Minaccia di chiusura per il centro polivalente diurno per disabili di via vecchia Carmiano L’assessore Capone: “La responsabilità è del Comune di Lecce”

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“Il Comune di Lecce ha annunciato la chiusura del centro polivalente diurno di via Vecchia Carmiano per il prossimo 31 luglio. Se questo dovesse accadere la responsabilità sarebbe tutta imputabile all’amministrazione comunale di Lecce”. Così Loredana Capone nella conferenza stampa tenuta questa mattina, nella segreteria provinciale del Partito Democratico, in via Tasso, per discutere della drammatica situazione in cui versano i servizi sociali del Comune di Lecce. “Già nel 2011 – ha proseguito – il Comune era a conoscenza dei tagli, voluti dal Governo Berlusconi, al Fondo nazionale per le politiche sociali: decurtato dell’87% delle risorse a partire dal 2012. A Lecce il Fondo finanziava la gestione del centro per disabili nella sua totalità: 375.000 euro l’anno su cui il Comune di Lecce, dal 2012, non avrebbe più potuto contare. Nel 2012, infatti, per effetto dei tagli operati, il fondo per l’intera Puglia ammontava a soli 700.000 euro circa. Nel 2013, grazie anche alle scelte dei successivi governi, i fondi ripresero in parte quota e, nel 2014, il Fondo nazionale stanziato per l’Ambito di Lecce ammontava a poco più di 657.000 euro per tutti i servizi sociali e sociosanitari, contro i 4,8 milioni di euro del triennio precedente. Cosa ha impedito, dunque, all’amministrazione comunale di Lecce, pur conoscendo la drastica riduzione delle risorse nazionali, di programmare per tempo soluzioni a sostegno della continuità nell’erogazione del servizio a vantaggio delle famiglie, delle persone disabili e dell’intera comunità? Perché non è giunta alcuna indicazione da parte dei decisori politici affinché il pur nutrito gruppo dei tecnici che compongono l’Ufficio di Piano in sede di programmazione trovasse, come pure hanno fatto tante altre amministrazioni in Puglia e nel resto d’Italia, la soluzione a questo problema?” “Ma se la silente amministrazione comunale si è distratta dal 2012 a oggi – insiste Capone – ha comunque avuto un’altra opportunità per ravvedersi. Avrebbe potuto, infatti, risolvere la grave anomalia presente nella programmazione, che aveva a che fare proprio con il finanziamento del Centro sociale polivalente per disabili, in occasione della Conferenza di servizi celebrata il 17 dicembre 2013 per l’approvazione del Piano sociale di zona. In quella sede, sette mesi fa, la Regione Puglia ha chiesto la rettifica urgente di quelle risorse che, così come previsto dal Decreto Ministeriale di finalizzazione del Fondo, non possono essere utilizzate per finanziare Centri diurni per disabili a bassa intensità assistenziale ma possono finanziare solo le cure domiciliari. Tutto questo è documentato in atti pubblici e consultabili. Nel verbale sottoscritto da tutti i sindaci dei dieci Comuni che afferiscono all’Ambito Territoriale di Lecce, la Regione Puglia subordina l’erogazione di tutte le risorse del Piano sociale di zona, alla rettifica di questo grave errore contenuto nella programmazione dei servizi. Eppure, per sette lunghi mesi, e nonostante i numerosi solleciti della Regione Puglia, nulla si è mosso, fino a pochi giorni fa e alla minaccia di chiusura”. “Non v’è dunque un’emergenza determinata dai “venti di scirocco” che soffiano sulla Regione Puglia – ha concluso. L’emergenza ora c’è, ma l’unica responsabilità è nell’incapacità di programmare adeguatamente da parte dell’amministrazione comunale di Lecce che, per l’ennesima volta, testimonia e dimostra di non prestare alcuna attenzione ai bisogni delle famiglie più fragili e bisognose di accudimento e cure. Non solo, il problema si pone anche per il personale che opera all’interno del centro. Cosa ne sarà delle diciotto unità che oggi vi prestano servizio? Quale soluzione il Comune di Lecce intende trovare? Invitiamo e diffidiamo l’amministrazione comunale ad approntare al più presto una soluzione sia per i disabili sia per le famiglie e per tutti i lavoratori che, in questi anni, hanno dedicato le loro cure a chi ha trovato nel centro diurno l’unico momento di aggregazione utile al miglioramento della propria condizione e, oggi, non può certamente essere abbandonato. Purtroppo quello del centro di via vecchia Carmiano non è un caso isolato. Il fatto è ancora più grave, infatti, se si considera la complessiva disattenzione mostrata dall’amministrazione ai servizi sociali, culminata, da ultimo, nella chiusura del centro sociale di via Leuca. Centro che, nonostante l’impegno assunto dal sindaco in Consiglio comunale, di fronte alla mia question time, non è stato ancora ripristinato e gli anziani del quartiere restano privi del loro unico luogo di aggregazione proprio nel periodo in cui, probabilmente, più avrebbero bisogno di servizi. In ogni caso, nonostante la paralisi del Comune di Lecce, la Regione Puglia, di fronte alla minaccia di chiusura, ha messo a disposizione le sue strutture tecniche per l’individuazione di una soluzione praticabile che scongiuri il rischio di chiusura o l’interruzione, seppur temporanea, del servizio.

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