Italia potrebbe essere la prima al mondo cambiare la storia del cancro al polmone.

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Un test del sangue per la diagnosi ultraprecoce del tumore al polmone.

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Se oggi servono 10 mila Tac spirali per scoprire 100 tumori del polmone ancora asintomatici, domani potrebbero servirne poco più di 3 mila per stanare lo stesso numero di neoplasie. Moltiplicando le possibilità di guarigione dal 20% all’80%. E’ la promessa del test dei microRna (miRna, piccole sequenza genetiche ‘espulse’ dalle cellule), che attraverso un esame del sangue riesce a leggere la ‘firma molecolare’ del cancro prima che si manifesti. Uno strumento di diagnosi ultraprecoce che è già realtà, e una volta perfezionato in accuratezza (oggi all’80%) potrà diventare il mezzo per uno screening di massa semplice ed economico sulle persone più a rischio: i fumatori over 50.

A dipingere questo scenario è l’Istituto europeo di oncologia di Milano, che ha validato l’esame su 1.115 persone in uno studio che sarà pubblicato sul prossimo numero del ‘Journal of the National Cancer Institute’. “Quando 21 anni fa nacque l’Ieo – ricorda in conferenza stampa Umberto Veronesi, fondatore dell’Irccs di via Ripamonti – decidemmo di concentrarci sui grandi assassini dell’oncologia, i 4 tumori big killer seno, prostata, colon e polmone. E’ già allora quest’ultimo era il più difficile”. In Italia miete 35 mila vittime all’anno, circa 100 al giorno. “La prima causa è il fumo – sottolinea lo scienziato – ma purtroppo la battaglia contro le sigarette, che ho combattuto anche da ministro della Sanità, è fallita: gli uomini fumano poco di meno, le donne di più. Quindi, se non possiamo prevenire il cancro al polmone, l’unica via è scoprirlo in tempo altrimenti 8 su 10 muoiono. Un disastro completo”.

Nascono così gli studi che l’Ieo ha avviato 15 anni fa e che oggi hanno prodotto un nuovo risultato. Il lavoro, sostenuto da Airc e Fondazioni Monzino e Veronesi, si colloca in un filone di ricerca portato avanti nel capoluogo lombardo anche dall’Istituto nazionale tumori. “I 2 test sono complementari – precisa Pier Paolo Di Fiore, direttore Medicina molecolare Ieo e a capo dell’équipe che lavora all’analisi – Il nostro esamina i miRna nel siero mentre quello dell’Int nel plasma, e anche le firme molecolari lette sono in larga parte diverse. Ciò significa che, mettendoli insieme, l’Italia potrebbe essere la prima al mondo cambiare la storia del cancro al polmone”. Con un test Ieo-Int ‘made in Milano’.

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