Mazzei, “Io offeso da un Presidente maleducato e assente.

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Chiedo rispetto per la Puglia e per i Pugliesi”

Il Presidente sempre assente è anche maleducato. O, se si preferisce, il Presidente maleducato, è sempre assente.

Cambiando l’ordine degli addendi, il risultato della sua “Puglia migliore” purtroppo non cambia.

I dieci anni del suo governo che, come testimoniano gli indicatori, sono stati disastrosi per la nostra regione in tutti i comparti ed in tutti i settori, si concludono con l’ennesima bufala sulla pelle dei giovani pugliesi.

La cosiddetta Legge di Stabilizzazione, in attesa della ovvia mannaia della Corte Costituzionale, sembra aver regalato un futuro soltanto alla sua claque, solo ai suoi supporter che hanno goduto il beneficio della vicinanza politica al capo. Nessun concorso, nessun passaggio di evidenza pubblica per rendere trasparente il merito di un posto di lavoro, ma una procedura messa in piedi in fretta e furia per regalare a qualcuno qualcosa che purtroppo si scioglierà a breve come neve al sole.

È del tutto evidente che chi ha giocato con le speranze e le aspettative di tanti giovani non ha avuto lo scrupolo di arrestarsi dinanzi ad una iniziativa così palesemente ingiusta che si fa beffa di tutti gli altri precari e di tutti gli altri inoccupati che non hanno la fortuna di vivere alla corte del re.

Anziché chiedere scusa per la bravata, il Presidente sempre assente, manda a quel paese ed apostrofa con volgarità irripetibili, chi ha l’unico difetto di ricordargli un principio di giustizia. Ma tanto a lui cosa importa? Non è mai stato presente nei consigli in cui si discuteva sui problemi del territorio, non lo si è mai visto quando c’era da affrontare il dramma della Xylella, non è mai entrato nel merito quando si doveva parlare di sviluppo del territorio. Lui in Consiglio non si presentava, sempre impegnato altrove, sempre fuori dal Salento, come testimoniano i dati sulle assenze in Consiglio Regionale, sempre lontano dall’epicentro delle discussioni importanti. Ma per la stabilizzazione dei suoi eccome se si è presentato, eccome se si è fatto vedere, eccome se ha preso la parola per offendere la dignità del Consiglio.

Questo resta di dieci anni di macerie politico-istituzionali, l’ennesima beffa ai danni di un territorio che avrebbe avuto bisogno di ben altre leadership.

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