FSI-USAE Lecce: Vaccino antinfluenzale

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Non siamo d’accordo sull’obbliglatorietà

L’Organizzazione Sindacale FSI -USAE Lecce (Federazione dei sindacati
indipendenti-Usae) del Comparto Sanità, si rivolge alle SS.VV.  rilevando che
la Regione Puglia ha  reso obbligatoria, di fatto,  la vaccinazione
antinfluenzale, per tutti gli Operatori sanitari.

Tale obbligo ,  sicuramente motivato dalla gravità della attuale situazione
sanitaria per la pandemia di COVID-19, purtroppo, a nostro avviso, mal si
concilia con la tutela dei diritti fondamentali della persona dettati dalla
nostra Costituzione e, mal si concilia con il conflitto di competenze tra
Stato e Regione che si innesca quando si trattano principi riconducibili alla
tutela della salute, come già stabilito, a questo proposito, dalla
recentissima  sentenza n. 10048 del 2 ottobre 2020, dal TAR del Lazio.

La FSI -USAE si chiede se non fosse stato più opportuno indicare come
“fortemente raccomandata” la vaccinazione antinfluenzale per tutti gli
Operatori Sanitari , piuttosto che far riferimento alle sanzioni previste
dalla Legge Regionale 27/2018, che prevedono una sanzione amministrativa
pecuniaria compresa tra i 500 e 5.000 euro da aggiungere alla segnalazione
obbligatoria, da parte del Medico Competente aziendale e conseguente
registrazione dell’infrazione nel fascicolo personale del lavoratore.

Questa volta non siamo assolutamente d’accordo! Pur svolgendo una campagna di sensibilizzazione nei confronti dei nostri iscritti, affinché tutti si sottopongano alla predetta vaccinazione, contestiamo fortemente i metodi utilizzati da codesta amministrazione per attuare la campagna di vaccinazione nella Regione Puglia.

Come FSI-USAE di Lecce, in nome  e per conto dei propri associati riteniamo
che :
•       l’obbligo, già anticipato in alcune regioni, appare improprio dal punto di vista scientifico, giuridico ed etico e probabile causa di logoranti
contenziosi;
•       la motivazione addotta ci sembra abbastanza debole e basata su ipotesi non validate in modo adeguato (l’efficacia della vaccinazione si aggira tra il 30 e il 40%): inserire una variabile quale l’incremento della vaccinazione
antinfluenzale potrebbe viceversa aumentare anziché diminuire il “rumore di fondo”, con il rischio che i vaccinati pensino, al sorgere di un po’ di
febbre o al primo starnuto, di essere affetti da Covid19;
•       una vaccinazione antinfluenzale generalizzata alle suddette categorie
sanitarie  non è basata su prove scientifiche adeguate ed è al di fuori di
specifiche categorie a rischio, non disponendo di un chiaro rapporto
favorevole costi/benefici né rischi/benefici.
.
Alla luce di quanto sopra, chiediamo con cortese sollecitudine la modifica
parziale di tale obbligatorietà del vaccino antinfluenzale eliminando le
sanzioni dalla Legge Regionale Pugliese n.°27/2018 al fine di non innescare
conflitti di competenze tra Stato e Regione con principi riconducibili alla
tutela della salute.

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