Mancata approvazione doppia preferenza, la versione di Fitto: “Niente ostruzionismo, ma volontà di votare solo il testo della Giunta”

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 Dice la sua pure il candidato presidente di FdI, Lega e FI Raffaele Fitto in merito alla mancata approvazione della legge sulla doppia preferenza di genere da parte del Consiglio regionale pugliese.

Il contendente di Emiliano non ci sta a veder addossare al centrodestra la responsabilità del fallimento, per via dei quasi 2mila emendamenti presentati, e parla di “pericoloso gioco politico-elettorale che mette a rischio la tenuta democratica delle istituzioni”.

La sua ricostruzione dei fatti parte da un dato: “Per tutta la legislatura, Emiliano e la sua maggioranza non hanno mai affrontato il tema“, afferma.

Ed ecco i fatti, così come descritti da Fitto: “Nei giorni scorsi dopo la diffida del Governo la Giunta regionale approva un testo di legge che prevede la doppia preferenza di genere. La Commissione approva il testo della Giunta all’unanimità e lo invia in Consiglio regionale. Il centrodestra pugliese in Consiglio regionale avrebbe votato e voterebbe il testo della giunta Emiliano senza discussione. In Consiglio invece vengono presentati molti emendamenti che nulla hanno a che fare con la parità di genere. A questo punto l’opposizione di centrodestra ne presenta oltre 2000 (pronti a ritirarli in un minuto) non per ostruzionismo, ma con il chiaro obiettivo di votare solo ed esclusivamente il testo della Giunta e niente altro”.

“Tra tanti emendamenti – prosegue Fitto – ne viene approvato uno (il cosiddetto emendamento Lopalco) con il voto segreto sul quale la maggioranza si spacca e vota con buona parte dell’opposizione. Emiliano va su tutte le furie e decide di abbandonare l’aula con buona parte della sua maggioranza. Manca il numero legale e quindi termina il Consiglio. Basta leggere il verbale con le dichiarazioni finali per trovare riscontro”.

Attacca, quindi: “Come possono Emiliano ed il Pd chiedere l’intervento sostitutivo del governo dopo aver abbandonato deliberatamente l’aula ed aver fatto venir meno il numero legale dopo 5 anni di inerzia? C’è mai stato in passato un intervento sostitutivo di questo tipo da parte del governo nei confronti di una regione su qualsiasi altra materia? Quando e come sarà pubblicato il decreto di indizione delle elezioni? Entro il 4 agosto deve essere pubblicato, diversamente che facciamo? Rinviamo le elezioni?”.

Fitto chiede, quindi, che “il Presidente del Consiglio, Conte, ed il Ministro dell’Interno, Lamorgese, diano risposte chiare e garantiscano il corretto funzionamento della macchina elettorale“.

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