri e accessibili rappresentano una condizione essenziale affinché bambini e ragazzi possano avvicinarsi allo sport.
La prospettiva emersa durante la serata è quella di immaginare un futuro nel quale il rapporto tra Minervino e l’US Lecce possa diventare anche una collaborazione concreta nel settore giovanile, attraverso tornei, attività formative e iniziative dedicate ai più giovani.
Sticchi Damiani: «Difendiamo il Salento»
Visibilmente emozionato, Saverio Sticchi Damiani ha accolto il riconoscimento sottolineandone il valore umano e istituzionale.
Il presidente ha ricordato i suoi dodici anni da proprietario del club e i dieci anni alla guida della società, caratterizzati da una serie di risultati che hanno riportato stabilmente il Lecce nel massimo campionato italiano.
Ma, ascoltando le motivazioni del Consiglio, ha spiegato di aver percepito qualcosa di ancora più importante dei successi sportivi: il riconoscimento dei valori sociali e culturali espressi dalla società.
«Abbiamo semplicemente raccolto dei valori che il Salento già aveva», il senso delle sue parole.
Secondo Sticchi Damiani, il calcio ha avuto il merito di creare un luogo simbolico capace di unire generazioni differenti, superando divisioni politiche, territoriali e sociali.
«La squadra di calcio è il modo di espressione più puro di certi valori», ha spiegato, evidenziando la capacità del Lecce di aggregare bambini, famiglie, giovani e generazioni più mature.
Lecce Love: 365 giorni all’anno sul territorio
Uno dei passaggi più significativi del suo intervento ha riguardato proprio la dimensione sociale dell’attività societaria.
Sticchi Damiani ha definito Lecce Love una realtà impegnata 365 giorni all’anno, non soltanto in occasione delle festività o di eventi celebrativi.
L’obiettivo è utilizzare la forza comunicativa del calcio per sostenere iniziative sociali e sensibilizzare i calciatori stessi.
Il principio è chiaro: chi indossa la maglia del Lecce non sottoscrive soltanto un contratto sportivo, ma anche un rapporto con il territorio.
Scuole, ospedali, istituti penitenziari e iniziative di solidarietà diventano così parte integrante della missione della società.
Minervino di Lecce, sport e territorio fanno rete: Sticchi Damiani incontra imprese e istituzioni ai campetti di via Kennedy
Dopo il conferimento della cittadinanza onoraria, il presidente dell’US Lecce Saverio Sticchi Damiani ha incontrato la comunità di Minervino di Lecce in una serata dedicata a sport, turismo, impresa e valorizzazione del Salento. Al centro del confronto la necessità di superare i particolarismi e costruire una rete capace di promuovere l’intero territorio.
Una serata nel segno dello sport, ma soprattutto del territorio. Dopo il conferimento della cittadinanza onoraria da parte del Consiglio comunale, il presidente dell’Unione Sportiva Lecce, professor avvocato Saverio Sticchi Damiani, ha incontrato cittadini, amministratori, imprenditori e rappresentanti del mondo del turismo e della cultura presso i campetti sportivi di via Kennedy a Minervino di Lecce.
Un appuntamento che ha voluto andare oltre la celebrazione dell’importante riconoscimento attribuito al presidente giallorosso. Il filo conduttore della manifestazione è stato infatti quello della rete territoriale, con lo sport chiamato a dialogare con turismo, cultura, imprese e istituzioni per rafforzare l’identità e l'attrattività del Salento.
A condurre l’incontro è stato Alessio Amato , che ha introdotto gli interventi sottolineando come la cittadinanza onoraria a Sticchi Damiani non rappresenti soltanto un riconoscimento per i risultati ottenuti dall’US Lecce, ma anche per il ruolo che la società ha assunto nella promozione dell’immagine del Salento.
Il sindaco: «Un riconoscimento che va oltre il calcio»
Ad aprire gli interventi è stato il sindaco di Minervino di Lecce, Antonio Marte, che ha ribadito il significato istituzionale del conferimento della cittadinanza onoraria.
L’amministrazione comunale ha voluto riconoscere a Sticchi Damiani non soltanto i meriti sportivi, ma soprattutto l’impatto che la gestione dell’US Lecce ha prodotto sull’immagine e sull’economia del territorio.
«L’impatto dell’azione del presidente Sticchi Damiani travalica i confini di una gestione societaria dello sport», è stato sottolineato nel corso della serata, evidenziando il ritorno in termini turistici, economici e di immagine che il Lecce è in grado di generare per l’intero Salento.
Il sindaco ha quindi richiamato il ruolo della DMO Salento, la Destination Management Organization alla quale aderisce anche il Comune di Minervino, indicandola come uno degli strumenti attraverso cui superare i particolarismi locali e costruire una strategia condivisa di promozione territoriale.
L'obiettivo, ha spiegato Marta, è quello di mettere insieme amministrazioni, imprese e realtà associative per trasformare le eccellenze locali in un sistema capace di competere sui mercati turistici.
Dai campetti di via Kennedy un messaggio per i giovani
Particolarmente significativo l’intervento del consigliere Vincenzo Foscarini, che ha voluto ringraziare l’associazione Free Time e chi gestisce la struttura sportiva di via Kennedy.
L’accensione delle luci sui campetti è diventata quasi un simbolo della serata.
«Quando le luci vengono accese, specialmente sui campi sportivi, sono le cose più importanti», ha ricordato Foscarini, indicando nella presenza di bambini e ragazzi e nella possibilità di praticare sport un elemento fondamentale per la crescita della comunità.
Proprio da qui è arrivato anche un auspicio: quello di poter restituire pienamente alla comunità gli spazi sportivi del territorio.
Nel corso della manifestazione è stata inoltre consegnata a Sticchi Damiani un’opera realizzata dall’artista locale Luca Palma, raffigurante il dolmen di Minervino e un calciatore con i colori giallorossi.
Un omaggio dal forte valore simbolico: il patrimonio storico del paese accanto allo sport e al Lecce, a pochi passi da un campo sportivo che da anni attende di poter tornare pienamente operativo.
Il piccolo commercio e l'accoglienza: «Dobbiamo fare rete»
Un altro tema centrale è stato quello del turismo, con particolare attenzione al ruolo delle piccole imprese.
Maria Magri, titolare del B&B Zio Cici, ha rappresentato la voce dei piccoli operatori dell’accoglienza, ricordando come bed and breakfast, case vacanza e affittacamere costituiscano una parte essenziale della filiera turistica salentina.
«Noi siamo i local guide», ha spiegato, sottolineando il ruolo quotidiano di chi accoglie i visitatori e fornisce loro informazioni, suggerimenti e indicazioni per scoprire il territorio.
La sfida, secondo Magri, è soprattutto quella di costruire una rete tra operatori e istituzioni, affinché il turista non si limiti a visitare il Salento, ma impari ad amarlo e rispettarlo.
Un messaggio accompagnato da un gesto concreto: agli ospiti è stato consegnato un cesto contenente prodotti realizzati da aziende della comunità locale, tra conserve, prodotti da forno, olio e infusi.
Federalberghi: «Identità, tradizioni ed eredità»
Sul tema dell’accoglienza è intervenuta anche Graziana Giannetta, consigliera nazionale di Federalberghi e originaria di Minervino di Lecce.
Tre le parole chiave indicate nel suo intervento: identità, tradizione ed eredità.
«L’eredità – ha spiegato – non è soltanto quello che un evento porta il giorno dell’evento stesso, ma quello che lascia dopo».
Secondo Giannetta, una partita del Lecce, così come un appuntamento culturale o una manifestazione, può diventare un'occasione per far conoscere il territorio a visitatori che, una volta tornati a casa, possono trasformarsi in veri e propri ambasciatori della Puglia.
Un ruolo importante viene riconosciuto ai piccoli borghi, considerati custodi dell’identità più autentica del territorio.
«Il Lecce non è soltanto un orgoglio di Lecce, è un orgoglio dell’intera regione», ha sottolineato Giannetta, evidenziando come sport, turismo enogastronomico, turismo religioso, turismo lento e valorizzazione dei borghi debbano essere considerati parti di un’unica strategia.
Camera di Commercio: «Il Lecce è un formidabile strumento di promozione»
Particolarmente articolato l’intervento del presidente della Camera di Commercio di Lecce, Mario Vadrucci, che ha insistito sulla necessità di organizzare meglio l’offerta turistica provinciale.
Il presidente camerale ha definito la presenza del Lecce in Serie A un autentico strumento di promozione territoriale.
Il calcio, ha spiegato, continua a rappresentare uno dei mezzi di comunicazione più potenti e riconoscibili e una società stabilmente ai vertici del calcio italiano permette al nome del Salento di raggiungere quotidianamente milioni di persone.
Ma la notorietà, da sola, non basta.
Occorre trasformarla in servizi, organizzazione e capacità di accoglienza. Da qui la necessità di una DMO in grado di mettere in collegamento i 96 Comuni della provincia e costruire un'offerta turistica integrata.
Vadrucci ha citato anche un episodio emblematico: due importanti manifestazioni territoriali, organizzate a Galatina e Maglie, si sono svolte negli stessi giorni, evidenziando la necessità di un maggiore coordinamento nella programmazione degli eventi.
«Il turista quando viene non trova la sbarra tra un Comune e l'altro», è stato il concetto espresso nel corso dell’intervento.
La sfida, dunque, è superare i confini amministrativi e proporre il Salento come una destinazione unica, articolata nelle sue diverse identità.
Cantine Menhir: «Se ce la fa il Lecce, possono farcela anche le imprese»
Il rapporto tra sport e impresa è stato al centro dell’intervento di Gaetano Marangelli, rappresentante di Cantine Menhir.
L’imprenditore ha parlato di coraggio, concretezza e capacità di non arrendersi, valori che accomunano chi fa impresa e chi affronta le difficoltà dello sport.
Proprio Sticchi Damiani, secondo Marangelli, rappresenta un esempio di «concretezza e laboriosità silenziosa»: la capacità di ripartire dopo ogni sconfitta e di guardare immediatamente alla sfida successiva.
Un atteggiamento che, secondo l’imprenditore, può diventare un modello anche per le aziende del territorio.
Cantine Menhir esporta in numerosi Paesi del mondo e proprio in questi mercati Marangelli ha raccontato di aver iniziato a incontrare persone che riconoscono i colori del Lecce.
Un segnale della crescente riconoscibilità internazionale del club e, indirettamente, del territorio salentino.
Fondazione Le Costantine: «Bisogna credere nei propri sogni»
La capacità di valorizzare un patrimonio apparentemente marginale è stata invece al centro dell’intervento di Cristina Rizzo, presidente della Fondazione Le Costantine.
Rizzo ha raccontato la sfida affrontata per recuperare e valorizzare l’antica tradizione della tessitura, trasformando un patrimonio culturale che rischiava di rimanere sconosciuto in un punto di riferimento internazionale.
«Non mi arrendo facilmente», ha spiegato, raccontando la determinazione che ha accompagnato il percorso della Fondazione.
Oggi, a Casa Massella, arrivano visitatori da ogni parte del mondo e sono state avviate collaborazioni con università e realtà internazionali.
Un risultato raggiunto, secondo Rizzo, grazie alla capacità di credere nel progetto e di convincere altri a fare altrettanto.
Anche qui il collegamento con il Lecce è immediato: chi riesce a trasformare una realtà locale in un'eccellenza riconosciuta può diventare un esempio per l'intero territorio.
La presidente ha inoltre richiamato l’attenzione sulla necessità di investire nella riforestazione e nella tutela ambientale del Salento, sottolineando l’impegno della Fondazione su questi temi.
Terme di Santa Cesarea: «Il territorio deve diventare un sistema»
A chiudere il giro degli interventi è stato Piero Anselmi, presidente delle Terme di Santa Cesarea.
Anche nel suo intervento è emersa con forza la necessità di fare sistema.
Anselmi ha ricordato il valore storico del marchio «Salento da Mare» e il ruolo che, già in passato, la collaborazione con il Lecce aveva avuto nella promozione turistica dell’area.
Oggi la sfida riguarda il rilancio del turismo termale.
Le Terme di Santa Cesarea stanno lavorando sul marchio «Terme di Puglia», sulla promozione nazionale e internazionale e sullo sviluppo di nuovi prodotti legati all’acqua termale e alla cosmesi.
L’obiettivo è trasformare le terme in un attrattore capace di generare benefici non soltanto per Santa Cesarea, ma per l’intero territorio circostante.
Anselmi ha inoltre evidenziato l’andamento positivo registrato dalla struttura nel 2026, parlando di una crescita significativa rispetto all’anno precedente e annunciando nuovi progetti per il futuro.
Sticchi Damiani: «Il moltiplicatore del sì è il sì insieme»
Il momento più atteso della serata è stato naturalmente l’intervento di Saverio Sticchi Damiani.
Il presidente del Lecce ha innanzitutto espresso la propria emozione per il conferimento della cittadinanza onoraria, definendola un riconoscimento particolarmente significativo per le motivazioni espresse dall’amministrazione e dai consiglieri comunali.
Ma il cuore del suo intervento è stato ancora una volta il territorio.
Dopo aver ascoltato le testimonianze degli imprenditori e dei rappresentanti delle istituzioni, Sticchi Damiani ha individuato nella capacità di fare rete il vero elemento comune emerso dalla serata.
«Stasera è sempre più chiaro il valore di un territorio che può fare rete quando ha gli stessi identici valori», ha spiegato.
Il presidente ha quindi ricordato il proprio percorso professionale, prima da avvocato e poi da imprenditore, sottolineando quanto siano importanti la capacità di misurarsi con i numeri, reagire alle sconfitte e ricostruire.
Un riferimento che inevitabilmente ha toccato anche il calcio.
Dopo la sconfitta del Lecce contro la Roma, Sticchi Damiani ha ammesso la propria delusione, ma ha ribadito che anche nello sport è fondamentale saper ripartire.
«Il non-si-può è il più grande alibi del Sud»
Il passaggio più forte del suo intervento è stato però quello dedicato a un atteggiamento culturale che, secondo il presidente giallorosso, rischia di frenare lo sviluppo del Mezzogiorno.
Sticchi Damiani ha parlato del «non-sipotismo», definendolo una sorta di malattia del Sud: la tendenza a rispondere alle difficoltà con il «non si può», «non si è mai fatto», «non è possibile».
Un atteggiamento che, ha ricordato, aveva incontrato anche quando aveva iniziato il proprio percorso nel Lecce.
Di contro, la serata di Minervino ha mostrato una prospettiva diversa.
«Stasera ho sentito tantissimi sì», ha detto il presidente, indicando proprio nella collaborazione la possibilità di moltiplicare le opportunità.
«Il moltiplicatore del sì è il sì insieme», il concetto destinato a rimanere come sintesi dell’intera manifestazione.
Sport, turismo e imprese: una sola partita
Il messaggio conclusivo della serata è apparso dunque chiaro: il Lecce non è soltanto una squadra di calcio.
La permanenza consecutiva in Serie A, il seguito internazionale, la presenza di tifosi e turisti allo stadio, la vendita delle maglie come souvenir e la crescente riconoscibilità del marchio giallorosso rappresentano un patrimonio che può essere messo al servizio dell’intero Salento.
Ma perché questo accada è necessario che imprese, Comuni, associazioni, operatori turistici e istituzioni imparino a muoversi nella stessa direzione.
La manifestazione di via Kennedy ha provato a mettere intorno allo stesso tavolo mondi diversi, accomunati dalla volontà di valorizzare ciò che il territorio possiede.
E proprio la presenza di bambini e ragazzi sui campetti ha dato alla serata un significato ulteriore: il futuro del Salento passa anche dalla capacità di offrire ai giovani luoghi, opportunità e modelli positivi.
L’auspicio espresso dagli amministratori è ora quello di trasformare le parole in iniziative concrete, riportando le luci sui campi sportivi, rafforzando la collaborazione tra le imprese e inserendo anche i piccoli borghi nei grandi circuiti turistici.
A Minervino, almeno per una sera, la partita è stata giocata tutti insieme.