Lecce-Bologna, Di Francesco avverte i giallorossi: «Dobbiamo partire forte.

di Davide Tommasi

Il Bologna è una squadra da prendere con le molle

Alla vigilia della sfida del Via del Mare, il tecnico del Lecce Eusebio Di Francesco fa il punto sulle condizioni degli attaccanti in confrerenza stampa oggi 10 ottobre 2026 presso lo stadio E.Giardiniero , ha analizzato le insidie tattiche degli emiliani e torna sulla sconfitta contro il Milan: «L'aggressività deve essere nel nostro DNA».

Il Lecce si prepara a tornare in campo dopo la sosta per le nazionali con l'obiettivo di ripartire nel migliore dei modi. Alla vigilia della sfida contro il Bologna, Eusebio Di Francesco ha fatto il punto sulla condizione della squadra, sulle possibili scelte di formazione e sulle caratteristiche dell'avversario, senza trascurare un tema centrale nel percorso di crescita dei giallorossi: la capacità di interpretare i diversi momenti della partita.

Il messaggio del tecnico è chiaro: serviranno intensità, attenzione e personalità per affrontare una squadra ricca di qualità, da non sottovalutare nonostante un avvio di campionato complicato.

Attacco, le condizioni di Gubbels e Stulic da valutare

Il primo nodo riguarda il reparto offensivo. La situazione degli attaccanti resta da monitorare, con Di Francesco intenzionato a prendere una decisione definitiva soltanto dopo le ultime valutazioni.

«Mi auguro di recuperarli entrambi, sia Stulic sia Gubbels», ha spiegato l'allenatore, precisando che Stulic non sarà sicuramente convocato a causa del riacutizzarsi di un problema muscolare. Anche Gubbels, reduce da un periodo di attività ridotta e rientrato da poco, rappresenta una situazione da valutare con attenzione.

Le alternative, comunque, non mancano. Il Lecce può contare su più soluzioni offensive e, in caso di necessità, anche su Monteiro, che in passato ha ricoperto il ruolo di prima o seconda punta. Una possibilità da considerare soprattutto nell'ottica di trovare l'assetto migliore per affrontare il Bologna.

«Valuteremo domattina quale sarà la soluzione migliore per partire al meglio e partire forte contro il Bologna, perché è fondamentale partire forte in questa gara», ha sottolineato Di Francesco. Non saranno invece disponibili Scott e Berisha, ancora alle prese con i rispettivi problemi.

La sosta e il lavoro sul campo: «Vogliamo continuità per tutto il campionato»

La pausa per gli impegni delle nazionali ha rappresentato un momento particolare nella preparazione del Lecce. Un periodo più lungo del consueto, che ha richiesto un lavoro specifico per mantenere alta la condizione fisica e ritrovare immediatamente il ritmo partita.

Di Francesco, tuttavia, guarda con fiducia al lavoro svolto durante la sosta. L'assenza di diversi nazionali gli ha consentito di concentrarsi sui giocatori rimasti a disposizione, aumentando i carichi di lavoro e migliorando la condizione di chi aveva trovato meno spazio nelle ultime settimane.

«Abbiamo fatto allenamenti veramente di alta intensità, con pochi giorni di riposo o perlomeno quelli giusti che servivano. Credo che la squadra stia approcciando al meglio dal punto di vista fisico a questa gara», ha dichiarato.

L'obiettivo non era soltanto preparare la prossima partita, ma costruire una squadra capace di mantenere un rendimento costante nel corso della stagione. Per questo, il tecnico si aspetta risposte positive sotto tutti gli aspetti: fisico, tecnico e tattico.

Bologna, qualità e pericolosità tra le linee

La sfida del Via del Mare presenta insidie che vanno ben oltre la classifica. Di Francesco ha evidenziato le qualità individuali della formazione emiliana e la capacità di sviluppare un gioco offensivo particolarmente fastidioso quando riesce a sfruttare gli spazi tra le linee.

Il lavoro svolto durante la sosta potrebbe aver favorito anche l'inserimento delle idee tattiche del nuovo allenatore Raffaele Palladino, chiamato a valorizzare le caratteristiche di una rosa costruita con altre indicazioni tecniche.

«Hanno avuto questo vantaggio dalla sosta, potendo svolgere il lavoro e far capire al meglio quelle che sono le idee tattiche», ha osservato il tecnico giallorosso.

Tra gli elementi da tenere maggiormente sotto controllo ci sono Bernardeschi e Orsolini, giocatori capaci di ricevere il pallone in ampiezza, accentrarsi e creare superiorità numerica sugli esterni. A questo si aggiungono le possibilità offerte da un centrocampo che abbina qualità tecnica e fisicità.

Il giudizio di Di Francesco è netto: «Il Bologna ha delle ottime potenzialità. Magari non è partita benissimo, però ha dei giocatori che hanno veramente delle qualità importanti, sia giovani che grandi».

Da qui l'avvertimento alla squadra: «Non è una squadra che, con la rosa che ha, può avere due punti in classifica. Dobbiamo essere ancora più attenti e bravi a non pensare che sia un Bologna in difficoltà. Al contrario, è una squadra che può venire qua per fare risultato pieno».

Fàta, Kaba e Gandelman: il valore delle alternative

La sosta ha offerto a Di Francesco l'opportunità di lavorare anche su giocatori che, nelle prime settimane, avevano avuto meno occasioni o dovevano ancora raggiungere una condizione ottimale.

Tra questi ci sono Fàta e Kaba, oltre a diversi elementi che potrebbero trovare spazio contro il Bologna. Per l'allenatore, la possibilità di avere più giocatori pronti rappresenta un vantaggio importante nella gestione della rosa.

«Domani potrebbero avere spazio in tanti. Noi abbiamo bisogno di tutti», ha spiegato, ribadendo come le scelte debbano dipendere dalle caratteristiche dell'avversario e dalle esigenze della singola partita.

La stessa attenzione riguarda Gandelman, rientrato dalla nazionale in condizioni che il tecnico giudica positive. Il centrocampista ha recuperato maggiore confidenza con il campo e sembra più libero anche rispetto al problema al ginocchio che lo aveva condizionato.

Di Francesco lo considera una risorsa da utilizzare in base all'andamento della gara, soprattutto in una posizione più avanzata, alle spalle dell'attaccante. Le sue qualità, infatti, emergono in particolare nella capacità di occupare gli spazi e inserirsi in area di rigore.

Anche Ilic, arrivato con una condizione fisica ancora da consolidare, ha potuto beneficiare del lavoro supplementare. Il percorso di crescita riguarda quindi non soltanto i singoli, ma anche la capacità dell'intero gruppo di assimilare meglio le richieste dell'allenatore.

Koulibaly, rendimento e continuità: «Chi è titolare deve correre di più»

Tra i giocatori che hanno assunto un ruolo importante negli equilibri del Lecce c'è Koulibaly. Di Francesco ne ha sottolineato la duttilità tattica e la rapidità nell'apprendere le indicazioni, qualità favorite dall'esperienza maturata in diversi ruoli e contesti.

«È un giocatore che ha fatto tanti ruoli, che ha molta esperienza. Questo bagaglio gli permette di arrivare prima a scegliere quello che l'allenatore gli chiede», ha affermato.

Il tecnico, però, non considera acquisita alcuna posizione. La continuità di rendimento deve essere accompagnata da un impegno costante durante gli allenamenti, senza distinzioni tra titolari e riserve.

«Voglio che tutti i giocatori, specialmente quelli che si sentono oggi titolari, corrano più di quelli che oggi non stanno giocando, per potersi tenere stretto il loro posto. Ve lo assicuro. Altrimenti io ho la possibilità di poter cambiare».

Parole che ribadiscono un principio fondamentale nella gestione della squadra: il posto in formazione si conquista quotidianamente e nessuno può permettersi di abbassare il livello di attenzione.

Monteiro, una risorsa per più ruoli offensivi

Con le condizioni di Gubbels e Stulic ancora da verificare, anche Monteiro può rappresentare una soluzione da prendere in considerazione. Di Francesco ha chiarito, tuttavia, che un eventuale impiego da centravanti sarebbe soprattutto una scelta dettata dalle necessità.

Il giocatore deve ancora completare il proprio percorso di adattamento al campionato e al sistema di gioco del Lecce. Il lavoro riguarda soprattutto i tempi dei movimenti offensivi: capire quando attaccare la profondità e quando, invece, venire incontro per ricevere il pallone.

Le qualità fisiche, comunque, non mancano. Il tecnico ha evidenziato la velocità e la disponibilità del ragazzo, sottolineando come possa ricoprire diversi ruoli nel reparto avanzato.

«È un giocatore che può coprire tanti ruoli davanti», ha spiegato Di Francesco, che ha riconosciuto anche la propria responsabilità nel metterlo nelle condizioni migliori per esprimere il suo potenziale.

La lezione di Milano: aggressività sì, ma con equilibrio

Uno dei passaggi più significativi della conferenza riguarda la sconfitta contro il Milan e le critiche sulla risposta mentale del Lecce dopo aver subito il primo gol.

Di Francesco non rinnega l'impostazione della propria squadra. Al contrario, difende l'importanza del pressing alto, considerato uno strumento essenziale per recuperare palloni in zone avanzate e mettere in difficoltà gli avversari. Allo stesso tempo, riconosce che l'aggressività deve essere accompagnata dalla capacità di leggere le situazioni e adattarsi all'andamento della partita.

«Ci sono partite dentro le partite, bisogna capire cosa si vuole. Se noi vogliamo essere più accorti, allora spesso mi chiedono coraggio e dopo mi chiedono di essere accorto», ha osservato.

L'allenatore è tornato sull'azione che ha portato al gol del Milan, evidenziando come il Lecce fosse disposto con tutti gli uomini sotto la linea della palla, ma non sia riuscito a coprire adeguatamente la profondità. Una situazione nella quale la qualità dell'avversario ha avuto un peso determinante, senza cancellare la possibilità di fare meglio.

Il dato che Di Francesco rivendica riguarda però anche quanto accaduto nei minuti precedenti: durante la fase iniziale di pressione alta, il Milan aveva faticato ad affacciarsi nell'area giallorossa.

Per il tecnico, dunque, il problema non è scegliere una volta per tutte tra pressing e prudenza, ma imparare a riconoscere il momento giusto per adottare ciascun atteggiamento.

«Non lo puoi fare per 90 minuti, però l'idea di poter far male agli avversari, di recuperare palla alta ed essere più pericolosi deve essere nel nostro DNA».

La squadra deve saper alternare aggressione e attesa, mantenendo sempre distanze corrette tra i reparti. «Prediligo, mi piacerebbe sempre vedere una squadra più corta e alta, perché se io vado a pressare alto non posso stare basso», ha aggiunto.

È proprio l'equilibrio tra intensità e organizzazione a rappresentare uno degli aspetti sui quali il Lecce è chiamato a crescere. Anche un errore individuale o una giocata di grande qualità dell'avversario possono cambiare il volto di una partita, ma l'obiettivo resta ridurre al minimo le disattenzioni e conservare la propria identità.

Lecce, contro il Bologna serve una risposta completa

La vigilia lascia aperti alcuni interrogativi sulla formazione, soprattutto in attacco, dove le ultime valutazioni sulle condizioni fisiche saranno decisive. Di Francesco, però, può contare su un gruppo che ha lavorato con intensità durante la sosta e su una rosa nella quale diversi giocatori stanno cercando di guadagnare spazio.

Contro il Bologna serviranno attenzione tattica, capacità di gestire i momenti della gara e personalità nell'imporre il proprio gioco. La squadra emiliana ha qualità sufficienti per sfruttare ogni errore e per mettere in difficoltà i giallorossi, anche attraverso i movimenti tra le linee e la pericolosità degli esterni.

Il Lecce dovrà quindi trovare il giusto equilibrio tra aggressività e prudenza, senza rinunciare all'identità che il suo allenatore vuole costruire.

Il messaggio di Di Francesco alla vigilia è soprattutto una richiesta di concretezza: il lavoro svolto durante la pausa dovrà tradursi in una prestazione convincente. Perché, al di là delle scelte di formazione e delle condizioni dei singoli, la priorità è una sola: partire forte e affrontare il Bologna senza sottovalutarne il potenziale.

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