LECCE

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                       AVANTI ADAGIO…

 Il campionato in corso sta evidenziando qualcosa di completamente diverso rispetto agli anni precedenti. L’equilibrio, infatti, la fa da padrone e non esiste squadra che si presuma possa uccidere il campionato. A mio parere, pertanto, sbaglia chi ritiene che il  Lecce stia facendo un campionato al di sotto delle aspettative dal momento che la squadra è stata costruita per vincere il campionato. Certo le aspettative ci sono ma dire che deve vincere il campionato mi sembra abbastanza presuntuoso.

     Non vi dice nulla che, dopo cinque partite, ci sia solo la Casertana con +2 in media inglese e con 11 punti all’attivo? E che nelle zone che contano ci siano squadre come Andria, Paganese, Agrakas, Monopoli, Melfi? E che in un ruolo, a loro non congeniale,  stazionino squadre come Benevento, Lecce, Foggia, Matera, Juve Stabia? Negli ultimi campionati abbiamo avuto squadre come il Lecce del primo anno, quello sì veramente al di sopra di tutti! Carpi, Frosinone, Perugia, Salernitana, Benevento che avevano già dimostrato tutto il loro valore. Oggi non è così perché solo la Casertana dimostra di esserci mentre tutte le altre, forse, arriveranno.

     Allora, in un contesto così equilibrato, ma verso il basso, credo che si abbia l’obbligo di saper aspettare perché ritengo non ci siano le premesse perché qualcuno scappi (vds. scoppola subita dal Benevento a Melfi ); si è obbligati a questo atteggiamento perché è impensabile che tutte le squadre ripescate o le neo promosse possano stazionare nei quartieri alti della classifica ed allora in questo paludoso campionato sarà opportuno imparare a sopravvivere ed emergere lentamente  evitando strattoni o movimenti sbagliati che riportino giù chi vuole uscire dalla palude. In questo caso, come? Trovando un’identità di gioco, una coesione di spogliatoio ed un’umiltà comportamentale.  Mi sembra che, a parte la prima partita con l’Andria, questo stia lentamente avvenendo.

     Anche i dirigenti ed il tecnico dovrebbero essere più cauti nelle loro affermazioni e non vedere sempre la partita con l’occhio di parte. Piangersi addosso perché mancano Moscardelli e Curiale, non serve a nulla se non a farmi dire che, anche con loro, non è che sia cambiato di molto il risultato. Certo sprecare qualche occasione di troppo può lasciare l’amaro in bocca, ma cercare di spacciare come trama di gioco e relativa sfortuna la traversa colpita a seguito di un cross sbagliato e tacere assolutamente sulla parata di Perucchini, che ha salvato una rete sicura, mi sembra mancare un po’ di obbiettività. Non condivido la disapprovazione espressa da parte della tifoseria nei riguardi della squadra perché non ha ottenuto il risultato, ma vorrei ricordare che il Catania è una signora squadra che, dopo solo quattro partite, ha già annullata l’handicap di nove punti e mercoledì, dopo il suo recupero, potremmo già ritrovarcelo con  2 o 4 punti a dimostrazione che il valore intrinseco è rappresentato da 11 o 13 punti, pari a +4 in media inglese.

LECCE CATANIA CALCIO

     Ed allora, il pari con il Catania è da considerarsi un buon risultato perché consente alla squadra di reggere botta con le migliori, di affinare le trame di gioco, di darsi gradualmente un’anima e di cercare di correre mantenendo un buon ritmo (purtroppo Lecce sa bene come sono i ritmi difformi e scriteriati!).

     A Foggia non si  creda si possa fare una passeggiata e non si evochino, come alibi, sempre gli assenti perché questo offende e tende a demoralizzare i sostituti.

m.l.

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