Mario Draghi lancia il Quantitive Easing

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A partire da marzo la Bce lancerà un programma di acquisti dei titoli di Stato, per un ammontare mensile pari a 60 miliardi di euro e un totale di 1.140 miliardi. Il presidente della Bce, Mario Draghi, lancia il Quantitative easing che si dovrebbe concludere nel settembre del 2016 e comunque “fino a quando l’inflazione si riporterà a livelli ritenuti coerenti con i suoi obiettivi”.

Le scadenze dei titoli saranno fra 2 e 30 anni, ”un intervallo molto ampio” e l’acquisto, spiega Draghi, prevede ”un criterio di condivisione del rischio con le banche centrali dei paesi interessati. Sarà ripartita solo parte delle ipotetiche perdite derivanti dal programma di acquisti varato oggi dall’Eurotower”.

Il presidente sottolinea che il consiglio della Bce è stato “unanime” sul fatto che il Qe sia un vero strumento di politica monetaria, mentre sulla necessità di lanciarlo “adesso” è stato deciso “a larga maggioranza”, senza bisogno di un voto.

Le banche centrali dei paesi interessati garantiranno per una quota pari all’80% del totale, dunque solo il 20% sarà il rischio condiviso tra banche nazionali e Bce. L’Eurotower potrà acquistare per un importo massimo che non superi il 33% del debito di ciascun Paese e per ogni emissione non potrà acquistare più del 25% dei titoli.

Gli acquisti saranno effettuati in base alle quote che ogni banca centrale detiene nel capitale Bce. “Non c’è alcuna eccezione per la Grecia”, sottolinea Draghi. “Noi abbiamo preso le nostre decisioni, ora spetta ai governi andare avanti con le loro riforme”, aggiunge il presidente. ”Più queste andranno avanti, più efficaci saranno le nostre misure”.

La Bce ha anche deciso un taglio supplementare dello 0,10% su tassi Tltro. In questo modo, in pratica, le banche potranno attingere ai fondi delle ‘targeted longer-term refinancing operations’, ovvero i prestiti mirati a lungo termine, allo stesso tasso applicato in quel momento alle operazioni di rifinanziamento principali, che oggi si attesta appena allo 0,05%.

La modifica riguarda le sei aste rimanenti fino a giugno 2016 (due sono già state condotte nel 2014) e, si legge in una nota dell’Eurotower, “conferma l’intenzione del Consiglio direttivo di sostenere l’efficacia delle Tltro come strumento chiave nel sostenere i prestiti al settore privato”. D’altronde i risultati delle prime due aste, in cui sono stati assegnati in totale 212,4 miliardi, sono stati assai più bassi delle aspettative della Bce che aveva messo a disposizione fino a 400 miliardi.

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