FSI/USAE LECCE

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Personale ridotto all’osso per le ferie estive e le cessazioni per quota 100 in tutti i PP.OO. e PTA della ASL di Lecce

Personale ridotto all’osso per le ferie estive e cessazione del personale   sanitario per collocamento in pensione in particolare per quota 100 in tutti i PP.OO. e P.T.A. della ASL di Lecce. Si lavora ora in pieno Luglio in affanno e si lavorerà in affanno per il prossimo mese di agosto 2019.

Una problematica che si ripropone puntualmente durante l’estate, complice le ataviche carenze di personale, sia medico che infermieristico e anche per quanto riguarda gli OSS, gli operatori socio sanitari, che non si riescono a colmare anche se tutte le OO.SS. hanno chiesto per tempo che si potesse fare un piano di assunzioni per sopperire all’ emergenza estiva.
Quest’anno come al solito con grande ritardo si è proceduto ad adottare
alcuni provvedimenti di assunzione di medici, infermieri ed OSS, che
hanno trovato un blocco nel momento in cui i lavoratori chiamati a
sottoscrive un contratto di lavoro a tempo determinato sono passati ad
ottenere il giudizio d’idoneità dal Medico Competente di codesta ASL,
ritardando di gran lunga la data di assunzione in servizio.
I disagi maggiori si registrano in tutti i pronto soccorso della ASL
dove per il mese di agosto è prevista la riduzione del personale a turno
per le 24 ore con inevitabili difficoltà per tutti gli operatori ed utenti, specie per chi arriva in ospedale con mezzi propri.

Disagi anche nelle UU.OO. di Radiologia dove è previsto un medico a turno di mattina e pomeriggio, mentre invece resta sguarnito il turno notturno; stessa situazione nei festivi con l’impossibilità di eseguire esami più
complessi. Permane dal 1 luglio la riduzione delle attività per l’unità
operativa di anestesia e rianimazione. Un blocco dovuto anche in questo
caso alla carenza di medici anestesisti che si aggrava con le ferie estive con una conseguente ricaduta negativa della offerta sanitaria degli ospedali Leccesi. Gli anestesisti rianimatori possono infatti garantire esclusivamente l’emergenza interna nei presidi di competenza, ma resta bloccata ogni altra attività operatoria e diagnostica, che preveda la presenza dell’anestesista-rianimatore. Non vengono pertanto effettuati interventi chirurgici e diagnostici d’elezione o in urgenza procrastinabile, nè i trasferimenti di pazienti critici con il rianimatore a bordo. Disagi che non dovrebbero rientrare al termine delle ferie estive, in quanto la cessazione del personale in particolare per quota 100 determinerà una carenza di personale inverosimile ed un eventuale auspicato rilancio sembra ancora lontano, considerata l’assenza di figure mediche specialistiche al pronto soccorso, come quella dei cardiologi, dei nefrologi, dei radiologi che non si riescono
ancora a rimpiazzare.Il tutto va a penalizzare l’area dell’emergenza-urgenza. Nulla di fatto anche per quanto riguarda l’Attivazione ed il passaggio alla nuova struttura DEA del P.O.V.Fazzi dove non sono ancora ultimati infatti i lavori .
Occorre scongiurare dunque il rischio di chiusura o di attività, restano le incertezze sul futuro in attesa di un concreto e reale potenziamento delle attività per migliorare i livelli essenziali di assistenza.e per un rilancio di tutte le stutture ospedaliere e territoriali , anche alla luce dell’adozione della delibera della Giunta Regionale Pugliese  che su indicazione del Ministero della Salute, ha approvato il Documento unico regionale di riordino della rete ospedaliera, dove si definisce in modo organico ed unitario l’intera rete ospedaliera, relativa alle strutture pubbliche e private
accreditate, corredandosi dei documenti relativi al modello organizzativo delle reti tempo/dipendenti (infarto, ictus e trauma), trasporto materno infantile, rete oncologica e rete emergenza urgenza e per ogni ospedale della Regione Puglia è stato individuato il ruolo all’interno delle reti clinico – assistenziali ed emergenziali.
Quota 100 partendo dal mese di agosto 2019 rischia di far aumentare del
24% i pensionamenti anticipati del personale sanitario accentuando le
criticità già esistenti e mettendo in discussione l’offerta assistenziale, al punto da porre tutte le aziende sanitarie nella condizione di dover individuare soluzioni per scongiurare l’interruzione di pubblico servizio, in particolare per quanto riguarda la ASL di Lecce si prevede che le cessazioni siano alla data del 31/12/2019 di circa 700 unità.
A fronte di questa situazione la scrivente Segreteria propone che di attivare un tavolo di confronto aziendale per una serie di proposte da attuare a breve e medio periodo investendo nell’aggiornamento dell’impianto normativo e contrattuale del personale alle mutate esigenze del settore, attraverso la revisione del percorso di specializzazione, la possibilità di assumere anche medici non specializzati, lo skill mix delle professioni sanitarie in funzione dell’evoluzione dei bisogni del paziente, sistemi più incentivanti di gestione del personale anche attraverso nuovi percorsi di carriera ovvero la composizione professionale del personale, che è sottoposto nell’attuale momento storico a forti tensioni al cambiamento, in
conseguenza dei blocchi del turnover, della riduzione del personale medico, dell’evoluzione dei bisogni dei pazienti e delle modifiche nei setting assistenziali in ospedale e sul territorio .

Francesco Perrone

SEGRETARIO TERRITORIALE

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