Giuseppe Zilli

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Verso 1977 – 2017 con un testo critico di Lorenzo Madaro Palazzo Vernazza Castromediano

Inaugurazione 2 febbraio, ore 18.30 via del Palazzo dei conti di Lecce – Lecce

La mostra, patrocinata dal Comune di Lecce – assessorato al turismo, spettacoli e marketing territoriale, propone un percorso antologico dedicato ai quarant’anni di attività artistica di Giuseppe Zilli (San Donato di Lecce, 1956).

In mostra una selezione di opere – installazioni, sculture, dipinti e carte – realizzate dalla fine degli anni Settanta ai giorni nostri. Gli spazi del primo piano ospitano grandi installazioni site-specific, con opere riconcepite o modificate in relazione agli ambienti del palazzo. Mentre il piano terra accoglie opere recenti, realizzate per l’occasione.

Questa mostra – che ha quindi un taglio antologico ma rimodulato di volta in volta, a seconda dei diversi momenti – parte proprio da qui, da quei dipinti giovanili rintracciati dalla memoria, e prosegue con le opere degli anni Ottanta, quando Zilli non tralascia l’immagine ma si accosta anche a un’impostazione differente di supporto. La bidimensionalità del quadro gli sta stretta, scava nell’ancestrale simbologia della sua terra, il Salento, e scopre la cartapesta. Naturalmente la dispone in relazione alle sue necessità, la considera una pelle su cui tracciare segni e immagini, recuperando un’iconografia plurale che appartiene a quell’area di Puglia. Si arriva poi alle sculture, agli assemblaggi e alle installazioni in cui interroga la natura, utilizza il sale e la terra, l’acqua e il fuoco.

Oggi, osservando questi quarant’anni di operatività nell’arte di Zilli, ci si rende conto che una delle costanti della sua indagine sia proprio la ricerca del segno – del tempo, della storia, dell’esistenza medesima – e dello spazio, ovvero della relazione dialettica con esso, della volontà di esercitare un flusso energetico di materia, palpabile e non, sull’ambiente in cui l’opera agisce ed esiste.

Giuseppe Zilli è nato a San Donato di Lecce, dove vive e lavora, nel 1956. Avvia l’attività artistica negli anni Settanta, sperimentando le vie della pittura. Si accosta poi alla scultura, utilizza la terracotta, il legno e la pietra. È stato tra i protagonisti della Biennale di Venezia del 2011 (Padiglione Italia; Lecce), ospitata nell’ex convento dei Teatini. Nel corso della sua attività ha anche promosso diverse attività espositive, tra cui quelle programmate all’interno dello spazio alternativo Edicola di Notte di San Donato. La sua ricerca, essenzialmente legata al segno e alla materia, è stata oggetto di diverse mostre e pubblicazioni. Recentemente ha completato un ciclo di lavori sull’Apocalisse di San Giovanni – quattrocento dipinti e cinque installazioni – esposte nell’agosto 2013 nel castello di Acaya, in Salento.

In occasione del finissage della mostra sarà presentato un catalogo, con testo critico di Lorenzo Madaro e fotografie di Lorenzo Papadia. Il volume è stato progettato da Valerio Nicoletti.

La mostra sarà visitabile fino al 18 febbraio 2017, ogni giorno dalle 16.30 alle 20.

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