Scorrano saluta Santa Domenica 2026: si spengono le luminarie, resta accesa la luce della fede

di Davide Tommasi

Sorrano saluta Santa Domenica 2026: fede, tradizione e luce. Cala il sipario su una festa che continua nel cuore

SCORRANO (LE) – 8 luglio 2026. Le ultime note della banda si dissolvono nell'aria, le maestose luminarie iniziano lentamente a spegnersi e il cielo, dopo essersi acceso di colori, torna al suo silenzio. Ma c'è una luce che continua a brillare: quella della fede di un popolo che, ancora una volta, ha stretto il proprio cuore attorno alla sua Patrona.

Si chiude l'edizione 2026 della Festa Patronale di Santa Domenica, un appuntamento che ha saputo rinnovare il profondo legame tra la comunità di Scorrano e la giovane martire, fondendo spiritualità, tradizione, cultura e senso di appartenenza in un'unica, intensa esperienza collettiva.

Per alcuni giorni la cittadina salentina è tornata ad essere il cuore pulsante della devozione popolare. Migliaia di pellegrini, fedeli e visitatori hanno attraversato le vie del centro storico, avvolti dalla magia delle celebri "cattedrali di luce", autentici capolavori dell'arte luminosa che da decenni rendono Scorrano famosa ben oltre i confini del Salento. Architetture di luce che non rappresentano soltanto uno spettacolo artistico, ma il segno tangibile di un voto, di una fede tramandata nei secoli e di una comunità che continua a riconoscersi nella propria Patrona.

Un cielo che emoziona: il gran finale dei fuochi d'artificio

Il momento culminante dei festeggiamenti civili è andato in scena nella serata del 7 luglio 2026, quando il cielo di Scorrano si è trasformato in un immenso teatro di luce.

A firmare lo spettacolo è stata Itria Fireworks di Valentina e Francesco, protagonista del suo debutto assoluto in provincia di Lecce, scelto proprio in occasione della Festa di Santa Domenica 2026.

Con grande sensibilità artistica e impeccabile precisione tecnica, i maestri pirotecnici hanno costruito una straordinaria coreografia di colori, effetti scenografici e figure luminose. Il gran finale, con il suggestivo "alfabeto pirotecnico" e una spettacolare sequenza ritmica di aperture nel cielo, ha regalato lunghi applausi e forti emozioni, confermando come la pirotecnica continui ad essere uno dei linguaggi più affascinanti delle grandi feste patronali del Mezzogiorno.

Il ritorno alla fede: l'abbraccio della comunità alla sua Patrona

Con l'8 luglio la festa ha ritrovato la sua dimensione più autentica e spirituale.

Al termine della solenne Celebrazione Eucaristica, la venerata statua di Santa Domenica è stata discesa dal trono posto al centro dell'altare maggiore della Chiesa Madre. Un momento intenso, vissuto nel silenzio e nella commozione di una chiesa gremita.

La processione ha preso avvio attraversando la navata centrale, guidata dal parroco don Massimo De Donno, che ha portato con solennità la teca contenente il messaggio della Santa.

Accanto a lui il sindaco Mario Pendinelli, la presidente del Comitato Festa Manuela Cotardo, insignita nei giorni scorsi del titolo di Ambasciatrice della Rete delle Città di Santa Domenica, insieme ai componenti del Comitato, alle confraternite, alle associazioni e alle numerose autorità civili e religiose.

Una comunità intera si è ritrovata ancora una volta raccolta attorno alla sua Patrona, in un clima di profonda partecipazione e devozione.

«Custodite la bellezza del cuore»

L'omelia di don Massimo De Donno ha rappresentato il cuore spirituale della giornata.

Il sacerdote ha invitato i fedeli a non lasciare che la bellezza vissuta durante la festa si esaurisca con lo spegnersi delle luminarie, ma a trasformarla in una testimonianza quotidiana di fede.

Richiamando la figura di Santa Domenica, ha ricordato come la giovane martire abbia costruito tutta la sua esistenza sulla Parola di Dio, custodendo un cuore puro, capace di rimanere saldo anche nella prova.

«Santa Domenica è santa per la bellezza del suo cuore», ha affermato il parroco, esortando ciascuno a ricercare ogni giorno il volto del Signore, a vivere i sacramenti con autenticità e a non permettere che il male trovi spazio nel proprio cuore.

Un messaggio rivolto in modo particolare alle famiglie, ai giovani e agli educatori, chiamati ad essere testimoni credibili del Vangelo attraverso la semplicità della vita quotidiana, il servizio, la responsabilità e la carità.

Una devozione che attraversa i secoli

La Festa Patronale di Scorrano affonda le proprie radici in una tradizione secolare che continua ancora oggi ad alimentare la fede del popolo.

Secondo l'antica tradizione, la protezione di Santa Domenica salvò il paese dalla terribile peste del Seicento. Da quel voto di riconoscenza nacque una devozione destinata a crescere nei secoli, fino a dare origine a una delle feste religiose più importanti del Meridione e, secondo la memoria popolare, anche alla tradizione delle straordinarie luminarie che ogni anno trasformano Scorrano in una città di luce.

Attorno alla figura della Patrona si sono tramandati anche numerosi racconti popolari e segni di devozione, come quello dei celebri leoni posti ai piedi della statua, simboli entrati nella memoria collettiva della comunità e custoditi con rispetto come patrimonio della tradizione locale.

L'Ottava: il ringraziamento di un popolo

Le celebrazioni non si esauriscono con la conclusione della festa patronale.

Il prossimo 13 luglio 2026 la comunità vivrà il tradizionale appuntamento dell'Ottava, uno dei momenti più significativi della devozione scorranese. È il giorno del ringraziamento, della memoria e della riconoscenza verso la Patrona per la sua costante protezione.

L'Ottava conserva anche una delle tradizioni più suggestive del paese.

Un tempo i pellegrini raggiungevano Scorrano a piedi dopo lunghi giorni di cammino. Prima ancora di entrare in chiesa si fermavano presso il pozzo del Palazzo Ducale, dove trovavano acqua e ristoro. Quell'acqua, benedetta e affidata simbolicamente alla protezione di Santa Domenica, divenne il segno dell'accoglienza riservata ai viandanti e della generosità del popolo scorranese.

Sono gesti semplici che raccontano una fede vissuta, capace di trasformare un pellegrino in un ospite e un forestiero in un fratello.

Una festa che è identità

Santa Domenica non rappresenta soltanto una ricorrenza religiosa.È il volto di una comunità che custodisce con orgoglio le proprie radici, il lavoro silenzioso di centinaia di volontari, l'impegno del Comitato Festa, della Parrocchia, delle confraternite, delle associazioni e dell'Amministrazione comunale.

È il patrimonio di un popolo che continua a tramandare una tradizione capace di unire fede, cultura, arte, accoglienza e promozione del territorio, facendo di Scorrano un punto di riferimento per tutto il Salento.

Arrivederci al 2027

Con il rientro della venerata statua nella sua cappella si chiude ufficialmente la Festa Patronale 2026.

Le luci si affievoliscono, i fuochi d'artificio appartengono ormai al ricordo e il paese torna lentamente alla quotidianità. Ma ciò che resta è molto più forte di qualsiasi spettacolo: è la fede di un popolo che continua a riconoscersi nello sguardo della sua Patrona, la speranza che attraversa le generazioni e la certezza che ogni anno, all'inizio di luglio, Scorrano tornerà ad illuminarsi.

Perché qui le luminarie non sono soltanto luce.Sono memoria.Sono preghiera.Sono identità.

Sono il cuore di un'intera comunità che continua a dire, con orgoglio e devozione:Viva Santa Domenica. Viva Scorrano.

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