FOGGIA – LECCE

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GAMBERO!

La prima cosa che mi capita di leggere, dopo la partita di Foggia, è relativa ai titoli riportati dai giornali in cui prevalgono a caratteri cubitali parole come disastro, vergogna e quant’altro oltre, naturalmente per non farsi mancare nulla, termini come: “abbiamo fatto una campagna acquisti con un tasso tecnico molto elevato ed una squadra molto competitiva, ma con potenzialità inespresse”.

     Ora, sarebbe facile per me accodarmi a questo tipo di considerazioni, visto che molto spesso vengo considerato come uno che tende a remare contro, ma non lo faccio perché voglio continuare ad essere molto realista. Lo sconcerto provato dopo una sonora sconfitta deve essere commisurato alle aspettative che si hanno; ora è dall’inizio del campionato che si è instillato nei tifosi il concetto che questa squadra deve primeggiare, che il posto del Lecce non è la serie C, e che, se qualcosa non va per il verso giusto, è colpa del fato cinico e baro e di forze superiori che indirizzano tutto contro il Lecce.

     E’ dall’inizio del torneo che mi sforzo di precisare che una squadra  non si fa dalla sera alla mattina e, soprattutto, non si fa con i soli nomi, seppur di livello, ma è necessario che vi siano altre qualità, tipo umiltà, impegno costante negli allenamenti, preparazione fisica adeguata. Credo di aver sempre ribadito il concetto che questo campionato debba essere considerato di transizione e, se per caso, si dovesse centrare l’obbiettivo, sarebbe da considerarsi  un miracolo. Ora, detto questo, sarebbe opportuno che tutti pigliassero atto di questa situazione, si convincessero veramente e riponessero talune velleità promozionali in un armadio per tirarle fuori al momento opportuno. Certo, potrà far rabbia una sconfitta per 4 a 0, ma non è la prima e non sarà l’ultima che avviene in un campo di calcio. L’invito a vergognarsi può essere valido solo nella misura in cui si constata una mancanza d’impegno, cosa difficile da dimostrare. Non è, per caso, che molti dei presunti nomi, che, secondo la vulgata comune, non aspettavano altro che venire a Lecce (balla colossale ma ripetuta nel tempo!), abbiano quella presunzione tipica del “lei non sa chi sono io“ in una categoria dove è necessario correre per evitare di essere sommersi?

     Gli amici tifosi hanno contato le espulsioni in casa Lecce dopo sei partite? Questo atteggiamento è, per caso, nuovo? Hanno contato il numero di ammoniti? Quattro nella sola partita di Foggia! Del resto le avvisaglie si potevano individuare già nella partita con l’Andria. Come si era permesso il Grandolfo federiciano a fare il “cucchiaio” su rigore al Benussi che ha fatto la serie A? Un portiere, anche se si chiama Buffon, deve sapere che non esiste regola per battere il rigore e che, di conseguenza deve saper  bere  anche l’amaro calice della beffa.

     E’ facile nel calcio buttare la croce addosso all’allenatore, ma un mese fa non era forse un astro nascente? Adesso invito i lettori a leggere la classifica. Nelle prime dieci squadre, solo tre hanno avuto, lo scorso campionato, velleità da play off (Casertana, Benevento e Foggia), tutte le altre stanno portando punti in cantina perché possano servire quando i tempi saranno più critici. Del Lecce mi preoccupa, al momento, non tanto la tanta declamata assenza di Moscardelli e Curiale, motivo, secondo alcuni delle sole quattro reti segnate, quanto piuttosto delle nove reti subite perché anche la Casertana di reti ne ha segnate solo sei ma ne ha subite quattro, evidenziando di come sia importante avere una difesa attenta e scrupolosa piuttosto che un attacco “atomico”.

     In sintesi, allora, è giusto fare il punto di situazione, è giusto sollecitare l’orgoglio di ognuno, ma è più giusto invitare tutti ad una maggiore umiltà e ad atteggiamenti intelligenti frutto, certamente, di una tenuta atletica da consolidare altrimenti anche l’Ischia potrebbe rappresentare un problema.

m.l.

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