“La Mara”, storico personaggio leccese

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“La Mara”, storico personaggio leccese, diventa protagonista di un racconto.

Antonio Lanzalonga, detto “la Mara“: uno dei personaggi storici della Lecce che fu, entrato ormai nel mito della città barocca, rivive in “Lamara”, racconto dello scrittore salentino Thomas Pistoia.  Famoso e ricco transessuale, in un’epoca ben lontana dall’apertura verso la cultura gender, Lanzalonga ha esercitato per decenni la prostituzione nel centro storico della città, il suo “territorio”, acquistato pian piano proprio con i soldi guadagnati grazie alla sua attività. A distanza di 17 anni (morì il 3 gennaio 2001) “la Mara”, con la parrucca riccia e il rossetto acceso sulle labbra, non è ancora scomparsa dalla memoria e dall’immaginario collettivo dei suoi concittadini.

Il racconto di Thomas Pistoia, tra realtà e immaginazione (come è nello stile dell’autore) ripensa all’ultimo atto della storia, al calare del sipario sulla vita di Antonio Lanzalonga. Lanzalonga, ha dato più peso alla sua fede, e nonostante l’avversione del mondo religioso per il suo modo di vivere, ha deciso di lasciare proprio alla Chiesa leccese tutti i suoi beni, tra cui i circa venti appartamenti nel centro storico, esprimendo solo un desiderio: che il suo funerale fosse celebrato presso il Duomo del capoluogo salentino.

Desiderio non esaudito, la Chiesa si è opposta. Ma Thomas Pistoia immagina un grottesco funerale segreto, con un prete riconoscente verso il defunto e i tanti clienti radunatisi per un ultimo saluto.

Nel corso della narrazione riaffiora così, impreziosito da un omaggio alla Bocca di rosa di De André, il ricordo della Mara e delle sue gesta leggendarie: emerge il lato umano, il carattere vero oltre l’ostentata apparenza.

Thomas Pistoia è scrittore, poeta e sceneggiatore di fumetti (Nathan Never, Zagor).

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