Otranto Jazz Festival, quando la musica diventa il racconto di un territorio: la XIII edizione accende l'estate otrantina

di Davide Tommasi

La XIII edizione porta a Otranto concerti, mostre, cinema, cultura, vino e tradizioni in un ricco calendario di appuntamenti estivi.


Non solo concerti, ma un viaggio tra arte, paesaggio, cinema, letteratura e tradizioni. Dal 10 al 31 luglio 2026 Otranto ospita la XIII edizione dell'Otranto Jazz Festival, una manifestazione che da oltre quindici anni trasforma la città più a est d'Italia in uno dei grandi palcoscenici culturali dell'estate italiana.

Ci sono festival che si limitano a programmare concerti. E poi ci sono manifestazioni che riescono a raccontare l'anima di un territorio, trasformando ogni spettacolo in un'esperienza capace di unire musica, storia, identità e paesaggio. L'Otranto Jazz Festival appartiene senza dubbio a questa seconda categoria.

Dal 10 al 31 luglio 2026 la città salentina tornerà a vivere un mese di appuntamenti che faranno dialogare il jazz con il mare, le mura aragonesi, le piazze del centro storico e gli spazi del Convento dei Cappuccini. Un festival che, anno dopo anno, ha saputo costruire un'identità riconoscibile, diventando uno degli eventi culturali più attesi della stagione estiva pugliese.

Sotto la direzione artistica di Eddy Canonico, l'edizione numero tredici conferma la filosofia che accompagna la rassegna sin dalla sua nascita nel 2009: fare della musica il punto d'incontro tra culture, valorizzando il patrimonio storico e paesaggistico del Salento e offrendo spazio tanto ai grandi protagonisti della scena jazz quanto ai giovani musicisti che rappresentano il futuro di questo linguaggio artistico.

L'apertura, dal 10 al 12 luglio sul Lungomare degli Eroi, sarà dedicata proprio ai nuovi talenti provenienti dalle accademie musicali del territorio, seguiti dai concerti della Ragtime Bubu Band, della cantante Taryn, interprete capace di fondere jazz e bossa nova, e di Cristina Russo & Neosoul Combo, formazione che porterà sul palco sonorità soul e contemporanee. A suggellare il primo fine settimana sarà la consegna dell'OJF Award 2026, riconoscimento destinato alle eccellenze artistiche che contribuiscono alla crescita del festival.

Ma il vero valore dell'Otranto Jazz Festival è la sua capacità di andare oltre la musica.

Dal 16 luglio il Convento dei Cappuccini diventerà un luogo di incontro tra discipline diverse, con un ricco programma dedicato alla fotografia, alla pittura, alla letteratura, alla divulgazione musicale e alle tradizioni popolari. Saranno inaugurate la mostra fotografica "Pane e latte" di Giulo Leo e l'esposizione pittorica di Daniele Minosi e Adriana Giannetta, mentre scrittori e poeti presenteranno le loro ultime opere in dialogo con giornalisti e studiosi.

Tra gli appuntamenti di maggiore interesse spicca l'incontro con il giornalista e musicologo Roberto Caselli, che accompagnerà il pubblico in un viaggio attraverso le opere e la poetica di Leonard Cohen, Bob Dylan e Jim Morrison, tre figure che hanno cambiato il modo di raccontare il mondo attraverso la musica. Un evento che conferma la vocazione dell'OJF a proporre occasioni di approfondimento culturale accanto agli spettacoli dal vivo.

Il festival dedica inoltre ampio spazio al patrimonio immateriale del Salento. Le escursioni nella Valle dell'Idro permetteranno di riscoprire la storia dei monaci basiliani e le radici spirituali del territorio, mentre gli appuntamenti dedicati alla pizzica e alla cultura grika offriranno uno sguardo sulle tradizioni popolari che ancora oggi rappresentano uno degli elementi distintivi dell'identità salentina.

Anche l'enogastronomia diventa parte integrante del programma. Le serate "Jazz & Wine" metteranno insieme degustazioni guidate dei vini delle cantine locali e concerti dal vivo, raccontando il territorio attraverso i suoi profumi, i suoi sapori e la sua produzione vitivinicola.

Tra le novità della XIII edizione spicca il debutto dell'Otranto Short Film Festival, in calendario il 25 luglio. La nuova rassegna dedicata al cortometraggio internazionale arricchisce ulteriormente il programma e apre il festival anche al linguaggio cinematografico, offrendo uno spazio dedicato alle storie, ai nuovi autori e ai diversi modi di interpretare la contemporaneità.

Il sipario calerà il 31 luglio con una giornata dedicata alle antiche cultivar del territorio, tra esposizioni e degustazioni di prodotti tipici, prima dell'attesissimo Midnight Jazz Jam Party con Mario Shiavoni & Friends, tradizionale festa finale che celebra l'improvvisazione e lo spirito più autentico del jazz.

In un tempo in cui molti festival rischiano di assomigliarsi, l'Otranto Jazz Festival continua a distinguersi per la sua capacità di costruire una proposta culturale completa, nella quale la musica è il punto di partenza per raccontare un'intera comunità. Qui il jazz diventa il filo conduttore di un percorso che unisce arte, paesaggio, memoria, tradizioni e innovazione, trasformando Otranto in un laboratorio culturale affacciato sul Mediterraneo.

È questa la cifra che rende l'OJF un appuntamento ormai imprescindibile dell'estate italiana: non soltanto una rassegna di spettacoli, ma un'esperienza capace di lasciare un segno, raccontando il territorio con il linguaggio più universale che esista, quello della musica.

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