L’Ordine dei Medici aderisce all’appello di Libera

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I medici della provincia di Lecce rispondono all’appello di Libera e indossano la maglietta rossa a tutela della salute dei migranti.

Un mare di magliette rosse per arginare “l’emorragia di umanità”. Non si può rimanere insensibili di fronte alle tante morti di migranti in mare. Soprattutto di bambini. Anche Lecce, con i suoi medici in prima linea, veste di rosso.

All’iniziativa lanciata dal presidente di Libera don Luigi Ciotti, da Legambiente, Arci e Anpi, ha aderito anche l’Ordine dei medici della provincia di Lecce.

Un gesto di responsabilità e di fraternità, come ha spiegato il presidente di OMCeO Lecce, il dr. Donato De Giorgi, intervistato ieri da Salute Salento davanti alla sede dell’Ordine, in via Nazario Sauro a Lecce.

«Non ha più senso stare zitti o girarsi dall’altra parte – ha detto De Giorgi – di fronte a un mare Mediterraneo che anziché luogo di scambio, di pace e di opportunità sta diventando il cimitero delle nostre coscienze. In rappresentanza dei medici della provincia di Lecce – ha aggiunto – credo che sia importante mandare un messaggio forte. Fare il medico – ha precisato il presidente De Giorgi – è sicuramente una grande opportunità e un grande impegno. Ma essere medico – ha puntualizzato – secondo noi è un dovere preciso che deve essere vissuto con orgoglio. Noi pensiamo al valore della vita in assoluto, senza retorica e senza facili buonismi, per riaffermare il valore della vita, soprattutto dei bambini. I medici sono in campo e operano senza distinzione di razza e di credo politico o religioso».

De Giorgi ha quindi insistito sul ruolo del medico nelle società a tutte le latitudini: quello di garantire la salute a tutti

E con riferimento alle condanne che sono state comminate a chi opera per trarre in salvo i migranti ha  aggiunto, « Non è più condannabile chi si prende cura dei migranti. O chi asserisce e afferma che è impossibile girarsi dall’altra parte. Invece – considera con disappunto il presidente De Giorgi – questo soccorritore francese che si era preso cura dei migranti era stato condannato a 4 mesi. Ma viene poi assolto con formula piena, perché il fatto, viceversa, è degno di encomio».

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