Fiera del Levante, Tap e Ilva nel discorso di Emiliano

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Fiera del Levante, Tap e Ilva nel discorso di Emiliano

Nel discorso che il governatore della Regione Puglia Michele Emiliano, ha pronunciato in occasione dell’apertura della campionaria barese, sono stati inseriti anche il gasdotto e l’Ilva. Su quest’ultima Emiliano ha accusato il Governo riferendosi ai «dieci decreti legge del governo sull’Ilva,consentono alla fabbrica sequestrata di continuare a uccidere rendendo inefficace il sequestro da parte della magistratura». E ha annunciato: «Le trasmetterò lunedì il rapporto, in modo che possa studiarlo assieme alla proposta di decarbonizzazione dell’Ilva e della centrale Enel di Cerano, a Brindisi, che le ho mandato l’autunno scorso e per la quale sono in trepidante attesa di una risposta».

«Credo che l’idea di un Mezzogiorno deindustrializzato sia un tragico e clamoroso errore – è stata la replica del premier Renzi – La storia dell’Ilva e dei decreti legge comincia molto prima del mio governo, è una storia di mancati controlli da parte di istituzioni locali e nazionali. Un Sud deindustrializzato soltanto per offrire una bella vacanza o una bottiglia di vino è rischioso».

E sul gasdotto Tap il Governatore ha detto «la Puglia, con lo spostamento dell’approdo, è disposta a firmare sin d’ora col Governo e con l’azienda interessata un accordo che acceleri la realizzazione del gasdotto. Noi siamo pronti in tal senso in coerenza col programma di governo della Puglia votato dagli elettori e dal Consiglio Regionale da parte di tutta la maggioranza di centrosinistra. In questo senso Tap e anche Poseidon potrebbero essere una straordinaria opportunità per portare a termine la decarbonizzazione della Puglia perché come compensazione ambientale per la realizzazione di dette infrastrutture la Regione richiederebbe solo un adeguamento del prezzo dal valore energetico del gas, più alto di quello del carbone, a quello di quest’ultima meno nobile fonte fossile. Come si vede nessuna cultura del no, nessun ambientalismo irrispettoso delle decisioni strategiche del Governo, solo dosi massicce di buon senso e volontà di ragionare».

«Le nostra porte sono aperte, anzi apertissime, per discutere ma rimettere in discussione le scelte serve soltanto a non farle», ha ribattuto Renzi.

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