Draghi: gli Stati cedano sovranità

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E’ probabilmente giunto il tempo di iniziare a condividere la sovranità a livello europeo anche per quanto riguarda le riforme strutturali. Ad affermarlo, al termine del consiglio direttivo, è il presidente della Bce Mario Draghi, sottolineando la necessità di fare sul piano delle riforme strutturali quello che è stato fatto a livello di bilancio.

L’inflazione nell’area dell’euro resterà debole prima di risalire nel 2015 e nel 2016. Il Consiglio della Bce è unanimemente determinato a usare anche misure non convenzionali, se necessario, afferma il presidente Bce, convinto che gli interventi riporteranno l’inflazione verso l’obiettivo del 2%.

In particolare, i rischi geopolitici hanno il potenziale di incidere negativamente sulla crescita. Così come le riforme strutturali insufficienti di fronte “a una domanda interna più bassa del previsto.

Sono infatti cresciuti i rischi geopolitici. E, in particolare, la crisi in Ucraina ha un peso maggiore sull’Europa che nel resto del mondo.

I governi devono procedere con le riforme strutturali che vanno focalizzate sullo stimolo degli investimenti e la creazione di posti di lavoro. L’istituto di Francoforte conferma la sua ‘forward guidance’, con una politica monetaria che resterà accomodante e la previsione di tassi sul livello attuale per un lungo periodo. Per quanto riguarda la ripresa, gli indicatori confermano che la ripresa nell’area dell’euro resta moderata ma disomogenea.

Draghi ha detto una cosa sacrosanta ha commentato Renzi: abbiamo bisogno di rimettere in ordine l’Italia per farla diventare piu’ competitiva. Per questo servono le riforme.

L’Italia non è finita, con buona pace dei gufi e degli sciacalli, ha aggiunto Renzi. Tecnicamente non siamo mai usciti dalla recessione, ma l’Italia è in grado di ripartire. E comunque, lavoreremo di più e lavoreremo meglio per portare l’Italia fuori dalla recessione.

 

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