Sound Out Mediterraneo, Taranto si accende: una notte di musica, emozioni e inclusione.

di Davide Tommasi

Tra tradizioni pugliesi, cultura e spettacolo, Apulia Face APS e Fermenta APS firmano una serata che mette al centro le persone e l’orgoglio di un territorio

Il 25 agosto 2026 la città ha vissuto una serata speciale tra spettacolo, tradizioni pugliesi, cultura, enogastronomia e sensibilità verso il mondo dell’autismo. Al centro, una parola semplice ma potente: insieme.

TARANTO – Ci sono serate che finiscono quando si spengono le luci del palco. E poi ce ne sono altre che, anche dopo l’ultima nota, continuano a lasciare qualcosa dentro.A condurre la serata sono stati Davide Salamino e Serena, che hanno accompagnato il pubblico attraverso i diversi momenti dello spettacolo, alternando musica, danza, intrattenimento e testimonianze.

Quella del 25 agosto 2026 è stata una di queste.Con Sound Aut Mediterraneo, Taranto ha vissuto una serata capace di intrecciare musica, teatro, tradizioni popolari, sapori del territorio e, soprattutto, inclusione.Un appuntamento che ha avuto il volto della festa, ma anche quello della riflessione. Una serata nata per stare insieme e che, attraverso la musica e la cultura, ha ricordato quanto sia importante costruire una comunità nella quale nessuno debba sentirsi escluso.

A rendere possibile l'iniziativa è stata la collaborazione tra Apulia Face APS e Fermenta APS, due realtà che hanno scelto di unire energie, idee e passione per raccontare il territorio attraverso le persone, le tradizioni e le emozioni.A condurre la serata sono stati Davide Salamino e Serena, che hanno accompagnato il pubblico attraverso i diversi momenti dello spettacolo, alternando musica, danza, intrattenimento e testimonianze.

Il momento più intenso: parlare di autismo con il cuore

Tra i momenti più significativi della serata c'è stato quello dedicato all'autismo.La testimonianza di Alessandro Cecere ha portato sul palco una dimensione personale e autentica, fatta di sensibilità, percezioni ed emozioni.Ha raccontato cosa può significare affrontare la quotidianità attraverso una sensibilità differente: i suoni, le luci, gli stimoli e le situazioni possono essere percepiti in maniera diversa.Ed è proprio da qui che è arrivato uno dei messaggi più importanti della serata:la diversità non significa avere meno emozioni. Significa poter vivere e percepire il mondo in un altro modo.Per comprendere davvero l'autismo non basta parlare di inclusione.Bisogna imparare ad ascoltare.Bisogna avere la volontà di conoscere ciò che non comprendiamo immediatamente.E, soprattutto, bisogna smettere di chiedere alle persone di cambiare per poter essere accettate.Per alcuni minuti il pubblico è rimasto in silenzio.Solo parole.Un silenzio che ha avuto un peso particolare e che ha trasformato quel momento in qualcosa di molto più profondo di una semplice testimonianza.

“Uniti nella musica, uniti per l’autismo”

Dalle parole alla musica il passaggio è stato naturale.La presenza dell'orchestra di Autisticamente Logos, guidata dal maestro Pietro Fornaro, ha rappresentato uno dei momenti più significativi dell'evento.Sul palco non c'era soltanto un'esibizione.C'era un messaggio concreto.Ragazzi, musicisti e pubblico hanno condiviso lo stesso spazio, dimostrando ancora una volta come l'arte possa diventare un linguaggio capace di avvicinare le persone e superare le barriere.

La musica non chiede chi sei.Non chiede da dove vieni.Non chiede quali siano le tue difficoltà.Chiede soltanto di ascoltare.E magari di lasciarsi emozionare.

È questo il senso di “Uniti nella musica, uniti per l'autismo”: trasformare l'inclusione da una parola da pronunciare in qualcosa da vivere davvero.

Quando la Puglia sale sul palco

Sound Aut Mediterraneo ha avuto anche un altro grande protagonista: il territorio.La Puglia dei sapori, dei profumi, delle campagne e dei saperi tramandati di generazione in generazione.

Particolarmente significativo è stato “Assaggi di Scena”, la degustazione teatralizzata curata da Fermenta APS. Pane di Laterza, olio, olive Celline, caciocavallo e altre eccellenze della tradizione sono diventati parte di un racconto originale nel quale il cibo non è stato soltanto assaggiato, ma anche raccontato e interpretato.Perché dietro ogni prodotto c'è una storia.Dietro il pane c'è il lavoro.Dietro l'olio ci sono gli ulivi e la fatica della terra.Dietro un formaggio c'è un sapere che passa da una generazione all'altra.E dietro ogni sapore c'è una Puglia che merita di essere conosciuta.È questa la forza della cultura enogastronomica: riuscire a raccontare un territorio anche attraverso un semplice assaggio.

Apulia Face APS e Fermenta APS: insieme per il territorio

La collaborazione tra Apulia Face APS e Fermenta APS ha dato alla serata una direzione precisa: mettere in relazione cultura, persone, tradizioni e territorio.Non limitarsi a conservare il patrimonio.Farlo vivere.Non parlare soltanto di turismo.Creare esperienze.Non considerare le tradizioni come qualcosa appartenente esclusivamente al passato.Portarle nel presente e consegnarle alle nuove generazioni.È una visione che parte da Taranto e guarda all'intera provincia: dai borghi alle campagne, dalle produzioni locali alla musica popolare, dalle storie delle comunità alle nuove forme di partecipazione.Una Puglia autentica, fatta di tante identità diverse che possono però riconoscersi in un unico grande racconto.

Taranto, due mari e tante anime

E al centro di tutto c'era lei: Taranto.Una città difficile da raccontare in poche parole.Antica e contemporanea.Una città che ha conosciuto ferite profonde, ma che continua a cercare nuove possibilità.Il Mar Grande e il Mar Piccolo sembrano quasi raccontare questa sua natura: due realtà differenti che convivono nello stesso spazio.Anche Sound Aut Mediterraneo è stato così.Musica e teatro.Tradizione e contemporaneità.Spettacolo e impegno sociale.Cultura e gastronomia.Persone con storie differenti riunite nello stesso luogo.Una città, tante anime.Apulia Face APS e Fermenta APS: insieme per il territorio

La collaborazione tra Apulia Face APS e Fermenta APS ha dato alla serata una direzione precisa: mettere in relazione cultura, persone, tradizioni e territorio.

Non limitarsi a conservare il patrimonio. Farlo vivere.Non parlare soltanto di turismo. Creare esperienze.Non considerare le tradizioni come qualcosa appartenente esclusivamente al passato. Portarle nel presente e consegnarle alle nuove generazioni.

È una visione che parte da Taranto e guarda all'intera provincia: dai borghi alle campagne, dalle produzioni locali alla musica popolare, dalle storie delle comunità alle nuove forme di partecipazione. Una Puglia autentica, fatta di tante identità diverse che possono però riconoscersi in un unico grande racconto.

La danza: movimento, emozione e spettacolo

La serata ha avuto anche un importante momento dedicato alla danza, annunciato dai presentatori come una delle esibizioni più attese.

Sul palco è arrivato il Corpo di Ballo, con Alessia Leo, protagonista di una performance che ha unito musica, movimento ed espressività.

La danza ha aggiunto un'altra forma di linguaggio allo spettacolo: quello del corpo.

Un linguaggio capace di raccontare emozioni senza bisogno di parole e di coinvolgere il pubblico attraverso ritmo, gesti e presenza scenica.

L’esibizione ha accompagnato uno dei momenti musicali più emozionanti della serata, trasformando il palco in uno spazio nel quale musica e movimento hanno dialogato tra loro.

Il pubblico ha seguito la performance con attenzione e partecipazione, fino al termine dell’esibizione, quando è arrivato un forte applauso al Corpo di Ballo, agli artisti e a tutti i ragazzi protagonisti della serata.

Ed è proprio questo uno degli elementi che ha caratterizzato Sound Aut Mediterraneo: la capacità di mettere insieme linguaggi diversi e farli diventare parte di un unico racconto.

La dichiarazione di Gabriella Mazzola

A raccontare lo spirito dell'iniziativa è Gabriella Mazzola, che sottolinea il valore umano e sociale della manifestazione:

«Sound Aut Mediterraneo nasce dal desiderio di mettere al centro le persone e creare un momento in cui cultura, musica, tradizioni e inclusione possano incontrarsi. Abbiamo voluto raccontare una Puglia autentica, capace di custodire le proprie radici ma, allo stesso tempo, di guardare al futuro.

Parlare di autismo significa soprattutto imparare ad ascoltare e a comprendere che ogni persona ha il proprio modo di vivere, sentire e comunicare. L'inclusione non può essere soltanto una parola: deve diventare partecipazione, condivisione e possibilità concreta di essere protagonisti.

Questa serata dimostra che quando associazioni, artisti, cittadini e realtà del territorio collaborano, possono nascere esperienze capaci di lasciare qualcosa. Ringrazio tutte le persone che hanno contribuito a rendere possibile Sound Aut Mediterraneo e, soprattutto, chi ha scelto di esserci. Perché il messaggio che vogliamo portare avanti è semplice: insieme possiamo costruire una comunità più aperta, più consapevole e più inclusiva.»

La notte si accende con la pizzica

Poi è arrivata la musica della memoria.Quella che non ha bisogno di troppe spiegazioni perché, appena parte, qualcosa dentro si muove.La pizzica, i ritmi dell'Alto Salento, le serenate e gli antichi repertori popolari hanno riportato il pubblico alle radici della nostra terra.Giovanni Amati e Matteo Scatigna hanno accompagnato questo viaggio nella musica tradizionale, raccontando anche il mondo del tarantismo, una delle espressioni più affascinanti della cultura popolare pugliese.E alla fine è accaduto qualcosa di semplice e bellissimo.

Il pubblico ha iniziato a partecipare.A battere le mani.A muoversi.A ballare.Il confine tra palco e pubblico è praticamente scomparso.E forse è stato proprio in quel momento che si è compreso fino in fondo lo spirito della serata.La tradizione non era più qualcosa da guardare. Era qualcosa da vivere insieme.

Una serata che guarda al domani

Quando la serata è arrivata alla conclusione, oltre alla musica e agli applausi è rimasta una sensazione precisa.Quella di una città che vuole raccontarsi in modo diverso.Taranto non soltanto come città delle sue difficoltà, ma come luogo di cultura, creatività, solidarietà, tradizioni e futuro.Ed è proprio questo il valore di iniziative come Sound Aut Mediterraneo. Un evento, da solo, non cambia una città.Ma può accendere una luce.Può creare un incontro.Può far conoscere una realtà.Può dare voce a chi rischia di averne meno.Può ricordare che dietro un territorio ci sono soprattutto persone.E una comunità cresce quando quelle persone hanno la possibilità di incontrarsi, conoscersi e riconoscersi.

Apulia Face APS & Fermenta APS

Insieme per Taranto.Insieme per la cultura.Insieme per l'inclusione.Insieme per la Puglia.Sound Aut Mediterraneo è stata molto più di una serata di spettacolo.

È stata una festa, ma anche un momento di consapevolezza.È stata musica, ma anche ascolto.È stata tradizione, ma anche futuro.È stata soprattutto un'occasione per ricordare che le differenze non devono separarci: possono diventare la ricchezza di una comunità.Il 25 agosto 2026 Taranto ha cantato, ha ballato, ha ascoltato e si è raccontata.E forse il messaggio più bello è proprio quello rimasto alla fine:

Quando una città riesce a fare spazio a tutti, la festa diventa davvero di tutti.Taranto, quella notte, ha scelto di esserci.E di farlo insieme.

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