Giulia Puglia: “Da nonna Carmina a Dior, il futuro è nelle nostre radici”

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Formazione e lavoro, serve il sostegno alle antiche attività artigianali pugliesi. L’impegno di Giulia Puglia.

Dai ricami di Nonna Carmina, neo centenaria di Nardò, agli abiti Dior di piazza Duomo a Lecce, lungo un filo sottile che lega artigianato, competenze, formazione, identità, passato e futuro. Giulia Puglia, assessore al Turismo e allo Sviluppo Economico del Comune di Nardò e candidata alle elezioni regionali pugliesi con la lista “Emiliano Sindaco di Puglia”, apre un “capitolo” importante del dibattito su scelte e strategie della Puglia dei prossimi cinque anni. Il pretesto è la visita a Carmina Saina, neretina che ieri ha compiuto 100 anni e che è tra le donne di Nardò, del Salento e della Puglia che hanno portato avanti l’antica arte del ricamo nel corso del ‘900.

“Ieri – racconta – sono andata a fare gli auguri a nonna Carmina Saina per i suoi 100 anni. Una donna di una lucidità impressionante e di una dolcezza che non t’aspetti. Mi ha raccontato dei suoi ricami, dei lavori a filet e di tante altre lavorazioni artigianali che amava fare da giovane. La sua casa è piena di questi preziosissimi e bellissimi manufatti, sono quelli delle nostre nonne, dei nostri ambienti domestici. Le sue abili mani e quelle di tantissime donne pugliesi sono un valore, una miniera che abbiamo il dovere di non disperdere. In questi giorni si è parlato tanto di artigianato e capacità artigianale con la sfilata di Dior in piazza Duomo a Lecce, di abiti con ricami e fiori realizzati col tombolo. Si è parlato anche di Maria Grazia Chiuri, direttrice creativa della casa di moda e talento salentino d’esportazione, che ha ricordato quando e grazie a chi è iniziata la sua avventura, cioè la madre sarta e nonna Addolorata, esperta ricamatrice che lei da piccola guardava ammirata per ore. La felice parabola della Chiuri è un po’ il paradigma cui dovremmo fare riferimento. Una delle donne più importanti della moda mondiale è cresciuta nella “culla” dell’artigianato salentino. Si è parlato, infine, della Fondazione Le Costantine che con il suo laboratorio di tessitura artigianale produce manufatti realizzati su antichi telai in legno riprendendo tradizioni e tecniche risalenti a oltre cento anni fa.

Sono assolutamente convinta – continua – che valorizzare le antiche competenze del ricamo (ma il ricamo è solo un esempio) significa generare valore e rinnovare l’identità del Salento e della nostra regione. Significa aiutare le persone a sfruttare le attività artigianali e artistiche, offrire loro una opportunità in termini di formazione e poi di impiego, sostenere i talenti. Insomma, serve incoraggiare soprattutto i giovani a trovare una propria strada qui, nella nostra terra. Non dobbiamo inventarci nulla, la Puglia è un patrimonio di saperi artigianali, che hanno un potenziale che va oltre quello culturale e del folklore e che è anche occupazionale e produttivo: dal ricamo alla cartapesta, dalle ceramiche alla pietra leccese”.

“Il futuro, quindi, – conclude – è nelle nostre radici. Per la politica l’impegno a sostenere questo tipo di attività artigianali dev’essere strategico, ancora più efficacemente e concretamente di quello che comunque si è fatto in questi anni. Un impegno che prendo senza alcuna esitazione”.

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