Edilizia scolastica in Puglia

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Mazzei: “La Regione ha utilizzato tutti i fondi messi a disposizione?”

La riqualificazione e la messa in sicurezza degli edifici scolastici pugliesi è una sfida che va assolutamente affrontata e che non può essere presa sottogamba. Per questo l’utilizzo dei fondi esistenti deve essere efficace.

La legge 66 del 2014, ha stanziato per l’edilizia scolastica nelle regioni del Mezzogiorno d’Italia 116,6 milioni di euro. Per la regione Puglia sono stati previsti 81 interventi e l’incidenza economica sulle scuole segnalate ammonta a quasi 31 milioni di euro.

Per il corretto e rapido utilizzo di tutte le risorse, la Presidenza del Consiglio dei Ministri ha costituto un’apposita struttura tecnica di  missione per la riqualificazione scolastica, diretta da Laura Galimberti. Ma c’è di più! Il Ministero dell’Economia, in accordo con gli enti regionali, ha costituto un’autentica task force con il compito di monitorare la situazione in tema di edilizia scolastica.

Lo stato degli interventi, così come riportato in un recente rapporto dell’Uver (Unità di Verifica degli Investimenti Pubblici), ha fotografato un generale e forte ritardo nei tempi di realizzazione delle opere di costruzione e riqualificazione nell’ambito dell’edilizia scolastica.

Ma proprio la lente di ingrandimento voluta dall’Uver e il pungolo alle regioni meno virtuose, ha fatto sì che Campania, Sicilia e Calabria abbiano utilizzato, con criteri di ottimizzazione economica, le risorse previste e grazie a successivi atti amministrativi sono riusciti a liberare risorse a vantaggio dei fondi comunitari.

È, pertanto, davvero strano che la Puglia sia stata esclusa dall’attività di monitoraggio degli interventi nell’edilizia scolastica. Senza quello stimolo siamo certi che sia stato fatto ciò che si doveva fare per le nostre scuole? Insomma, la Regione ha utilizzato tutti i fondi destinati per questo importantissimo comparto?

Per questo ho interrogato il Presidente Vendola e l’Assessore al Diritto allo Studio per conoscere se la verifica fatta dall’Uver abbia riguardato anche gli interventi da realizzarsi nella nostra regione (e quindi non solo in Campania, Calabria e Sicilia), nonché, così come è avvenuto per le altre regioni, se si siano liberate risorse nazionali grazie all’utilizzo delle risorse comunitarie ancora non impegnate dalla Puglia.

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