Lettera aperta al Sindaco di Gallipoli

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Fratelli d’Italia Lecce

Caro Sindaco, la verità è che questa città negli ultimi anni è stata amministrata male.

Non c’è alcun complotto. I giornalisti raccontano ciò che è sotto gli occhi di tutti.

Da ultimo Panorama, a firma Barbara Massaro, racconta di una città nella quale le maggiori imprese del divertimento sono cresciute fuori dalle regole.

La politica e la pubblica amministrazione non hanno saputo adempiere al loro compito.

Le imprese e le attività commerciali non sono state accompagnate e indirizzate nello sviluppo di una proposta turistica corretta.

Il Sindaco non ha certamente dimenticato che il suo primo atto, nell’estate del 2016, fu quello di prorogare l’orario di “filodiffusione” della musica alle 2,30 in controtendenza rispetto alla precedente amministrazione che, memore degli errori commessi, aveva tentato di arginare il fenomeno.
Se questa è la città nella quale il porto turistico è “sub judice” per le anomalie in fase di proroga della concessione, se il mercato ittico all’ingresso della città è violentato dalle transenne che delimitano le aree di violazione dei regolamenti sul commercio, se le sedi delle imprese dello spettacolo sono accusate di essere sorte in violazione delle regole o, per lo meno, abusando di licenze e permessi, se le spiagge trasformate in discoteca in violazione dei regolamenti balneari subiscono il rischio di revoca delle concessioni, se tutto ciò è successo questo non dipende da complotti e gelosie ma dalla incapacità di una classe dirigente che governa questa città ininterrottamente da 9 anni.

PD e UDC hanno la responsabilità, per inettitudine nel migliore dei casi, del declino dell’immagine turistica di Gallipoli e dell’intero territorio.

Ci saremmo aspettati un Sindaco che finalmente facesse luce sulle tante ombre dell’estate gallipolina e invece ci siamo trovati di fronte all’imbarazzante situazione di un capo dell’amministrazione comunale che critica e delegittima atti amministrativi di una dirigente, presi nell’assoluta autonomia che la legge garantisce a tutela dell’indipendenza dell’apparato burocratico.

Un sindaco che chiede aiuto auspicando unità tra le forze sociali e politiche. Ma unità su cosa?

Riesumasse il “piano di zonizzazione acustica”, già sotterrato negli uffici una volta e oggetto di “manomissioni” la volta successiva.

Imparasse a memoria l’ordinanza balneare della regione puglia facendone rispettare spirito e testo.
Facesse controllare e, nel caso sanzionare, il rispetto dei regolamenti in tema di occupazione di suolo pubblico, dal centro storico al lungomare “Galilei”.

Si occupasse del decoro della città, dal centro storico alle periferie.

Intervenisse sull’indecoroso fenomeno delle biciclette che invadono marciapiedi e sensi di marcia “contromano” (qualche controllo sull’agibilità dei mezzi messi a disposizione dei turisti non farebbe male).
Ciò che però lascia sconcertati è l’assoluto silenzio sulle ragioni che, in un momento così delicato, hanno portato alle dimissioni dell’assessore al turismo in quota UDC qualche giorno dopo che la capogruppo UDC in consiglio comunale si era resa autrice di una vergognosa protesta all’interno degli uffici. Una circostanza per la quale ci saremmo aspettati una più decisa presa di posizione del Sindaco e dell’intera maggioranza. Ma, si sa, chi si somiglia si piglia e un voto in più in consiglio comunale può costare qualche sacrificio etico.

Capitolo a parte l’altro assordante silenzio delle forze politiche di opposizione.

Forza Italia non pervenuta. Cinque stelle alle prese con le loro mai sopite diaspore interne.
Sconvolgente il silenzio della Lega Nord. Sconvolgente per chi non conosce le dinamiche cittadine. Probabilmente i leader locali della Lega sono ancora condizionati dal contributo dato all’elezione di un esponente del PD.

Unica voce levatasi dal coro la compagine di Casapound.

Ma solo contro i ragazzi di colore e lo spaccio. Ben attenti a non infastidire il Sindaco Minerva e la sua maggioranza.

Anche in questo caso ricordando il contributo dato dall’esponente di Casapound in consiglio comunale all’elezione del Sindaco.

Un gran guazzabuglio per una città che ha dimenticato i confini che esistono tra maggioranza e opposizione rendendo tutti complici nella responsabilità di questo inevitabile e preannunciato declino.
Alberto Cimbasso                                                                                            Dirigente Provinciale Fratelli d’Italia Lecce

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