MOSTRA DELLA MEMORIA

0
473

DA DOMANI LA “MOSTRA DELLA MEMORIA”: A CUTROFIANO DODICI ARTISTI, UNO SCRITTORE E TESTIMONIANZE PER NON DIMENTICARE L’OLOCAUSTO

 Una mostra di opere d’arte inedite di dodici artisti, che coinvolgerà soprattutto le scuole, la testimonianza diretta dell’ex deportato nel lager di Dachau Enrico Vanzini e ancora la presentazione di un libro sul tema.

Il Comune di Cutrofiano ricorderà così, per quattro giorni, da domani, mercoledì 24 gennaio e fino al 27 gennaio, gli ottant’anni dall’emanazione delle Leggi Razziali (1938) che il Partito Fascista votò all’unanimità in Parlamento e più, in generale, la tragedia dell’Olocausto.

L’evento, che avrà come tema centrale “Olocausto e Shoah spiegati ai ragazzi. Testimonianze dai lager scritte e orali”, è stato al centro questa mattina, a Palazzo Adorno, di un incontro tra il presidente della Provincia di Lecce Antonio Gabellone, il curatore della Mostra e studioso della II Guerra Mondiale Donato Maglio, l’ex internato militare nel Lager di Treuenbrietzen originario di Cursi Nicola Santoro e suo figlio, l’ex consigliere provinciale ed ex sindaco di Cursi Edoardo Santoro.

Nata da un idea di Donato Maglio, supportato da alcuni artisti cutrofianesi e salentini e dagli studenti del Liceo Artistico “Pietro Colonna” di Galatina, la Mostra della Memoria è organizzata con il sostegno dei Comuni di Cutrofiano e Sogliano Cavour e con il patrocinio della Provincia di Lecce, dell’Unione dei Comuni della Grecìa salentina e dei Comuni di Botrugno e Aradeo.

L’inaugurazione è prevista per domani, mercoledì 24 gennaio, alle ore 17.30, nelle scuderie di Palazzo Filomarini a Cutrofiano, alla presenza del presidente della provincia Antonio Gabellone, del sindaco di Cutrofiano Oriele Rolli, dell’assessore alla Cultura Lillino Maciullo, degli artisti e scrittori e di alcuni esponenti delle comunità ebraiche.

Le opere d’arte inedite, che costituiranno la mostra dedicata all’evento, saranno commentate da Giovanni Giangreco, sovrintendente e storico. L’evento sarà introdotto da brani musicali estratti dalla colonna sonora del celebre film  “La Vita è bella” di Roberto Benigni, eseguiti dall’artista Donatello Palermo e dalla cantante Giusy Colì.

La mostra sarà visitata il 25, 26 e 27 gennaio dalle ore 9 alle ore 13, dagli studenti di alcune scuole superiori salentine, che saranno guidati in questo percorso dal già dirigente scolastico del Liceo Classico “Francesca Capece” di Maglie Roberto Muci. Inoltre, assisteranno alla proiezione di alcune immagini dei campi di concentramento di Auschwitz e di Birkenau scattate nel 2016 da ragazzi salentini e ascolteranno la testimonianza del 95enne Enrico Vanzini, ex deportato nel campo di sterminio di Dachau, che da tanti anni porta in tutta l’Italia la memoria delle barbarie naziste e del suo vissuto.

Sabato 27 gennaio alle ore 18.30, sempre nelle scuderie di Palazzo Filomarini a Cutrofiano, si terrà la presentazione del libro “Crudeltà Nascoste”, ultima fatica letteraria, tra quelle dedicate al tema, dell’autore salentino Donato Maglio. Interverranno il presidente della Provincia di Lecce Antonio Gabellone, il sindaco di Cutrofiano Oriele Rolli e l’assessore alla Cultura Lillino Maciullo. L’incontro sarà animato dalle letture di alcuni brani sul tema con le voci di Enzo Lazzari e Gabriele Bernardi e dalla testimonianza di Enrico Vanzini. Saranno presenti, inoltre, gli ex deportati nei campi di concentramento in Germania Giuseppe De Pascalis e Antonio Polimeno di Cutrofiano e Nicola Santoro di Cursi.

Spiega l’ideatore e curatore del progetto Donato Maglio. “Il 2018 è l’anno nel quale ricorderemo gli ottanta anni dall’emanazione delle Leggi Razziali (1938) che il Partito Fascista votò all’unanimità in Parlamento per escludere tutti quei cittadini di religione ebraica che risiedevano sul territorio italiano. Molti di loro, nonostante avessero appoggiato, già nel 1922, la politica mussoliniana ed anche partecipato alla marcia su Roma, furono esclusi dalla vita politica, economica e sociale del paese. A motivo dell’alleanza Hitler-Mussolini, il famoso Patto d’Acciaio, l’Italia volle allinearsi totalmente alla politica bellica ed antisemita della Germania nazista e sotto la continua spinta del Fuhrer dovette emanare le leggi razziali che distrussero la vita a migliaia di famiglie e a tutte quelle persone di buona volontà, non ebree, che queste famiglie vollero aiutare per spirito umano e cristiano. A motivo di tutto questo, una mostra, quella della memoria, che ricordi chi non c’è più e sappia dare voce, attraverso opere artistiche e pagine d’inchiostro, a chi non può più parlare e a chi forse è stato dimenticato”.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.