ELENA DRAGONETTI

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In scena al Garibaldi di Gallipoli con “DIECI”-Stagione Teatrale di Gallipoliimage4.JPG

DIECI” è uno spettacolo teatrale in cui dieci personaggi attraverso dieci monologhi si raccontano. In cui dieci vite narrate da dieci voci diverse disegnano quell’universo denso e variegato che è Napoli. Non in quanto area geografica circoscritta ma in quanto realtà universale che racchiude in sé pieghe nascoste dell’animo umano.
“Dieci” come i dieci comandamenti. A cui ogni monologo è intitolato. E a cui ogni personaggio è legato, a suggerire una rilettura delle vicende umane sotto lo sguardo assente di un Dio che è altrove.
In scena una sola attrice a portare il suono di quelle voci che arrivano da strade dentro vicoli scuri, i canti, i rumori, i silenzi. Bastano poche pennellate a disegnare le strettoie, le costrizioni, le servitù, il desiderio di cambiamento, che adulti e bambini vivono in una società dove vigono regole spietate, e dove le cosiddette istituzioni non solo contano poco, ma sembra proprio che non esistano.
Quello che però viene fuori dai racconti è anche una dolcezza, una tenerezza e una poesia che sembra non possano far parte di uomini, donne e bambini così arrabbiati con la vita.
Lo spettacolo è guidato dal desiderio di recuperare l’essenza tragica di una città che ha fatto del melodramma la sua rappresentazione più esteriore.
“Dieci” non è solo Napoli. E’ uno spettacolo dentro al quale poter ritrovare una parte della propria fatica di vivere e forse, tra le righe, una possibile via di scampo. E’ quella speciale spinta alla sopravvivenza che in napoletano si chiama “pacienza”, una parola che mette insieme la voce “patire” con quella del darsi “pace”. Non è una rassegnazione, ma il più alto stato civile dell’esperienza, una santità di marinai in terra che sanno dormire nelle tempeste.”“

 

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