La Radiologia del «Fazzi» è alle corde.

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E’ pronta la nuova Risonanza ma non parte per mancanza di personale. Annullati gli appuntamenti degli “aghi aspirati”.

Il grido di allarme arriva da più parti. Qualche giorno fa una giornalista ha riferito inorridita  delle vergognose assurdità del “Vito Fazzi”, dove – ha detto – «un paziente debilitato e sofferente dopo 10 giorni di ricovero, per fare un esame radiologico, deve prima percorrere corridoi lunghi, gelidi e affollati e poi?… presentarsi allo sportello- accettazione e mettersi in fila», insieme a chi invece arriva dall’esterno e deve fare una lastra. Come mai?

Perché – fanno sapere allo sportello della Radiologia – oggi non possono inviare le richieste via mail, che sarebbero accettate in automatico, perché manca il collegamento con i reparti. Quindi, anziché fare arrivare all’accettazione la lista dei ricoverati, si è costretti a inviare il paziente di persona per declinare le sue generalità. E, comunque, mancano gli infermieri e gli ausiliari. Ironia della sorte, a dover fare lo stesso assurdo percorso, è stato l’altro giorno anche l’ex direttore generale della Asl, il quale, in seguito a una caduta da cavallo, è stato ricoverato e ha dovuto fare  la fila per una radiografia.

Da un paio di giorni la nuova Risonanza da 1,5 tesla montata all’Oncologico è pronta all’uso. Le agende prioritarie, quelle che riguardano gli esami “articolari”,  sono pronte ma non si parte perché mancano gli infermieri. Sono stati collegati anche i gas medicali e lunedì 13 aprile, l’application della Philips completerà il corso sull’uso del body con mezzo di contrasto. Ma se non ci saranno gli infermieri la macchina resterà ferma e la lista di attesa si allungherà.

Sulla carta la Radiologia dispone di 5 infermieri, ma stamattina, erano disponibili solo in 3. C’è da “coprire” l’Oncologico, la Tac, i due ecografi e i “funzionali” (digerenti, urografie”), mattina e pomeriggio. Gli stessi medici sono esasperati. Ieri mattina, sempre per carenza di personale, sono saltati gli appuntamenti per fare gli “aghi aspirati”. I pazienti sono stati indirizzati a protestare con la direzione ospedaliera.

Le carenze nella Radiologia si riverberano soprattutto sui reparti di degenza. Un primario (medicina, pneumologia, ortopedia, cardiologia….)  non riesce a dimettere un paziente, magari dopo 6 -7 giorni di ricovero, perché non può fare una Tac (obbligatoria) in uscita. Ovviamente si allungano anche i tempi medi di degenza, non si liberano posti letto e si è costretti a extralocare. Con i gravi disagi per i medici di turno notturno.

Viene da chiedersi: ma è proprio impossibile fare in modo che la Radiologia del «Fazzi» venga riservata solo ai ricoverati e ai pazienti del Pronto soccorso? Gli altri potrebbero andare a fare gli esami alla Cittadella della Salute, a San Cesario, a Galatina…  Ma forse, la nostra è una soluzione troppo banale. Ci potrebbero essere altri motivi che non conosciamo.

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