Emergenza abitativa: sessantatreenne rischia di vivere in un’auto

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Emergenza abitativa: sessantatreenne  rischia di vivere in un’auto

Non conosce tregua l’emergenza abitativa nella città di Lecce. Solo qualche giorno fa, l’annoso problema era nuovamente emerso con la storia di Sonia Russo e del suo compagno Italo De Carlo, costretti a vivere su un marciapiede del quartiere San Pio e l’accorato appello di Piero Scatigna ed Ugo Mennuni, costretti da mesi a vivere rispettivamente in un auto ed in un furgoncino.

Arriva oggi, l’ennesima richiesta di aiuto, da parte della signora Laura Critelli, di anni 63. In una commovente lettera, la donna racconta una vita di grandi sofferenze, la perdita di un figlio morto a soli 12 anni a seguito di un trapianto al rene, il trasferimento della famiglia a Lecce negli anni ’80, decine di lavori senza nessuna prospettiva ed un matrimonio naufragato. A dare voce alla 63enne, l’avvocato Stefano Gallotta, segretario di Codici Lecce.

Tante le domande presentate dalla donna, nel corso degli anni, per ottenere un alloggio popolare, ad oggi mai arrivato. Nell’ultimo anno la donna ha vissuto in un appartamento di 50 metri quadrati assieme alla figlia ed alla nipote, ma l’otto agosto tornerà il compagno della figlia e lei dovrà andarsene.

Ecco lo sfogo della donna: “Vado all’ufficio casa e mi dicono che sono bloccati a causa delle indagini della magistratura in corso, ma loro sono sempre bloccati, lo erano anche prima delle indagini. E pensare che ci sono tante case murate a Lecce. Mi sento sola – prosegue in lacrime – ho solo un cagnolino che è tutta la mia vita, preferisco lui che mi scodinzola a tutte le persone che ho incontrate. Vi supplico, aiutatemi”.

“Continuiamo a scrivere alle istituzioni locali, a lanciare appelli che cadono nel vuoto – dichiara l’avv. Stefano Gallotta, segretario di Codici Lecce – Ma cosa aspettano al Comune di Lecce, i gesti estremi per poter esprimere il proprio cordoglio?I cittadini in queste situazioni disperate hanno bisogno solo di una cosa: di sentire che le istituzioni sono concretamente presenti, senza accampare patetiche scusanti”.

“Lo ribadiamo – conclude l’avv. Gallotta – è un preciso dovere delle istituzioni restituire a queste persone il sacrosanto diritto, costituzionalmente sancito, ad ottenere un’abitazione quale luogo dove possano condurre un’esistenza dignitosa. E’ indispensabile ispirarsi al senso umano di responsabilità e di carità verso i più deboli, una società civile non può voltarsi dall’altra parte e far finta di nulla. In questo senso, abbiamo accolto con enorme piacere e speranza l’intervento della Senatrice Daniela Donno, vicepresidente della commissione parlamentare straordinaria per la tutela e promozione dei diritti umani, in favore del signor Piero Scatigna e di tutti coloro che, nel capoluogo salentino, stanno vivendo sulla propria pelle l’emergenza abitativa. Paradossalmente, di questa specifica e assurda emergenza se ne parla a Roma e se ne stanno occupando i giornali in tutta Italia, mentre a Lecce tutto continua a tacere”.

 

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