Mano Amica Comitato di Tutela della Salute

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Un «esercito» di 27mila assistiti della Asl di Lecce beccati dall’Agenzia delle Entrate per aver dichiarato di avere diritto all’esenzione ticket. Saranno chiamati a pagare anche gli interessi e la sanzione.

Nel dettaglio, per il 2012, sono 16.063 gli utenti della Asl leccese (su un totale di 76.187 in tutta la regione) che avrebbero fatto una dichiarazione risultata «negativa».

Un dato in crescita del 50 per cento rispetto al 2011, quando la stessa verifica aveva accertato che gli assistiti «mendaci» erano stati 10.740 (su un totale di 41.412 della regione). Una conferma, se ce ne fosse bisogno, che la crisi occupazionale, alle nostre latitudini, si fa sentire con particolare virulenza.

L’importo totale di ticket recuperabile è di 3 milioni 348.516 euro. A fronte di una spesa di gestione delle comunicazioni agli utenti (a mezzo Poste) di 38mila 570 euro (raccomandate, ordinarie, imbustamento, stampa e gestione cartoline).

Ma si tratta di truffa o, piuttosto, di difficoltà di comprensione delle procedure? Probabilmente l’una e l’altra.

Ad aprile scorso, per esempio, si scoprì che il ministero aveva commesso un madornale errore: il dichiarante si era riferito ai dati reddituali del 2013, mentre il ministero era in possesso dei soli dati delle dichiarazioni dei redditi del 2012.

E anche quest’anno la Asl di Lecce è stata costretta a fare retromarcia. Dopo aver inviato le prime 298 comunicazioni per il recupero del ticket 2011, è stato rilevato un cospicuo numero di posizioni «in regola». Il sistema non aveva tenuto conto dell’innalzamento della soglia di reddito per la presenza di figli e coniuge a carico.

Nelle prossime settimane la Asl comunicherà agli assistiti l’ammontare della quota non versata e assegnerà un tempo da 30 a 120 giorni per pagare e per presentare memorie difensive. Si partirà con l’invio delle prime 10 mila comunicazioni, partendo dagli importi più alti.

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