DOPPIO APPUNTAMENTO CON IL SEMINARIO PERMANENTE DI STORIA DELLE DOTTRINE POLITICHE ALL’UNIVERSITÀ DEL SALENTO

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Dopo il primo appuntamento con “Politica e/è letteratura” riparte a dicembre il Seminario permanente di Storia delle dottrine politiche, Sezione Polejus, dell’Università del Salento, a cura di Marisa Forcina ed Elena Laurenzi (entrambe docenti di Storia delle dottrine politiche), con un doppio incontro previsto per il 4 dicembre dedicato a: “Politica e/è profezia”.

Chi pensa che la politica riguardi solo il governo di cose e di uomini si sbaglia, così come si sbaglia chi pensa che la profezia sia una esaltazione di soggetti che vedono e controllano il futuro, o chi pensa che la profezia sia il segno di un miracolo. Politica e profezia non sono che la più autentica forma della testimonianza.

Anche etimologicamente, il termine profezia, dal greco pro-fèmì, significa parlare davanti agli altri, parlare del presente e del futuro in modo chiaro e senza finzioni, potremmo dire senza mezze verità e senza inganni.

C’è un doppio legame tra politica e profezia, il primo è che entrambe hanno a che fare con la rappresentazione di uno o più soggetti alla ricerca di verità e del rapporto tra questa verità e le norme, e il secondo è che sia la politica che la profezia hanno bisogno di parole autentiche. Se la politica non è solo amministrazione di interessi, ma predicazione, definizione di relazioni e di rapporti, a cominciare da quelli tra ciò che è vero e ciò che è giusto, anche la profezia è un dire, o un non tacere su ciò che ne va del mondo e della realtà. Profeti sono dunque tutti coloro che semplicemente annunciano e anche denunciano la realtà del mondo.

Nella storia della profezia questa capacità di oltrepassare la logica del potere è presente fin dalle origini. Nell’Antico testamento la profezia è la contestazione del potere costituito sia politico che sacerdotale da parte di un personaggio escluso o esterno al sistema: una persona che legge i segni dei tempi al di là degli  interessi consolidati, in nome della giustizia. Di conseguenza, secondo la tesi di Paolo Prodi, la profezia è all’origine di quella separazione tra diritto e giustizia, tra legge formulata e legge non scritta, che è alla radice della democrazia.

Politica e /è profezia – 4 dicembre

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