ECONOMIA

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CON LA RIFORMA DELLE BCC IL PRINCIPIO MUTUALISTICO È A RISCHIO

Per L’Abbate (M5S), la riforma sulle banche di credito cooperativo è un attacco all’articolo 45 della Costituzione ed al sostegno alle piccole e medie imprese italiane

La riforma delle Banche di credito cooperativo mette fortemente in discussione il principio mutualistico a favore della speculazione. Un vero e proprio attacco frontale all’articolo 45 della Costituzione che “riconosce la funzione sociale della cooperazione a carattere di mutualità e senza fini di speculazione privata” e “ne promuove e favorisce l’incremento con i mezzi più idonei e ne assicura, con gli opportuni controlli, il carattere e le finalità”. Ma si tratta anche di un’offensiva al credito vicino alle piccole e medie imprese italiane. Secondo il Movimento 5 Stelle è necessaria, dunque, una profonda riflessione dentro e fuori il Parlamento sulla riforma governativa delle Bcc, rispetto alla quale l’Aula di Montecitorio ha respinto la scorsa settimana le pregiudiziali di costituzionalità presentate proprio dai 5 Stelle oltre che da Sel e dalla Lega.

I nostri timori nascono dall’eliminazione dell’articolo 17 della legge 388 del 2000 – commenta il deputato pugliese Giuseppe L’Abbate (M5S) – la quale prevede che per la cooperazione, nel momento in cui vi sia una liquidazione, il patrimonio non possa essere aggredito perché deve finire obbligatoriamente all’interno di fondi mutualistici. Con questa riforma, invece, sarà possibile aggredire riserve accumulate negli anni con una fiscalità agevolata e create a beneficio della cooperazione mutualistica”.

Non solo, le Bcc saranno trasformate in S.p.A. e i grandi fondi speculativi potranno entrare nel capitale. Le piccole banche di credito cooperativo dovranno aderire ad una holding unica centrale mentre gli istituti con oltre 200 milioni di euro di riserve potranno non aderire versando una imposta straordinaria del 20%. “Il progetto è chiaro – continua L’Abbate (M5S) – arrivare ad un’unione bancaria fondendo le banche per creare giganti sempre più distanti dal cittadino. Si tratta di una riforma a cui il M5S è contrario e che continuerà a combattere per tutelare il principio mutualistico e per garantire il credito vicino al territorio ed alle sue imprese”.

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