LA STANGATA DEI CONSORZI

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GIOVANNI DE GAETANIS COMMISSARIO CITTADINO DI FORZA ITALIA.

Molte polemiche, anche aspre, ha sollevato l’invio ai contribuenti, da parte dei consorzi di bonifica -e dopo anni di sospensione- degli avvisi di pagamento tributi, che gli enti presumono di avanzare.

La diatriba in corso vede da una parte i consorzi, i loro dirigenti ed il commissario unico, dall’altra i sindaci dei comuni, le associazioni di categoria, le associazioni dei consumatori, oltre che, naturalmente, i cittadini comuni chiamati a far fronte ad un ennesimo balzello di cui non si sentiva affatto il bisogno.

Va detto che sindaci ed associazioni di categoria non sono del tutto estranei alle vicende che oggi occupano molto spazio sui quotidiani giacchè la legge regionale n. 4 del 12 marzo 2012 prevede espressamente che :

  1. l’Assessorato regionale alle risorse agroalimentari, prima di proporre alla Giunta Regionale il progetto per la delimitazione dei comprensori, debba ascoltare le organizzazioni professionali agricole e le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative;
  2. del piano di bonifica sia data notizia, fra l’altro, con affissione negli albi pretori di provincia e comuni interessati.

E’ lecito chiedersi se le affermazioni che oggi leggiamo sulle pagine dei quotidiani corrispondano o meno a quello che hanno dichiarato i rappresentanti degli agricoltori e dei lavoratori nelle sedi istituzionali e dove fossero i sindaci, che oggi si lamentano, al momento della pubblicazione del piano di bonifiche o del piano di classifica con relativo perimetro di contribuenza. Nel quale perimetro, si sottolinea, devono essere ricompresi solo gli immobili che traggono beneficio dall’attività di bonifica.

Va detto, tuttavia, che nel corso di un incontro tenutosi nel 2012 (presso la sala riunioni del Museo Castromediano a Lecce), alcune sigle sindacali accettarono pedissequamente il piano così come redatto, mentre altre abbandonarono i lavori in segno di protesta e, successivamente, dopo la pubblicazione negli albi pretorii di provincia e comuni, inviarono oltre ottomila ricorsi al presidente della Giunta regionale che MAI restituì alcuna risposta. E’ vero che, dal loro canto, i sindaci pressati dai loro cittadini si mossero, ma ciò avvenne con grave ritardo giacchè avrebbero dovuto lottare in tempo utile per impedire l’approvazione del piano di classifica prima che questa fosse deliberata dal consorzio. Avrebbero dovuto, cioè, essere più presenti nel consiglio per meglio tutelare i loro concittadini amministrati.

In qualità di responsabile politico cittadino di Forza Italia mi consta sottolineare che, in ossequio a quanto stabilito dall’art. 15 della legge regionale, se si fosse data (ed oggi si desse) “trasparenza e informazione” quanto di anzi enunciato sarebbe risultato di dominio pubblico. La norma, infatti, prevede che i consorzi diano notizia della loro attività anche mediante pubblicazione nei loro albi pretori telematici. Tuttavia l’ignaro contribuente che volesse tenersi aggiornato per via telematica sarà costretto ad indicare esattamente, sul proprio pc, il tipo di atto o la delibera commissariale che intende consultare; il numero dell’albo; il numero dell’atto e la sua data; quella di inizio e la fine della sua pubblicazione. Il tutto entro 10 giorni da questa poiché, allo scadere dei 10 giorni, l’atto sarà cancellato dall’albo pretorio telematico. In sostanza vige la totale opacità dell’azione amministrativa. A tale proposito stigmatizziamo il comportamento della Giunta Vendola che, volutamente, sottraendosi ad ogni criterio di trasparenza, ha fatto si che i cittadini venissero a conoscenza dell’ulteriore balzello, cui si intende sottoporli, solo dopo le elezioni; mentre il piano di classifica e quello di riparto erano pronti fin da molto tempo prima che le urne venissero aperte. Una ulteriore riprova del fatto che, nella sinistra italiana ed in quella pugliese in particolare, fra le parole ed i fatti non c’è mai la benché minima corrispondenza.

In ogni caso è bene sottolineare che, per essere chiamati a corrispondere i tributi che i consorzi richiedono, occorre che il beneficio goduto dall’immobile all’interno del comprensorio consorziale sia “specifico e diretto” e debba scaturire direttamente da opere di bonifica migliorative del valore fondiario dello stesso immobile. Questo concetto è espresso sia dalla legge generale sulle bonifiche (R.D. 215/33), sia da codice civile che da tutte le leggi regionali e gli statuti dei consorzi. La giurisprudenza, di legittimità e di merito, lo ha sempre confermato.

Durante il lungo periodo di tempo trascorso da quando è intervenuta la sospensione dell’esazione dei contributi consorziali, gli organi preposti bene avrebbero potuto elaborare un piano di contribuenza, che fosse il più vicino possibile alla realtà del territorio, per esempio suddividendo questo in zone concretamente omogenee. Esaminando la legge della Regione Veneto salta subito all’occhio il fatto che quel territorio, meno esteso e più compatto rispetto alla nostra regione, sia stato suddiviso in ben dieci comprensori all’interno dei quali è molto più agevole realizzare quella omogeneità territoriale, cui anche la Legge regionale pugliese -in materia di bonifica- sostiene di voler perseguire.

Mi permetto di dire solo in teoria. Sempre con riferimento alla normativa approvata dalla Regione Veneto, poi, si nota che la stessa, all’art. 35 p. 2, dispone che nel perimetro di contribuenza siano espressamente individuate le aree da escludere in quanto non traggono alcun beneficio dall’attività consortile. Nella normativa pugliese, per vero, è stabilito (art. 13) che al piano di classifica debba essere allegata una cartografia che individua esclusivamente gli immobili che traggono, dall’opera consortile, beneficio specifico e diretto ma, a quanto pare, stando agli approfonditi studi condotti, qui curiosamente il beneficio è di tutti. Il che è palesemente falso. Ed è per questi motivi che tale mio intervento sugli organi di stampa diventa esigenza politica di urgente chiarimento.

Un ulteriore profilo di illegittimità va ravvisato, poi, nell’assoluto difetto di motivazione delle richieste avanzate dal consorzio, in aperta violazione di quanto la legge regionale n. 4/12 espressamente prevede. E cioè che, negli avvisi di pagamento, va indicata la motivazione del tipo di beneficio richiesto. Non può costituire valida motivazione, con tutta evidenza, il solo riferimento al numero del tributo (630) che compare nel frontespizio degli atti inviati.

Concludendo è opportuno sottolineare come i consorzi di bonifica, che in altre parti del territorio nazionale particolarmente difficili dal punto di vista idrico ed orografico, prestino in effetti concreto aiuto ai proprietari di fondi agricoli e di immobili urbani, tutelando il territorio e proteggendolo, pur nei limiti delle risorse disponibili, da quelle calamità naturali catastrofiche da cui noi salentini, per fortuna, veniamo appena sfiorati. La nostra realtà è assolutamente diversa. L’esondazione del canale dell’asso, ad esempio, non è quella del Po. Sarebbe sufficiente quindi un minimo di accortezza per evitare che avvenissero fenomeni la cui portata è comunque limitata. A questo potrebbero provvedere tranquillamente i privati, attraverso consorzi volontari o libere associazione fra i proprietari interessati dal passaggio dei piccoli canali che interessano qualche tratto del nostro territorio. In sostanza la presenza dei consorzi di bonifica, veri e propri carrozzoni politici, nel salento appare del tutto inutile quando addirittura dannosa

Con le attuali pretese i consorzi intendono recuperare un presunto credito di circa 3.000.000 di euro. Tuttavia pare che la situazione debitoria di tali enti, ad oggi, ammonti a circa 258.000.000 di euro ed è per tale motivo che l’acquiescenza di oggi potrebbe dare la stura ad ulteriori richieste di arretrati che metterebbero definitivamente in ginocchio le già asfittiche finanze dei cittadini del salento.

Forza Italia, oggi più che mai vicina alla popolazione salentina ed agli imprenditori, agricoli e non, intende coadiuvare chi, raggiunto dall’odioso balzello, volesse organizzare la difesa dei propri diritti. Ed è per questo che il sottoscritto, commissario cittadino di Forza Italia, ha istituito concretamente un ufficio ad hoc presso il coordinamento cittadino e provinciale sito in Lecce alla Via Gentile n. 26 a disposizione dei singoli agricoltori per impostare le fasi del ricorso.

Dott. Giovanni De Gaetanis

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