Tamburellisti di Torre Paduli, il cuore della tradizione batte a San Rocco
di Davide Tommasi
Torre Paduli celebra la sua identità
TORRE PADULI – SAN ROCCO, LA GRANDE FESTA DELLA COMUNITÀ: IL LAVORO DEL COMITATO PRESIEDUTO DA ANTONIO CARRARA AL CENTRO DI UNA SERATA INDIMENTICABILE
Dietro una festa capace di richiamare migliaia di pellegrini e visitatori c’è soprattutto il lavoro silenzioso, appassionato e instancabile di una squadra. A Torre Paduli questo lavoro porta il nome del Comitato San Rocco, presieduto da Antonio Carrara, che ancora una volta ha saputo guidare con impegno e grande senso di responsabilità l’organizzazione di uno degli appuntamenti più importanti e sentiti dalla comunità.
Mesi di preparazione, incontri, programmazione, collaborazione con le istituzioni, coordinamento dei volontari e attenzione a ogni dettaglio hanno permesso di trasformare la festa di San Rocco in una grande celebrazione di fede, tradizione, musica e identità popolare.
Un risultato che va riconosciuto innanzitutto ad Antonio Carrara e a tutta la sua squadra, protagonisti di un lavoro spesso lontano dai riflettori ma indispensabile per consentire alla comunità di vivere pienamente i giorni della festa.
Il Comitato San Rocco ha rappresentato il cuore organizzativo della manifestazione, lavorando in sinergia con l’Amministrazione comunale, il Santuario, le associazioni, i volontari e tutte le realtà che hanno contribuito alla riuscita dell’evento.
Un impegno che merita attenzione e visibilità perché una festa così importante non nasce in una sola sera: si costruisce giorno dopo giorno, attraverso la dedizione di uomini e donne che mettono tempo, energie e passione al servizio della propria comunità.
A fare gli onori di casa, insieme al presidente del Comitato San Rocco Antonio Carrara, sono stati il sindaco di Ruffano Antonio Rocco Cavallo e i rappresentanti della comunità, che hanno voluto ringraziare associazioni, volontari, comitato organizzatore e quanti hanno lavorato per mesi alla realizzazione dell’evento.
Una macchina organizzativa al servizio della tradizione
«È una festa che si prepara nei mesi antecedenti – è stato sottolineato dal palco – lavorando in sinergia tra amministrazione comunale, comitato e santuario di San Rocco».
È proprio questa sinergia ad aver consentito di mantenere viva una manifestazione che rappresenta un autentico patrimonio identitario.
Il Comitato San Rocco, sotto la guida di Antonio Carrara, ha avuto un ruolo determinante nel coordinare questo percorso, mettendo insieme le diverse energie della comunità e accompagnando ogni fase dell’organizzazione.
Il valore del lavoro svolto dal presidente e dalla sua squadra emerge ancora di più considerando la dimensione raggiunta dalla festa: migliaia di persone hanno raggiunto Torre Paduli per partecipare ai momenti religiosi e alle iniziative della tradizione, fino alla grande serata musicale in Largo San Rocco.
Non soltanto spettacolo, dunque, ma un progetto costruito con pazienza e responsabilità.
Antonio Carrara e il Comitato San Rocco hanno saputo custodire la festa senza perdere di vista ciò che la rende autentica: la fede, il senso di appartenenza e il legame profondo con la storia di Torre Paduli.
TORRE PADULI – Una serata all’insegna della tradizione, della fede e della musica popolare ha animato Largo San Rocco, cuore pulsante dei festeggiamenti dedicati a San Rocco. Migliaia di pellegrini e visitatori hanno partecipato nei giorni della festa a uno degli appuntamenti più sentiti dalla comunità, culminato con il concerto dei Tamburellisti di Torre Paduli.
A fare gli onori di casa, insieme al presidente del Comitato San Rocco Antonio Carrara, sono stati il Sindaco di Ruffano Antonio Rocco Cavalloe i rappresentanti della comunità, che hanno voluto ringraziare associazioni, volontari, comitato organizzatore e quanti hanno lavorato per mesi alla realizzazione dell’evento.
«È una festa che si prepara nei mesi antecedenti – è stato sottolineato dal palco – lavorando in sinergia tra amministrazione comunale, comitato e santuario di San Rocco». Un impegno che, anno dopo anno, permette di custodire un appuntamento considerato patrimonio identitario della comunità.
Particolare rilievo è stato dato proprio ai Tamburellisti di Torre Paduli, definiti veri e propri ambasciatori del territorio. Il loro tamburello, le melodie e i canti della tradizione portano infatti il nome di Torre Paduli ben oltre i confini del Salento, contribuendo alla conoscenza della cultura musicale locale anche a livello nazionale e internazionale.La piazza di Largo San Rocco, inoltre, non è stata scelta casualmente. È qui che affondano le radici di una tradizione antichissima, quella legata alla festa di San Rocco e alla musica del tamburello. Una tradizione che, come è stato ribadito durante la serata, non può essere semplicemente riprodotta altrove: «Si vive solo qui».
Una festa tra fede e identità
Il successo della manifestazione, secondo gli organizzatori, va oltre i numeri. La festa di San Rocco continua infatti ad attirare migliaia di persone anche senza il sostegno di grandi campagne promozionali o della visibilità delle televisioni nazionali.A renderla speciale sono soprattutto la fede, il pellegrinaggio e il forte legame con la storia della comunità. «Questa festa è unica», è stato ricordato dal palco, sottolineando la necessità di conservarne l’autenticità e di evitare che la tradizione venga snaturata.Il sindaco ha espresso orgoglio non soltanto nel suo ruolo istituzionale, ma anche come cittadino di questa terra, ringraziando i fedeli, il Comitato San Rocco e tutti i musicisti e volontari coinvolti.
La piazza diventa un grande palco
Poi spazio alla musica. I Tamburellisti di Torre Paduli hanno trasformato Largo San Rocco in un grande palcoscenico a cielo aperto, coinvolgendo il pubblico con pizziche, tarantelle, canti popolari e momenti di improvvisazione.Sul palco si sono alternati musicisti, cantanti e ballerine, in un intreccio tra strumenti tradizionali e sonorità contemporanee. Il tamburello è rimasto il protagonista assoluto, accompagnato da violino, fisarmonica, chitarra, mandola, percussioni ed elettronica.
Tra gli ospiti anche il coro delle Donne Pie, diretto da Gabriele Cacciatore, coinvolto in un percorso di ricerca dedicato ad alcuni canti della tradizione e della Passione. Un esperimento che ha unito ricerca musicale, memoria popolare e nuove forme di interpretazione.Il tamburello tra tradizione e innovazione.Uno degli obiettivi dichiarati dai Tamburellisti è proprio quello di trasformare uno strumento tradizionale in uno strumento capace di dialogare con il presente.Durante il concerto il tamburello è stato affiancato da percussioni contemporanee e da diversi strumenti, dimostrando come la tradizione possa continuare a evolversi senza perdere il proprio legame con le radici.Un momento particolarmente applaudito è stato quello dedicato al maestro Donato Nuzzo e al tamburello progressivo, seguito dall’esibizione di Rocco Luca, presentato come grande costruttore e interprete dello strumento.
Il saluto a Pierpaolo De Giorgi, fondatore dei Tamburellisti
Tra i momenti più emozionanti della serata c’è stato anche il saluto a Pierpaolo De Giorgi, fondatore dei Tamburellisti di Torre Paduli, che non ha potuto essere presente al concerto per motivi personali.Dal palco è arrivato un pensiero affettuoso, accompagnato dall’applauso del pubblico. Un’assenza che non ha impedito a De Giorgi di essere idealmente presente in una serata dedicata alla storia, all’identità e all’evoluzione del gruppo.Il suo nome è legato alla nascita e al percorso dei Tamburellisti e alla valorizzazione della musica popolare salentina. Per questo il saluto ha assunto un significato particolare: un ponte tra le radici del gruppo e il cammino che continua oggi.
Gioele Nuzzo svela al pubblico il linguaggio del ritmo
Uno dei momenti più originali e coinvolgenti è stato quello affidato al direttore artistico Gioele Nuzzo, che ha scelto di portare il pubblico dentro il cuore stesso della musica.Non una semplice esibizione, ma una vera dimostrazione. Nuzzo ha spiegato, attraverso i gesti delle mani e i segnali ritmici, come i musicisti possano comunicare tra loro durante l’esecuzione e guidare l’improvvisazione.Poi ha coinvolto direttamente la piazza.Un gesto, una risposta del pubblico.Un altro gesto, un nuovo battito. Fino a costruire, insieme, una vera trama ritmica.
Centinaia di spettatori hanno seguito le indicazioni del direttore artistico, battendo le mani e rispondendo ai suoi segnali. La piazza è diventata così parte dell’orchestra.È stato un momento semplice ma di grande forza, perché ha reso visibile ciò che normalmente accade sul palco: il ritmo non è soltanto un suono, ma anche un linguaggio fatto di ascolto, gesti, attenzione e partecipazione.Nuzzo ha dimostrato così, con il corpo prima ancora che con le parole, come il tamburello possa diventare uno strumento di comunicazione collettiva.Per qualche minuto non c’erano più soltanto musicisti e spettatori.C’era un’unica comunità che batteva lo stesso ritmo.Ed è forse questa l’immagine più bella della serata di San Rocco: il pubblico che non guarda semplicemente la tradizione, ma entra dentro la tradizione e la fa vivere insieme ai musicisti.
Il gran finale tra applausi e “Larilòllala”
Dopo oltre due ore di musica, danza e partecipazione, la serata si è avviata verso il gran finale con tutti gli artisti riuniti sul palco.Il pubblico ha accompagnato il gruppo nel celebre ritornello di “Larilò”, trasformando ancora una volta Largo San Rocco in un’unica grande voce.Il saluto finale è stato affidato ai ringraziamenti rivolti ai tecnici, ai musicisti, agli organizzatori, ai volontari e a tutta la comunità di Torre Paduli.Con l’ultimo applauso si è chiusa una nuova edizione della festa di San Rocco, ma non il legame della comunità con una tradizione che continua a vivere attraverso la musica, la danza e la partecipazione popolare.A Torre Paduli, il tamburello continua così a battere il ritmo della memoria e dell’identità salentina.
Viva San Rocco. Viva Torre Paduli. Viva i Tamburellisti e viva la musica popolare salentina.
Un palco pieno di energia
La serata ha visto protagonisti, tra gli altri, Donato Nuzzo al tamburello, Rocco Luca, Valentina Cariulo al violino, Luca Bovino alle percussioni, Anna Costa alla voce, Alessandro Ferrari alle corde, Gioele Nuzzo e numerosi altri artisti e collaboratori.Spazio anche alle danzatrici, che hanno avuto un ruolo importante all’interno dello spettacolo, regalando al pubblico momenti di eleganza, energia ed emozione. Le esibizioni hanno visto protagoniste Chiara Sergi, Serena Pellegrino, Enrica Sparascio, Daniela Errico e Milena Chiarillo, insieme alle giovani allieve coinvolte nello spettacolo, che hanno portato sul palco entusiasmo, passione e la freschezza tipica di chi vive la danza con grande trasporto.
Un momento particolarmente apprezzato è stato quello che ha visto protagonista Daniela Errico, la cui esibizione ha contribuito in maniera significativa ad arricchire e valorizzare il programma della serata. Con la sua presenza e la sua sensibilità artistica, Daniela ha saputo catturare l’attenzione del pubblico, inserendosi con naturalezza all’interno di un percorso dedicato alla danza e alle sue molteplici forme espressive.
La partecipazione di Daniela Errico ha rappresentato un ulteriore elemento di valore per lo spettacolo, contribuendo a creare un’atmosfera coinvolgente e a sottolineare quanto la danza possa essere non soltanto una disciplina artistica, ma anche uno strumento capace di trasmettere emozioni, raccontare storie e mettere in comunicazione interpreti e pubblico.
Accanto a lei, anche Chiara Sergi, Serena Pellegrino, Enrica Errico e Milena Chiarillo hanno offerto il proprio contributo, dando vita a esibizioni che hanno impreziosito la serata e confermato l’importanza di riservare uno spazio significativo alle arti performative. La varietà delle presenze e degli stili ha permesso di costruire un momento dinamico e articolato, nel quale ogni danzatrice ha potuto esprimere la propria personalità e il proprio modo di vivere la danza.
A rendere ancora più speciale questo momento è stata inoltre la presenza delle giovani allieve, coinvolte nello spettacolo e chiamate a condividere l’emozione del palcoscenico. Per loro si è trattato di un’occasione importante per mettersi alla prova, mostrare il lavoro svolto durante il percorso di formazione e vivere l’esperienza di uno spettacolo davanti al pubblico. La loro partecipazione ha aggiunto entusiasmo e spontaneità alla serata, creando un piacevole dialogo tra le diverse generazioni di danzatrici.
Nel complesso, la presenza delle danzatrici ha contribuito a rendere lo spettacolo ancora più completo e coinvolgente. Un insieme di esibizioni che ha valorizzato il talento, la dedizione e la passione di tutte le protagoniste, con una particolare attenzione a Daniela Errico, il cui contributo ha rappresentato uno dei momenti significativi della serata. Un’occasione, dunque, per celebrare la danza in tutte le sue sfumature e per dare visibilità sia alle interpreti già affermate sia alle giovani allieve che stanno costruendo, passo dopo passo, il proprio percorso artistico.A Torrepaduli, però, il tamburello non è soltanto musica.È memoria, appartenenza, devozione e futuro.È il ritmo di una comunità che continua a riconoscersi nelle proprie radici e che, attraverso la pizzica, riesce ancora oggi a far ballare un'intera piazza.Viva San Rocco. Viva Torrepaduli. Viva il Salento.Viva San Rocco. Viva Torre Paduli. Viva i Tamburellisti e viva la musica popolare salentina.