Forno crematorio, il sindaco replica: “Falsità sul progetto. Ecco come stanno le cose”

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Forno crematorio, il sindaco replica: “Falsità sul progetto. Ecco come stanno le cose”

Sulla vicenda del forno crematorio di Botrugno, interviene il sindaco Pasquale Barone, che sottolinea come le informazioni riportate nelle scorse ore dai giornali e diffuse dal gruppo di minoranza comunale non corrispondano alla realtà dei fatti, “che viene strumentalmente manipolata a fini politici, utilizzando i media locali per diffondere false ed allarmanti notizie”.

Barone chiarisce che non sono stati “avviati i lavori”, ma che ci sia solo un progetto preliminare che deve essere ancora valutato dal tavolo tecnico. Anche sul numero delle “8 salme al giorno”, evidenzia che la previsione realistica a regime sia di circa 1000 cremazioni all’anno (Bari 800) quindi, massimo 4 al giorno.

Anche sulla presunta distanza di 50 m dalla prima casa, il sindaco sottolinea che la localizzazione sia “prevista nell’area di espansione del cimitero, che dista dalla prima casa oltre 200 m e dal centro urbano circa 400m”. Barone contesta il numero degli striscioni nel paese, molti meno di 120: “Il fenomeno – dichiara – va ridimensionato ad un esiguo numero di attivisti che ha piazzato gli striscioni a casa propria e dei propri parenti, in alcuni casi apponendone anche due sul medesimo edificio”. Stesso dicasi per le “1500 firme raccolte”, che avrebbero interessato numerosi comuni oltre a Botrugno.

“Dopo aver stigmatizzato tutte queste falsità – aggiunge -, consentiteci di dire qual è la realtà oggettiva dei fatti, riscontrabile dagli atti amministrativi ufficiali: il progetto che è stato presentato deve essere ancora vagliato da un tavolo tecnico fatto da specialisti di Arpa, Provincia, Asl, ecc., quindi autorevoli studiosi dell’argomento in oggetto”.

“La minoranza attuale – continua Barone – ha proposto in un consiglio comunale aperto tale procedura, che è stata condivisa all’unanimità anche dalla maggioranza. Non voler seguire adesso tale percorso stabilito in un consiglio comunale, che è sovrano, da parte dei consiglieri di minoranza dimostra la loro scarsa serietà. Si ribadisce, quindi, che l’amministrazione comunale, non ha mai inteso di procedere ‘senza se e senza ma’ alla costruzione dell’opera”.

La realizzazione del tempio sarebbe, dunque, subordinata a due condizioni: alla garanzia data dagli specialisti sulla innocuità dell’impianto e ad un ritorno economico per tutti i cittadini in termini di abbattimento di tasse e/o di miglioramento dei servizi.

“Se ambedue le condizioni non si verificheranno – conclude il sindaco -, non si procederà alla realizzazione dell’opera. Infatti, a tutela dell’amministrazione comunale è prevista una norma di salvaguardia, che consente al Comune di bloccare in qualsiasi momento la procedura, senza alcun onere a suo carico. Il percorso, come si può constatare, è lineare, garantista per tutti i cittadini, ed è frutto di una condotta amministrativa corretta ed onesta da parte nostra; non coerente e bizzarro quello della nostra minoranza”.

 

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