Mellone shock contro Anpi Lecce: “Dev’essere chiusa al più presto, pericolo per la democrazia”. Sinistra Italiana: “Inqualificabile”

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Sceglie di rendere onore ai martiri delle foibe chiedendo la chiusura di Anpi Lecce, a suo dire un “pericolo per la democrazia”.

Il sindaco di Nardò Pippi Mellone ancora una volta fa parlare di sé per i toni del suo eloquio, più che per i contenuti delle sue azioni.

Un progetto comunicativo ben preciso, il suo, con una marca pesante e divisiva, secondo il celebre motto latino “divide et impera”, ovvero “getta la discordia e comanda”, à la Salvini, insomma. Fino a che punto tale strategia possa essere vincente lo diranno gli elettori. Quelli dell’Emilia non hanno gradito, per esempio. A Nardò si vedrà.

Un post a gamba tesa, quello di Mellone, che punta il dito contro l’Anpi Lecce in un messaggio più ampio che parla del Giorno del ricordo, data istituita per celebrare degnamente la memoria dei martiri delle foibe e sottolineare il dolore degli esuli.

“Oggi, 10 febbraio, la comunità di Nardò rende onore ai martiri delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata. Chi, ancora oggi, rifiuta di riconoscere le dimensioni di questa tragedia e reclama l’oblio per Norma Cossetto e tante altre vittime dei comunisti titini deve solo vergognarsi”, attacca, ricordando la studentessa istriana seviziata, stuprata e uccisa dai partigiani jugoslavi.

“Mi riferisco, in particolare, – prosegue alzando sempre più i toni – all’anonima Anpi Lecce, una sigla dietro la quale si nascondono uomini e donne fuori dal tempo e dalla civiltà. L’Anpi Lecce dev’essere chiusa al più presto, perché rappresenta un pericolo per la democrazia”. Parole pesantissime contro l’associazione, “rea”, di aver postato, in queste ore, articoli contro le “fake news neofasciste” sull’argomento foibe.

Immediate le reazioni di sdegno alle dichiarazioni di Mellone. “Pensavamo di aver letto male”, il commento di Sinistra Italiana Salento. “Una frase inqualificabile, contro la nostra storia antifascista, contro un’associazione libera ed essenziale alla nostra democrazia, contro uomini e donne per bene. Un’esternazione ancor più grave perché pronunciata da un sindaco. Solidarietà ai cittadini di Nardò, all’Anpi, al Salento che non si lega né si piega al revisionismo storico”.

Ed ecco il post di Anpi Lecce: “Il sindaco di Nardò, non nuovo ad esternazioni contro la stessa ragion d’essere della nostra associazione, ha colto l’occasione del giorno del ricordo delle foibe per inoltrarsi in una temeraria richiesta di chiusura dell’ANPI di Lecce (e perché no anche di quella regionale e nazionale?). Il motivo sarebbe nel rifiuto della nostra associazione di addomesticarsi alla costruzione retorica dei “martiri italiani” vittime dei partigiani titini in un contesto di guerra civile europea scatenata da Mussolini e da Hitler. Contesti storici, cifre delle vittime, circostanze documentabili, sono materia di nostre iniziative e pubblicazioni, e non di fake news e narrazioni falsificanti. Del resto la scorsa notte sono apparsi in quel paese dalle nobili tradizioni democratiche, culturale, sindacali, antifasciste, striscioni proditori dei suoi amichetti di CasaPound in pieno centro. Questo sindaco è proprio “andato oltre”, così come si chiama il suo movimento politico ormai sfiorito, dichiarando che vorrebbe difendere la stessa democrazia dall’ANPI, che è un ente morale deputato alla trasmissione della memoria partigiana e di quella lotta di Liberazione dal nazifascismo che consentì la Costituzione democratica e la stessa Repubblica. I fascisti, come dire, vorrebbero difendere la democrazia, una cosa mai vista in natura e nella storia. Purtroppo di questi paradossi è piena l’offensiva di odio razzista e fascistoide di capi politici ben più noti del sindaco di Nardò. Che dire? Non risponderemo con l’odio ma con la cultura, la conoscenza, i valori di solidarietà, la crescita civile. A partire dalla mobilitazione regionale a Lecce contro la presenza di Salvini per il 19 febbraio”.

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