MADE IN CARCERE apparecchia la tavola dei SUPER CHEF del Mondo

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MADE IN CARCERE per ACQUERELLO sulla tavola degli CHEF DEI CAPI DI STATO

 

IMG_5026 Il 18 luglio scorso, in occasione di Expo, si è tenuto in Italia il meeting dei super chef del Mondo, ospiti, in provincia di Vercelli, della famiglia Rondolino, produttrice del celebre riso in lattina, da anni simbolo di eccellenza e innovazione, che ha scelto, per l’evento, la sarte detenute di Made in Carcere per la realizzazione di tovaglie, tovagliette e accessori per la tavola. E’ stata direttamente Maria Nava Rondolino, sensibi

IMG_5032le alla cause sociali, a scegliere MADE IN CARCERE per un allestimento alternativo e di impatto etico per la grande tavolata attorno alla quale, lo scorso 18 luglio, a Tenuta Colombara, in provincia di Vercelli, si sono ritrovati gli chef dei leader mondiali, più precisamente, 20 rappresentanti dell’associazione culinaria più esclusiva del mondo, il «Club des Chefs des chefs», Club degli chef dei capi. Ogni anno, i cuochi superstellati che cucinano nei palazzi del potere si ritrovano in un Paese diverso per uno scambio di esperienze, confidenze e, magari, nuove ricette. Il passaggio in Italia non era previsto quest’anno ma l’Expo, in corso a Milano, ha fornito loro un’occasione che hanno preso al volo, complice, tra l’atro, l’invito di una delle famiglie che rappresenta nel mondo un prodotto italiano d’eccellenza, cioè il riso.

Da Guillaume Gomez, chef dell’Eliseo, a Mark Flanagan, che officia a Buckingham Palace, da Cristeta Comerford, a capo della brigata che prepara i banchetti per il Presidente Obama, a Christian Garcia, cuoco di Alberto II di Monaco, da Fabrizio Boca, chef del Quirinale, a Hilton Little, che gestisce le cucine dei palazzi del potere dell’Africa del Sud, a Du Janlin, cuoco del Capo di Stato cinese, solo per citarne alcuni, tutti ospiti di Pietro Rondolino, a Livorno Ferraris, alla Tenuta Colombara dove si produce il celebre Acquerello, il riso in lattina.

In occasione dell’evento, Acquerello, da anni simbolo di eccellenza e innovazione per le tecniche di IMG_5027invecchiamento, lavorazione e gammatura del riso, ha scelto di allestire la location con i tessuti lavorati MADE IN CARCERE: una serie di elementi per la tavola, tutti cuciti ed assemblati dalla donne detenute che lavorano, con regolare contratto, per il brand sociale creato nel 2007 da Luciana Delle Donne. In particolare, sono stati realizzati per l’occasione una tovaglia di oltre 40 metri, personalizzata, cucita con stoffe di recupero, tovagliette sottopiatto con il logo di Acquerello fatti con materiali avanzati dal confezionamento del riso sottovuoto, poi, borse e altri accessori, offerti in dono agli ospiti, tutti come sempre confezionati con tessuti di recupero, nel caso specifico con sacchi di riso fallati donati da Acquerello.

All’unica donna super chef, Cristeta Comerford, al servizio di Obama, è stata inoltre regalata la speciale coppia di presine da mettere al collo, uno tra gli ultimi manufatti di tendenza a marchio MADE IN CARCERE. I prodotti MADE IN CARCERE sono diventati così protagonisti di un’occasione di rilevanza internazionale, a testimonianza di una sensibilità senza confini, territoriali o di stato sociale, verso il tema della seconda opportunità.

Portavoce della necessità di ridare dignità e orgoglio a gruppi sociali al margine della società, l’impresa di Luciana Delle Donne ha la missione di restituire una dimensione sociale all’imprenditoria italiana. Scegliere MADE IN CARCERE significa sostenere un progetto rivoluzionario, un modello sostenibile di creazione di valore prima etico e poi economico.

La semplicità e l’eleganza dei manufatti non è, ovviamente, l’unico motivo per cui l’azienda della famiglia Rondolino ha scelto MADE IN CARCERE. L’obiettivo di questa importante occasione è stato dimostrare che l’elevato valore sociale dei prodotti, realizzati dalle donne che lottano per riscattarsi da una condizione di marginalità, sia degno di essere a tavola anche con i grandi chef dei capi di stato. Così come fu nei mesi scorsi con il pranzo di Papa Francesco a Poggioreale.

 

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