3°Festival delle Competenze, Calimera celebra persone, lavoro, cultura e talento
di Davide Tommasi
Una serata tra memoria, riconoscimenti e futuro
CALIMERA – Una comunità può raccontarsi in molti modi: attraverso le sue piazze, le sue tradizioni, i suoi monumenti, le sue attività economiche. Ma può farlo soprattutto attraverso le persone che, con il proprio lavoro, la propria professionalità, la propria creatività e il proprio impegno, ne costruiscono quotidianamente l'identità.
È stato questo il filo conduttore del Festival delle Competenze, andato in scena il 19 settembre 2026 a Calimera: una manifestazione capace di riunire sullo stesso palco sport, cultura, istruzione, spettacolo, giovani talenti, imprese, attività storiche e rappresentanti delle istituzioni.
Una serata pensata non soltanto come appuntamento di intrattenimento, ma come momento di valorizzazione del patrimonio umano, professionale ed economico del territorio.
La manifestazione è stata curata nei minimi dettagli, dalla pianificazione alla gestione tecnica e organizzativa, da Best Production di Salvatore Mauro, realtà specializzata nella progettazione, gestione e creazione di eventi. L'iniziativa si è svolta con il patrocinio del Comune di Calimera e dell'associazione ALI Calimera.
Sul palco una comunità intera
A guidare il pubblico durante la serata sono stati Fabrizio Aprile e Alessia Cuppone, protagonisti di una conduzione che ha accompagnato i diversi momenti del programma, alternando interventi istituzionali, premiazioni, musica e spettacolo.
Ad aprire la manifestazione è stata la scuola di danza Giselle, dando immediatamente alla serata una forte connotazione legata alla formazione e alla cultura.
Una scelta tutt'altro che casuale. Danza, musica, sport e attività culturali rappresentano infatti, soprattutto per i più giovani, luoghi di crescita nei quali si imparano disciplina, responsabilità, rispetto, creatività e capacità di stare insieme.
Da qui il significato più ampio del Festival: mettere in relazione il mondo della formazione con quello del lavoro, dell'impresa, dello sport e della cultura.
Le Eccellenze Calimeresi: quando il riconoscimento diventa patrimonio della comunità
Uno dei momenti più sentiti è stato quello dedicato ai Premi Eccellenze Calimeresi, riconoscimenti destinati a persone che hanno costruito percorsi significativi nei diversi settori della vita sociale e professionale.
Per lo sport, il riconoscimento è andato a Luigi Dimitri, direttore sportivo nel calcio di alto livello. A consegnare il premio è stato l'assessore allo Sport del Comune di Calimera, Alessandro De Santis.
Il riconoscimento ha rappresentato l'occasione per sottolineare il valore dello sport non soltanto come attività agonistica, ma come strumento educativo e sociale. Dietro una carriera sportiva e dietro il lavoro di chi organizza e dirige una realtà sportiva esistono infatti competenze, sacrifici, responsabilità e capacità di costruire relazioni.
Altrettanto significativo il Premio Cultura e Istruzione, assegnato alla dirigente scolastica professoressa Elisabetta Dell'Atti e consegnato dall'assessore all'Istruzione e Welfare Alessandra Mazzei.
Un riconoscimento che ha posto al centro il ruolo della scuola nella costruzione del futuro. L'istruzione non è soltanto trasmissione di conoscenze: è formazione della persona, costruzione di consapevolezza, preparazione alle sfide professionali e sociali.
Premiare chi opera nella scuola significa dunque riconoscere un lavoro che spesso si sviluppa lontano dai riflettori, ma che incide profondamente sulla crescita delle nuove generazioni.
Giovani, talenti e nuove professionalità
Il Festival ha riservato ampio spazio anche alle nuove energie creative e professionali.
Il Premio Spettacolo e Giovani Emergenti ha coinvolto Antonio Castrignanò, Emanuele Castrignanò e Giorgio Castrignanò, protagonisti di percorsi legati alla musica e alla cultura popolare.
A consegnare il riconoscimento è stato il sindaco di Calimera Giuseppe Mattei, in un momento che ha sottolineato il valore della musica popolare come elemento identitario e culturale.
Il nome di Antonio Castrignanò, in particolare, rappresenta una dimensione artistica capace di portare la tradizione salentina oltre i confini locali, mentre il riconoscimento rivolto ai giovani talenti ha voluto evidenziare l'importanza di offrire alle nuove generazioni occasioni concrete per esprimere capacità e professionalità.
Il Premio Talenti 2026 è stato invece assegnato a Cristiano Colella, informatico ed esperto di cybersecurity.
A consegnarlo è stata l'assessore del Comune di Calimera Antonella Bray.
È un riconoscimento che porta sul palco una competenza appartenente a un settore particolarmente attuale: quello dell'informatica e della sicurezza digitale. Una professionalità che racconta una generazione cresciuta in un mondo nel quale tecnologia, innovazione e protezione dei dati sono diventate componenti fondamentali della vita quotidiana e del mondo del lavoro.
Il talento, tuttavia, non nasce soltanto dalla capacità individuale. Ha bisogno di studio, formazione, opportunità e possibilità di confronto. Ed è proprio in questo spazio che il Festival ha scelto di collocare i giovani.
La musica accende la serata
Lo spettacolo è stato parte integrante dell'intera manifestazione.
Sul palco si sono alternati Malfattori in duo, Gianpaolo Viva e Sabina Blasi, insieme a Francesco Di Siena, accolto con grande entusiasmo dal pubblico e presentato nel corso della serata come vincitore di The Voice Senior.
Momento particolarmente atteso è stato il live di Massimo Di Cataldo, che ha coinvolto il pubblico fino alla standing ovation finale.
La musica non è stata semplicemente un intervallo tra una premiazione e l'altra. Ha costituito uno dei linguaggi attraverso i quali il Festival ha raccontato la comunità, creando un collegamento naturale tra cultura, spettacolo e partecipazione.
A chiudere la serata è tornata protagonista la danza, insieme al duo Palma-Chittano e agli artisti coinvolti nella manifestazione.
Le attività storiche: la memoria economica di Calimera
Uno dei capitoli più significativi del Festival è stato quello dedicato alle attività storiche, realtà che rappresentano una parte della memoria economica e commerciale del territorio.
La premiazione si è sviluppata in due momenti e ha consentito di riportare sotto i riflettori attività che, attraverso gli anni, hanno accompagnato la vita quotidiana di generazioni di cittadini.
A spiegare il significato dell'iniziativa è stato Fabrizio Aprile, presidente di ALI Calimera, che ha illustrato anche il percorso attraverso il quale sono state individuate le attività premiate.
La selezione, è stato spiegato, è stata effettuata insieme a Federaziende, attraverso lo sportello attivo a Calimera presso il Comune nell'ambito della convenzione esistente, sulla base delle domande presentate dalle attività interessate e dei criteri stabiliti dalla Regione Puglia, come riportato anche sulle targhe consegnate ai premiati.
Un passaggio importante perché il riconoscimento di attività storica non rappresenta soltanto un omaggio simbolico: dietro ogni insegna ci sono anni di lavoro, famiglie, generazioni, trasformazioni del mercato e rapporto quotidiano con la comunità.
Tra i primi riconoscimenti, particolarmente significativo quello ritirato dai figli Luigi e Lena, a testimonianza di una continuità familiare e professionale che guarda anche al futuro. Lena, inoltre, ha recentemente intrapreso una nuova esperienza imprenditoriale con l'apertura a Calimera del centro benessere Charme, aggiungendo un nuovo capitolo alla storia familiare.
Tra le attività premiate figurano inoltre Macelleria Collela Riccardo, Dierre Arredamenti, Brixia e Codardo Luigi.
Nel secondo gruppo sono state riconosciute Emmedue, Tommasi Giuseppa, Pizza Ricambi, Celeste Passabi', Flower Srl di Molfetta, Caffè Vittoria La Rina e Antica Gelateria Fiore di Veglie.
La seconda parte delle premiazioni ha visto protagoniste Santese Materiale Idraulico, Macelleria Francesco Scarcia, Di Donfrancesco Antonio, Macelleria Carni Equine Perrone Rosario, Barbiere Antonio Silio, Rosato Antonia, Bar Ristorante Le Bionde di San Foca, Piante e Fiori Marzia Bruno, Il Forno di Nonna Lucia di Walter De Simone e Scazzio Armando.
E poi, nel finale, un riconoscimento particolarmente applaudito dal pubblico: quello al barbiere uomo Fabrizio Aprile, arrivato a celebrare i suoi 33 anni di attività.
Un applauso che ha avuto il valore di un riconoscimento collettivo, perché le attività storiche non sono soltanto esercizi commerciali. Sono luoghi che entrano nella memoria di una comunità, diventano punti di riferimento e finiscono per essere associati a volti, famiglie e momenti della vita quotidiana.
Durante le premiazioni si è alternata anche la presenza della presidente del Consiglio comunale, avvocata Alessandra Fazzi.
Il valore di un'attività storica
Dietro la definizione di "attività storica" non c'è soltanto il numero degli anni trascorsi dall'apertura.
C'è una famiglia che ha lavorato, un mestiere trasmesso, clienti diventati nel tempo volti familiari, periodi di crescita e momenti difficili.
Ci sono trasformazioni economiche, cambiamenti nelle abitudini dei consumatori, innovazioni tecnologiche e nuove modalità di fare impresa.
Una bottega, un negozio, un laboratorio artigiano o un'attività commerciale possono così diventare parte integrante del patrimonio sociale di un paese.
Premiare queste realtà significa ricordare il passato, ma anche riconoscere la capacità di adattarsi al presente.
La memoria economica diventa quindi memoria collettiva.
Il Premio alle imprese: il presente produttivo del territorio
Accanto alle attività storiche, il Festival ha guardato al presente attraverso il Premio alle Imprese, dedicato alle realtà produttive e professionali.
A consegnare il riconoscimento è stato il vicesindaco di Calimera e consigliere provinciale Brizio Maggiore, figura istituzionale con una consolidata esperienza amministrativa e professionale.
Il premio è stato assegnato a Nicola Delle Donne, imprenditore edile e presidente di Confindustria Lecce.
Nel suo intervento Delle Donne ha voluto attribuire al riconoscimento un significato profondamente personale, dedicandolo al figlio Luca, prematuramente scomparso, e alla propria famiglia, con un pensiero particolare alla moglie e a tutti coloro che gli sono stati accanto nel percorso umano e professionale.
È stato uno dei momenti più intensi della serata, nel quale il riconoscimento professionale si è trasformato in un messaggio personale e familiare.
Perché dietro un'impresa non ci sono soltanto bilanci, cantieri, investimenti e risultati. Ci sono persone, sacrifici, responsabilità, famiglie e storie personali.
Tra i riconoscimenti dedicati al mondo produttivo anche quello alle eccellenze delle imprese calimerine, con riferimento a Edil COS Srl, e quello legato alla notorietà nazionale per Paolo Ingrosso Srl.
Sono esempi di come un'attività nata e radicata in un territorio possa sviluppare competenze, relazioni e capacità operative capaci di oltrepassare i confini locali.
Cultura ed economia: due mondi che si incontrano
Uno degli elementi più interessanti della manifestazione è stato proprio il tentativo di mettere insieme mondi che spesso vengono raccontati separatamente.
Da una parte scuola, cultura, sport e spettacolo.
Dall'altra imprese, commercio, artigianato, professionisti e attività produttive.
Al centro, le persone.
Il Festival ha mostrato come la crescita di una comunità possa essere letta attraverso molte dimensioni contemporaneamente.
La scuola forma.
Lo sport educa e aggrega.
La cultura costruisce identità.
Lo spettacolo crea partecipazione.
Le imprese generano lavoro e professionalità.
Le attività storiche custodiscono memoria ed esperienza.
Festival delle Competenze, tutti gli interventi: istituzioni, imprese, formazione e territorio al centro della serata
Fabrizio Aprile: Presidente ASS. ALI CALIMERA «Le competenze sono il patrimonio vivo della comunità»
Ad aprire il percorso ideale della manifestazione sarà Fabrizio Aprile, presidente di ALI Calimera, che nel progetto assume un ruolo centrale nella valorizzazione del tessuto locale.
Il suo intervento si è concentrato sul significato del Festival e sulla necessità di riconoscere il valore delle persone che, attraverso il proprio lavoro e le proprie capacità, contribuiscono quotidianamente alla vita economica e sociale del paese.
Il concetto di competenza viene quindi interpretato in senso ampio: non soltanto professionalità, ma anche esperienza, passione, creatività e capacità di costruire relazioni.
Nel suo intervento Aprile ha posto l'accento sul rapporto tra territorio e persone, evidenziando come la crescita di una comunità passi anche dalla capacità di riconoscere pubblicamente chi produce valore.
Il Festival diventa così uno strumento per dare visibilità a esperienze che spesso rimangono lontane dai riflettori, ma che costituiscono la struttura portante della vita quotidiana di Calimera.
Francesco Lefons vice presidente ASS. ALI CALIMERA : il valore della rete territoriale
Un altro contributo importante e’ stato quello del vicepresidente Francesco Lefons, chiamato a rappresentare la dimensione associativa e il rapporto tra le diverse realtà che compongono il tessuto economico e sociale.
Il suo intervento si inserisce nella riflessione sul valore della collaborazione.
In un territorio composto da piccole e medie attività, imprese familiari, professionisti e realtà associative, la capacità di fare rete può rappresentare una risorsa fondamentale.
Lefons ha sottolineato quindi l'importanza di creare occasioni di confronto e di promozione per le attività locali, mettendo in relazione le esperienze consolidate con quelle più giovani.
La forza di un territorio, infatti, non dipende soltanto dalla presenza delle singole imprese, ma anche dalla possibilità che queste realtà dialoghino tra loro e costruiscano percorsi comuni.
Il Festival delle Competenze nasce proprio in questa prospettiva: mettere le persone sullo stesso palco, facendo emergere la ricchezza di un sistema nel quale ogni attività può rappresentare un tassello della comunità.
Simona De Lumè Presidente FEDERAZIENDE dal territorio alla dimensione nazionale
A portare una prospettiva più ampia e’ stata data da Simona De Lumè, presidente nazionale di Federaziende.
Il suo intervento ha consentito di collegare la realtà di Calimera al quadro più generale nel quale operano oggi imprese e attività produttive.
Il riconoscimento delle competenze locali può infatti diventare anche uno strumento per raccontare un modello economico fatto di piccole imprese, professionalità e capacità imprenditoriale.
La dimensione nazionale assume particolare rilevanza in un momento nel quale molte attività locali sono chiamate a confrontarsi con mercati sempre più estesi.
Essere radicati nel territorio non significa necessariamente rimanere confinati a una dimensione locale. Al contrario, identità, qualità e competenze possono diventare elementi attraverso i quali un'impresa costruisce la propria reputazione anche al di fuori del territorio di origine.
La presenza della presidente nazionale di Federaziende sottolinea quindi il valore del collegamento tra realtà locali e dimensione nazionale.
Un rapporto nel quale le piccole imprese possono trovare occasioni di rappresentanza, confronto e crescita.
Giuseppe Mattei SINDACO DI CALIMERA: istituzioni e comunità davanti alle nuove sfide
Particolare rilievo ha avuto anche l'intervento del sindaco di Calimera Giuseppe Mattei.
Il primo cittadino ha portato nel corso della serata il punto di vista dell'amministrazione comunale, sottolineando il valore delle realtà che contribuiscono alla vita economica, culturale e sociale del paese.
Per un'amministrazione, valorizzare il territorio significa infatti non soltanto promuoverne i luoghi e le tradizioni, ma anche riconoscere le persone e le attività che quotidianamente ne sostengono il tessuto sociale.
Nel suo intervento Mattei ha affrontato il tema del rapporto tra istituzioni, cittadini e mondo produttivo, con uno sguardo rivolto alle prospettive future di Calimera.
Il Festival può diventare, in questo senso, un momento di dialogo pubblico nel quale l'amministrazione incontra le diverse componenti della comunità e riconosce il contributo di chi opera nel territorio.
Dalla cultura all'impresa, dalla scuola allo sport, il messaggio è quello di una comunità che ha bisogno di mettere in relazione le proprie energie per affrontare le trasformazioni economiche e sociali.
Brizio Maggiore VICE SINDACO COMUNE DI CALIMERA : il ruolo delle attività produttive
Sul rapporto tra economia locale e amministrazione si ‘ concentrato anche l'intervento del vicesindaco Brizio Maggiore.
Il tema delle attività produttive rappresenta infatti uno degli assi portanti della manifestazione.
Commercio, artigianato, servizi e imprese rappresentano una parte fondamentale della vita quotidiana di un paese. Non sono soltanto luoghi nei quali si producono beni o si offrono servizi, ma anche spazi di relazione.
Il vicesindaco ha evidenziato il valore delle attività che hanno saputo mantenere una presenza costante nel tempo e, allo stesso tempo, l'importanza di sostenere le nuove realtà imprenditoriali.
In questa prospettiva, il riconoscimento delle attività storiche assume un significato particolare.
Premiare chi è presente da molti anni significa valorizzare la memoria economica del paese; sostenere i nuovi imprenditori significa invece creare le condizioni per costruire la prossima fase della storia produttiva di Calimera.
Antonella Bray ASSESSORE ATTIVITA’ PRODUTTIVE COMUNE DI CALIMERA : attività produttive, commercio e futuro del territorio
A portare il punto di vista dell'amministrazione comunale sul mondo delle attività produttive sarà l'assessore alle Attività Produttive del Comune di Calimera, Antonella Brauìy.
Il suo intervento e’ stato dedicato al ruolo che commercio, artigianato, imprese e servizi svolgono nella vita quotidiana della comunità. Realtà che non rappresentano soltanto una componente dell'economia locale, ma costituiscono anche luoghi di relazione, di incontro e di partecipazione alla vita del paese.
Bray ha posto l'attenzione sull'importanza di mantenere un dialogo costante tra amministrazione comunale, operatori economici e cittadini, creando occasioni nelle quali le esigenze del territorio possano incontrarsi con le capacità e le competenze di chi ogni giorno lavora e investe a Calimera.
Particolare attenzione e’ stata dedicata alle attività storiche, protagoniste della serata. Il loro riconoscimento rappresenta un modo per valorizzare non soltanto gli anni di attività, ma anche le persone, le famiglie e le generazioni che hanno contribuito a costruire la memoria economica del paese.
Accanto alla storia c'è però anche il futuro. Sostenere le nuove attività, favorire l'iniziativa imprenditoriale e creare condizioni favorevoli per chi decide di investire sul territorio significa contribuire alla costruzione di nuove opportunità.
L'intervento dell'assessore Brauìy si e’ inserito quindi nel percorso del Festival attraverso una riflessione sul rapporto tra attività produttive e comunità, sottolineando come dietro ogni impresa ci siano competenze, professionalità, sacrifici e persone che rappresentano una risorsa per l'intero territorio.
Alessandra Mazzei: istruzione, welfare e centralità delle persone
A completare il quadro degli interventi istituzionali e’ stato quello di Alessandra Mazzei, assessore all'Istruzione e Welfare del Comune di Calimera.
Il suo contributo ha portato l'attenzione sulla dimensione educativa e sociale della comunità, mettendo al centro la scuola, i giovani, le famiglie e le persone che vivono quotidianamente il territorio.
Il tema delle competenze è infatti strettamente legato all'istruzione. È attraverso la formazione e i percorsi educativi che ragazze e ragazzi possono sviluppare conoscenze, capacità, creatività e consapevolezza delle proprie potenzialità.
La scuola rappresenta quindi uno dei luoghi fondamentali nei quali si costruisce il futuro di una comunità. Valorizzare l'istruzione significa investire nelle nuove generazioni e creare le condizioni affinché ogni giovane possa trovare il proprio spazio e sviluppare i propri talenti.
Accanto alla formazione, l'intervento di Mazzei ha posto l'attenzione anche sul welfare e sulla necessità di una comunità capace di prendersi cura delle persone, sostenere le famiglie e rafforzare i legami sociali.
Istruzione e welfare diventano così due dimensioni complementari: da una parte la crescita delle competenze e delle opportunità, dall'altra l'attenzione alle persone e alle loro necessità.
Il Festival delle Competenze rappresenta, in questa prospettiva, anche un'occasione per ricordare che il valore di un territorio non si misura soltanto attraverso la sua capacità produttiva, ma anche attraverso la qualità delle relazioni, la formazione dei giovani e la capacità della comunità di non lasciare indietro nessuno.
Il contributo dell'assessore Mazzei si e’ inserito quindi nel racconto di una Calimera che guarda al futuro partendo dalle persone, dalla scuola, dall'educazione e dalla costruzione di una comunità sempre più attenta e inclusiva.I giovani portano nuove competenze e nuovi linguaggi. È in questo intreccio che il territorio trova una parte della propria forza.
Il ruolo delle istituzioni e dell'associazionismo
La serata ha rappresentato anche un momento di incontro tra istituzioni, associazioni e mondo produttivo.
Tra i protagonisti del percorso figurano Fabrizio Aprile, presidente di ALI Calimera, Francesco Lefons, vicepresidente, Simona De Lumè, presidente nazionale di Federaziende, il sindaco Giuseppe Mattei e il vicesindaco Brizio Maggiore.
La presenza delle diverse componenti ha evidenziato il valore della collaborazione e della capacità di fare rete.
In un territorio locale, infatti, istituzioni, imprese, associazioni, scuola e cittadini possono diventare parti di un medesimo sistema, nel quale esperienze e competenze differenti possono incontrarsi.
Una manifestazione costruita nei dettagli.Dietro la serata c'è stato anche un importante lavoro organizzativo.
La cura della manifestazione è stata affidata alla BET Production di Salvatore Mauro, che ha seguito la pianificazione, la gestione e la realizzazione dell'evento, curandone gli aspetti organizzativi e tecnici.
Un lavoro spesso invisibile agli occhi del pubblico, ma fondamentale per permettere a una manifestazione articolata di svilupparsi attraverso tanti momenti diversi: conduzione, spettacolo, premiazioni, interventi istituzionali e musica.
Il risultato è stato un programma nel quale le diverse anime del Festival hanno trovato spazio senza perdere il filo conduttore principale: raccontare Calimera attraverso le sue competenze.
Dal passato al futuro.Il filo conduttore della serata è stato dunque il rapporto tra memoria e futuro.
Le attività storiche hanno raccontato ciò che Calimera è stata e il percorso economico compiuto nel tempo.
Le imprese hanno rappresentato il presente produttivo e le sfide di un mercato in continua trasformazione.
La scuola e la cultura hanno riportato l'attenzione sulla formazione.
Lo sport ha mostrato il proprio valore sociale.I giovani e i nuovi talenti hanno rappresentato nuove professionalità e possibilità.
La musica e lo spettacolo hanno dato ritmo e partecipazione all'intera manifestazione.
Non una semplice celebrazione del passato, dunque, ma un tentativo di collegare ciò che è stato con ciò che può ancora essere costruito.
Calimera si racconta attraverso le sue personeAlla fine, il vero protagonista del Festival è stata proprio Calimera.
Una Calimera raccontata attraverso gli imprenditori, i commercianti, gli artigiani, gli insegnanti, gli sportivi, gli artisti, i giovani, le associazioni e tutte quelle persone che, ogni giorno, contribuiscono alla vita del paese.Il palco è diventato una sorta di fotografia della comunità.
Le attività storiche hanno raccontato la memoria.Le imprese hanno raccontato il lavoro.
La scuola e la cultura hanno raccontato la formazione.Lo sport ha raccontato partecipazione e socialità.I giovani hanno raccontato il futuro.Lo spettacolo ha dato voce e ritmo a tutte queste esperienze.Il valore sociale di un premio
Essere premiati davanti alla propria comunità significa vedere riconosciuto pubblicamente un percorso.Per un'attività storica significa poter ripercorrere decenni di lavoro.
Per un'impresa significa portare alla luce professionalità, investimenti e presenza sul territorio.
Per un giovane significa vedere riconosciuto un talento e un percorso ancora in costruzione.
Per chi opera nella scuola, nello sport o nella cultura significa dare visibilità a un lavoro che spesso si svolge lontano dai riflettori.
È proprio questa dimensione umana a rendere il Festival qualcosa di più di una semplice cerimonia.
Una comunità tra radici e futuro
Il Festival delle Competenze ha quindi costruito un ponte tra generazioni.
Da una parte le persone e le attività che hanno contribuito alla storia economica e sociale di Calimera.
Dall'altra i giovani, i nuovi talenti e le professionalità chiamate ad affrontare le trasformazioni del presente.
In mezzo, istituzioni, associazioni, imprese e cittadini.
Il risultato è stato un racconto corale nel quale spettacolo e riconoscimento sono diventati strumenti per parlare del territorio.
Perché lo sviluppo di una comunità non passa soltanto dai numeri dell'economia.
Passa dalla capacità di custodire la memoria, sostenere la formazione, valorizzare il lavoro, creare opportunità, dare spazio ai giovani e mantenere vive le relazioni.
Il Festival delle Competenze ha scelto proprio questa strada: trasformare le capacità individuali in un patrimonio collettivo e portare sul palco persone e realtà che, con il proprio lavoro e la propria passione, contribuiscono alla costruzione quotidiana di Calimera.Per una sera, dunque, il palco è stato molto più di un luogo dedicato allo spettacolo.
È diventato lo spazio nel quale una comunità ha potuto raccontarsi, riconoscersi e guardare avanti.
Perché dietro ogni impresa c'è una storia, dietro ogni attività c'è una famiglia, dietro ogni talento c'è un percorso e dietro ogni competenza c'è una persona.
E sono proprio le persone, giorno dopo giorno, a costruire il futuro di un territorio.