GRANO

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RESPINTE AL MITTENTE LE ACCUSE SUL DECRETO MINISTERIALE SUL BIOLOGICO

Il deputato L’Abbate (M5S) illustra le motivazioni alla base delle nuove disposizioni sul grano biologico a difesa delle produzioni di qualità, frutto di un articolato confronto con le singole Regioni

La produzione di grano biologico sotto tempesta “fake news”. È di questi giorni, infatti, la (pseudo)notizia fatta circolare per mettere in cattiva luce il decreto ministeriale 6793 pubblicato in Gazzetta Ufficiale lo scorso 5 settembre. Emanato dal Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari, Forestali e del Turismo il 18 luglio 2018 contiene “disposizioni per l’attuazione dei regolamenti (CE) n. 834/2007 e n. 889/2008 e loro successive modifiche e integrazioni, relativi alla produzione biologica e all’etichettatura dei prodotti biologici. Abrogazione e sostituzione del decreto n. 18354 del 27 novembre 2009”.

Questo decreto ministeriale è finalizzato a rendere le rotazioni reali e non più fittizie – spiega il deputato pugliese Giuseppe L’Abbate, esponente M5S della Commissione Agricoltura alla Camera – ed è stato elaborato a seguito di un articolato confronto tecnico-agronomico che ha coinvolto tutte le Regioni. Il decreto, infatti, è stato approvato dalla Conferenza Stato Regioni e non rappresenta una volontà politica bensì una richiesta tecnica fatta dalle regioni visto che questo provvedimento raccoglie e semplifica le norme stratificatesi negli ultimi dieci anni. In ogni caso – prosegue L’Abbate (M5S) – è consentita dall’art. 2 comma 7 la deroga in caso di condizioni pedoclimatiche che non consentano la rotazione secondo le modalità stabilite dallo stesso decreto. Infine, ad ogni modo, l’ufficio ministeriale competente si è fatto promotore di una nota interpretativa volta a venire incontro alle possibili criticità segnalate dal mondo produttivo. A chi pensa che è facendo circolare corbellerie sul nostro operato che riusciranno a scalfire la nostra immagine politica – conclude il deputato Giuseppe L’Abbate (M5S) – ribadiamo che le nostre risposte saranno sempre i fatti, concreti e reali al servizio dell’intero primo settore italiano, da decenni abbandonato dalla politica”.

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