GRANO

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L’EMERGENZA CRESCE MA IL MINISTRO MARTINA RIMANE ANCORA SILENTE 

Dopo la risoluzione in Commissione Agricoltura a Montecitorio, il deputato pugliese Giuseppe L’Abbate presenta una interrogazione parlamentare sulla guerra del grano in corso per comprendere se e cosa intenda fare il ministro Martina

La giornata di domani, mercoledì 6 luglio, si prospetta davvero molto calda alla Camera di Commercio di Foggia in vista del nuovo incontro della locale Borsa Merci che dovrebbe dare il nuovo prezzo al grano. La scorsa settimana fu impossibile stabilirlo, visto che la parte agricola fece saltare il tavolo per i prezzi addirittura sotto i 20 euro al quintale. Un’emergenza che vede in forte fibrillazione l’intero comparto cerealicolo dalla Capitanata all’Emilia Romagna ma che non ha sinora suscitato l’interesse del ministro dell’Agricoltura Maurizio Martina. E se la Commissione Agricoltura della Camera dei Deputati, guidata da Luca Sani (PD) si accinge a dare avvio alla discussione sulle risoluzioni per il rilancio del settore cerealicolo, depositate nei giorni scorsi, il portavoce 5 Stelle pugliese Giuseppe L’Abbate ha presentato anche una interrogazione parlamentare per chiedere se il dicastero agricolo intenda adoperarsi con un immediato intervento.

Con la risoluzione abbiamo dettato le linee guida dell’intervento ministeriale ma visto sia l’apparente menefreghismo del ministro Maurizio Martina sia l’urgenza di dover dare una svegliata a chi dovrebbe agire da mesi, come da direttive parlamentari, ma continua a prendere tempo – dichiara il deputato pugliese, capogruppo M5S in Commissione Agricoltura a Montecitorio – ho presentato una interrogazione per comprendere come il Governo intenda affrontare la crisi del comparto cerealicolo e se non ritenga di dover urgentemente promuovere ed incentivare, anche alla luce della recente normativa comunitaria in materia di Organizzazione Comune dei Mercati dei prodotti agricoli, l’organizzazione di filiera delle produzioni cerealicole e di attivare la Commissione Unica Nazionale (CUN), introdotta con un mio emendamento alla legge 91/2015, per il mercato del grano duro al fine di ridurre il divario tra produttori e industriali e garantire trasparenza e regole certe, eliminando i conflitti di interesse al tavolo di concertazione”.

La questione organizzativa della produzione, infatti, per i 5 Stelle appare uno dei nodi strutturali più rilevanti. L’organizzazione di filiera risulta indispensabile non solo per affrontare le sfide del mercato globale ma anche per aumentare la capacità di negoziazione della parte agricola e qualificare e valorizzare il prodotto. Mentre si attendono dallo scorso autunno i decreti attuativi relativi alle Cun che consentirebbero ai produttori di poter collocare il proprio prodotto ad un prezzo congruo e garantirebbero la trasparenza nelle relazioni contrattuali tra gli operatori di mercato e nella formazione di prezzi. Si attendono cenni dal ministro Maurizio Martina.

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