“MENO MONDO POSSIBILE” DI GIORGIO DISTANTE AL FESTIVAL DELL’INUTILE DI CORIGLIANO D’OTRANTO

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Venerdì 1 giugno (ore 22.30 – ingresso libero) la prima serata del Festival dell’Inutile si concluderà sulle terrazze del Castello Volante di Corigliano d’Otranto, in provincia di Lecce, con un concerto di presentazione di “Meno Mondo Possibile”, il nuovo disco del trombettista e compositore pugliese Giorgio Distante, prodotto da Desuonatori, collettivo indipendente di musicisti. Una lingua sonora che si compone di piccole frasi di un vocabolario privato. Otto brani inediti che diventano la codifica in musica del mondo di Distante, accompagnato dalla chitarra baritona e dall’elettronica di Valerio Daniele e dalla batteria di Dario Congedo. Distante ha registrato il disco e si esibisce nei live con uno strumento elettroacustico di sua ideazione e progettazione. HY E.T. – Hybrid Electroacoustic Trumpet o Hello ET è, infatti, un ibrido, sintesi tra elettronica e tromba. I tre musicisti sono minuziosi e rituali nel loro assoluto senso del nuovo e non sentito. Distante pensa a un mondo sonoro che va dal jazz alla musica di Frank Zappa, passando per sonorità dub e puramente elettroniche. Meno Mondo Possibile è disponibile in tiratura limitata in versione 33 giri e in ascolto e download gratuito su SoundCloud.

Il trio propone la ricerca di piccoli mondi, diversi e riconoscibili: cercare un luogo sicuro, lontano dalla necessità di piacere a tutti i costi e con il peculiare rischio di sbagliare. Meno Mondo Possibile è un punto di vista, uno spiare possibilità diverse e lasciarsi ancora sorprendere. È un vocabolario di una decina di parole al massimo, per comprendersi immediatamente. Senza più bisogno di perdersi, senza bisogno di capirsi. Sporgersi verso la soglia. Guardare il limite e non vedere la fine. Ma starci in piedi. Saldi, precisi, a tempo. Meno mondo possibile è «il suono dei miei rapporti con le persone», sottolinea Distante. Il cd si apre con E si comincia sempre parlando del tempo («Incontrando qualcuno che non fa parte della tua quotidianità, di qualcosa bisognerà pur parlare»), e prosegue con Lorenzo («La mancanza improvvisa. Dedicata a una persona che non c’è più»), la title track («Non scendo in piazza, non manifesto, ma sto zitto e medito»), Hitchcock («Omaggio al grande regista, maestro dell’ansia»), Siamo circondati («È il tempo utilizzato per costruire qualcosa prima che qualcuno possa dirti di non provarci perché potresti sbagliarti»), Mi fai una domanda ma non ascolti la risposta («Atteggiamento praticamente giustificato su vari livelli di utenza»), Primo giro di giostra («Una nuova vita che si forma, una nuova speranza»). L’unico brano non firmato da Distante è Somma devozione, regalato al progetto da Dario Congedo.

Il Festival, ispirato dal volume “L’utilità dell’inutile” del filosofo Nuccio Ordine, propone (dal 1 al 3 giugno – dalle 20.30, ingresso libero) tre serate di incontri, presentazioni, concerti, satira, un mercatino dell’inutile e molto altro ancora. Un elogio dei saperi “inutili”, di quei saperi cioè che non producono (o almeno così si pensa) profitto e che vengono considerati “inutili” nella nostra società. Tra gli ospiti i filosofi Alessandra Beccarisi e Corrado Del Bò, i giornalisti Raffaele Pappadà, Amalia De Simone, Salvatore Esposito e Laura Rizzo, l’attore e regista Giuseppe Semeraro, l’autore satirico Adelmo Monachese, lo scrittore Marcello Introna, il blogger Massimo Mantellini, l’accademico della Crusca Rosario Coluccia, i musicisti Marcello Zappatore, Giuseppe Santagada, Giorgio Distante, Valerio Daniele e Dario Congedo.

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