Oronzino Invitto custode del teatro salentino
di Davide Tommasi
ViviAMOnteroni 2026, omaggio a Oronzino Invitto
Tra applausi e commozione, Monteroni ha celebrato una delle figure simbolo del teatro salentino, custode del dialetto e delle tradizioni popolari
MONTERONI DI LECCE – Non è stata una semplice premiazione, ma un autentico tributo alla memoria culturale del Salento. Nella suggestiva cornice di Piazza della Repubblica, gremita di cittadini, appassionati e rappresentanti del mondo teatrale, ViviAMOnteroni 2026 ha dedicato uno dei momenti più intensi della sua programmazione al conferimento del riconoscimento a Oronzino Invitto, protagonista da oltre sessant'anni della scena teatrale salentina e figura di riferimento nella promozione del vernacolo, della poesia dialettale e delle tradizioni popolari.
Una serata capace di intrecciare emozione, riconoscenza e identità culturale, ricordando il valore di chi ha consacrato un'intera vita alla salvaguardia del patrimonio teatrale del territorio.
A condurre questo significativo momento, inserito come speciale appendice prima dello spettacolo teatrale, è stata Dora Solina, componente dell'Associazione Culturale Teatro Valle della Cupa, che con sensibilità ed eleganza ha accompagnato il pubblico nella cerimonia. Visibilmente emozionata, ha ricordato il lungo percorso umano e artistico di Oronzino Invitto, sottolineando come il suo instancabile lavoro abbia rappresentato un punto di riferimento per intere generazioni di attori, autori e compagnie teatrali del Salento.
«Questa sera celebriamo una persona che ha fatto del teatro una missione di vita, contribuendo a custodire la nostra identità culturale e il valore del dialetto salentino», ha affermato Dora Solina, ricevendo l'applauso del pubblico.
Dopo i ringraziamenti rivolti agli sponsor e a tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione della manifestazione, sul palco sono saliti il vicesindaco Gianni Leucci e l'assessore alla Cultura Mimmo Quarta, che hanno voluto rendere omaggio a una figura unanimemente riconosciuta come uno dei maggiori promotori del teatro vernacolare.
Il momento più intenso della serata è arrivato con l'intervento dello stesso Oronzino Invitto, accolto da una standing ovation. Con la semplicità e l'ironia che lo hanno sempre contraddistinto, ha ripercorso alcuni dei capitoli più significativi della propria storia artistica, ricordando gli anni trascorsi accanto al grande autoreRaffaele Protopapa, di cui contribuì alla trascrizione dei copioni e alla pubblicazione delle prime opere, dando così un impulso decisivo alla diffusione del teatro dialettale salentino.
«Il teatro è sempre stato il mio grande amore. Se oggi tante compagnie continuano questo percorso, significa che qualcosa siamo riusciti a trasmettere. Tutti quelli che hanno condiviso con me il palcoscenico sono diventati parte della mia famiglia.»
Parole pronunciate con commozione, accolte da un applauso lungo e sincero che ha coinvolto l'intera piazza.
Nel suo intervento, l'assessore alla Cultura Mimmo Quarta ha evidenziato il valore sociale e culturale del teatro in vernacolo, ricordando come esso rappresenti una delle forme più autentiche di tutela della memoria collettiva.
«Il teatro vernacolare è molto più di uno spettacolo. È uno straordinario strumento attraverso il quale si tramandano la lingua, le tradizioni, i modi di vivere e la storia della nostra comunità. Ogni rappresentazione mantiene vivo un patrimonio che appartiene a tutti noi. Vedere questa piazza così partecipata significa capire che la cultura continua a essere il cuore pulsante della nostra città.»
Parole condivise dal vicesindaco Gianni Leucci, che ha rivolto un sentito ringraziamento a Oronzino Invitto per il prezioso contributo offerto in decenni di attività.
«Il dialetto è la voce della nostra terra. Custodirlo significa difendere la nostra identità. Persone come Oronzino Invitto hanno reso possibile tutto questo, offrendo il proprio sapere e la propria esperienza a generazioni di artisti. Dietro ogni spettacolo ci sono sacrificio, passione e amore per il territorio, valori che meritano il sostegno e la gratitudine dell'intera comunità.»
Leucci ha inoltre voluto rivolgere un riconoscimento anche a Dora Solina, ringraziandola per il costante impegno nella promozione del teatro locale e per la passione con cui continua a valorizzare il patrimonio culturale monteronese attraverso il lavoro dell'Associazione Teatro Valle della Cupa.
A suggellare la cerimonia è stata la consegna della targa commemorativa che ricorda il lungo servizio svolto da Oronzino Invitto come presidente della Commissione Tecnica di Qualità del Concorso in Vernacolo Salentino, accompagnata da una raffinata maschera in cartapesta realizzata dall'artista monteronese Stefania Martino, simbolo dell'antica tradizione artigianale salentina.
Sulla targa campeggiava una frase di Eduardo De Filippo che sintetizza il senso più profondo della serata: «Il teatro porta la vita e la vita porta al teatro. Non si possono scindere le due cose.» Più che un premio, quello consegnato a Oronzino Invitto è stato il riconoscimento a un'intera esistenza dedicata alla cultura, alla lingua del popolo, alla formazione di nuove compagnie e alla difesa di un patrimonio immateriale che continua a vivere grazie all'impegno di uomini e donne che hanno fatto del teatro una vera missione.
Con questa serata, ViviAMOnteroni 2026 ha ribadito ancora una volta la propria vocazione: non soltanto offrire spettacolo, ma creare occasioni di incontro, memoria e partecipazione, ricordando che il dialetto, il teatro e la cultura popolare rappresentano il filo invisibile che unisce passato, presente e futuro della comunità salentina.